Paola Pugina, psicoterapeuta e istruttrice Mindfulness, presenta il suo secondo romanzo “Due Salici. Quattro Stagioni”. In questo libro, i protagonisti siedono sulla riva dello stesso lago, sotto due salici distinti: non si sono mai davvero incontrati, ma è come se le loro stagioni interiori riescano a comunicare in armonia con l’ambiente circostante. Abbiamo intervistato l’autrice per scoprire qualcosa in più…
Paola, è un piacere averti qui. Cosa ti ha spinto a scrivere “Due Salici. Quattro stagioni”?
Grazie, è un piacere anche per me. Ho scritto “Due salici, quattro stagioni” perché desideravo dar voce alle emozioni e alle sensazioni che accompagnano alcuni degli eventi di vita che, bene o male, tutti e tutte noi sperimentiamo nella nostra vita.
C’è un motivo preciso che ti ha fatto scegliere il salice e non un altro albero?
Quando ho deciso di ambientare “Due salici, quattro stagioni” in quello che definisco un luogo del cuore ho subito visualizzato uno dei miei luoghi del cuore, che è appunto un lago con dei salici. In generale i salici, da sempre, richiamano in me una sensazione di stabilità e al tempo stesso flessibilità e ho sentito che era proprio del loro sguardo che avevano bisogno i personaggi del mio libro.
In che modo le tue esperienze da psicoterapeuta e istruttrice hanno influenzato la stesura del romanzo?
Credo che l’influenza maggiore sia nella scelta di non raccontare dettagliatamente i fatti, ma di far emergere sensazioni, pensieri ed emozioni. Sia nella terapia, sia nella mindfulness, i fatti restano in qualche modo sullo sfondo per lasciare spazio all’esperienza interna delle persone.
Ci sono dei passaggi a cui suggerisci di prestare più attenzione? Perché?
Forse il passaggio sul cambiamento, che avviene attraverso piccoli e quasi invisibili movimenti, perché credo che questo possa dare a ciascuno di noi la speranza di poter uscire anche da situazioni che sembrano immobili e stagnanti. Credo comunque che un modo di avvicinarsi a questo libro sia quello di lasciare che spontaneamente l’attenzione cada laddove viene narrata un’esperienza che risuona proprio nella persona che sta leggendo in quel momento.
Quale messaggio vorresti trasmettere ai tuoi lettori?
Il messaggio che mi piacerebbe rimanesse nei lettori è che possiamo fermaci, ascoltarci e accettare ciò che pensiamo e sentiamo senza giudicarlo.
Stai già lavorando a qualche nuovo progetto?
In questo momento non sto lavorando a un nuovo progetto ma sento che sto iniziando a portare la mia attenzione verso alcuni temi. Magari tra questi ci sarà il seme di un nuovo progetto.










