Il Ginepro, la pianta scoperta da una principessa è un toccasana per la nostra salute

Il Ginepro, la pianta scoperta da una principessa è un toccasana per la nostra salute

Il Ginepro, la pianta scoperta da una principessa è un toccasana per la nostra salute – Dalle bacche color bluastro e dalle foglioline appuntite e pungenti, il Ginepro è una di quelle piante dalle mille proprietà benefiche e leggendarie.
Oltre ad essere ornamentale, il Ginepro, come abbiamo detto, è un toccasana per la nostra salute. Viene impiegato, infatti, per combattere la tosse, i dolori delle coliche, per stimolare l’appetito, la digestione, ed aumentare la diuresi.

II ginepro, Juniperus communis, appartiene alla famiglia delle Cupressaceae, fiorisce a marzo e, può raggiungere un’altezza di circa due metri. I suoi frutti, molto pregiati e che vengono impiegati nella fitoterapia, impiegano due anni prima di raggiungere la giusta maturazione.

 Di questa pianta, anticamente veniva utilizzato praticamente tutto. Si pensava che le sue bacche, grosse quanto un pisello e dal colore bluastro, avessero il potere di tenere lontano i serpenti dagli uomini. Il serpente era ed è considerato il simbolo del diavolo e, grazie al fatto che tenesse lontani i serpenti, al ginepro fu attribuito un significato mistico: tenere lontano il male e le tentazioni dall’uomo.

Era consuetudine, agli inizi del Novecento, nell’Italia centrale, ardere un ramo di ginepro la sera di Natale, di San Silvestro e dell’epifania e, con la cenere che si ricavava, venivano celebrati i riti magici durante l’arco dell’anno. Sempre in occasione delle festività natalizie, si usata appendere dei rami, di questa pianta, sulle porte delle stalle in modo che gli animali all’interno fossero protetti dal male. In Toscana, gli usci delle porte venivano adornati con dei rametti per allontanare le streghe. Quest’ultime, infatti, si racconta che fossero attratte da questa pianta e che dovessero, ad ogni costo, contarne le foglie ma, all’arrivo dei proprietari delle abitazioni, scappavano per non essere riconosciute.

In Norvegia, invece, i rami e le foglie venivano sparsi sui pavimenti delle case per purificare l’aria e l’ambiente con il profumo balsamico che emanavano e per tenere lontani gli spiriti malvagi.

C’è una leggenda anche per quanto riguarda il nome del ginepro. Si racconta che, moltissimi anni or sono, vivesse una principessa chiamata Ginepra. Era una fanciulla avvenente e molto sensibile. Amava gli animali e le piante. Abitava in castello grandissimo con i genitori e la servitù. Amava trascorrere il tempo libero facendo lunghe cavalcate con il suo amato cavallo. Un giorno, dopo una lunga galoppata, la principessa si fermò nel bosco per far riposare il cavallo e, mentre lui riprendeva fiato e brucava l’erba, lei si sedette su di un masso poco distante dall’animale. Si guardò attorno alla ricerca di qualche fiore variopinto per adornare la sua tavola come faceva tutti i giorni. Mentre si guardava attorno scorse una pianta che non aveva mia visto sino a quel momento. Non aveva dei fiori ma delle bacche di un verde brillante. Le piacque talmente tanto che la colse e la postò al castello. La bellezza e la particolarità della pianta divenne nota, nel giro di pochi giorni, anche alle persone del paese che, in onore della principessa che l’aveva scoperta le diedero il nome di Reginella. Con il passare dei giorni, le bacche da verdi diventarono bluastre. Erano strane ma molto belle. Un giorno, l’amato destriero della principessa si ammalò gravemente. Lei disperata fece tutto il possibile per guarirlo senza però ottenere alcun risultato. Un bel giorno, la principessa volle tentare un esperimento. Prese le bacche del ginepro, le schiacciò e raccolse il succo violaceo che ne uscì. Di corsa si recò dal suo medico mostrando il liquido e chiedendogli cosa fosse e se poteva aiutare in qualche modo il suo cavallo. Il dottore guardò il liquido e, dopo aver detto che gli ricordava un qualche medicinale, chiese un paio di giorni per studiarlo. La giovane, speranzosa, glielo lasciò. Il medico fece gli accertamenti del caso e scoprì che si trattava di un farmaco che poteva essere molto utile sia alle persone che agli animali. Chiamò la principessa e le comunicò la sua scoperta. La giovane, felicissima e piena di speranze, sperimentò immediatamente il liquido miracoloso sul suo amatissimo cavallo che, nel giro di pochi giorni, guarì.

Alla morte della principessa, gli abitanti del paese, cambiarono in Ginepro il nome “Reginella”.

Il ginepro viene utilizzato in cucina per aromatizzare gli ottimi arrosti, nella preparazione della birra, e del liquore al ginepro. Lo si può utilizzare come medicinale attenendosi  alle indicazioni del proprio medico.

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