Temple Factory e il loro album di debutto. L’intervista

Hanno appena pubblicato il singolo di debutto “Red Line” e annunciato il primo album, “It’s Time”, in uscita il 15 Ottobre. I Temple Factory da Brescia sono un gruppo rock in cui gli stilemi classici del genere e le idee innovative e personali si fondono con equilibrio, creando un sound dalla carica esplosiva. Abbiamo fatto una chiacchierata con la band.

Link al singolo: https://youtu.be/QOMl23zuef0

Questo è il vostro debutto come Temple Factory, ma venite da esperienze precedenti. Ce ne volete parlare? Che cosa è stato mantenuto e cosa c’è di nuovo nel vostro modo di comporre e produrre musica?

Il progetto “Temple Factory” non è per noi la prima esperienza con band; ad eccezione del cantante (Diego), da poco entrato nel gruppo, siamo tutti conoscenti di vecchia data. Le prime collaborazioni risalgono addirittura alla metà degli anni 90 quando ci muovevamo nell’ambito del Heavy Metal e del Grunge. Intorno al 2000 abbiamo avuto un progetto punk hardcore melodico che ci ha regalato qualche buona soddisfazione. Ci chiamavamo Canapunk; abbiamo fatto numerosi concerti, avevamo vent’anni e ci siamo divertiti! Da allora nulla di particolarmente costruttivo; per un po’ ci siamo felicemente persi tra lavoro, figli e famiglia. Poi, circa tre anni fa, è nato questo nuovo progetto. È passato molto tempo ma siamo sempre noi; abbiamo variato molto i rispettivi gusti musicali ma riusciamo ancora ad ottenere delle buone sintesi. Oggi come allora si portano idee che insieme vengono sviluppate ed arrangiate.

Il singolo “Red Line” denota una certa cura nella produzione in studio. Come siete arrivati a questo risultato?

Il singolo “Red Line” è stato composto dal batterista (Roberto) ma come tutti gli altri brani del disco in uscita ha avuto una sua prima fase di sviluppo in sala prove. Siamo andati in studio (la Buca Recording Club di Simone Piccinelli) con un brano che ritenevamo completo. La musica e il testo funzionavano bene ma molto c’era da fare e molto è stato fatto. Grazie a Simone abbiamo migliorato gli arrangiamenti e la struttura del brano ma soprattutto abbiamo lavorato sul suono. L’esperienza di Simone è stata fondamentale; volevamo suoni che garantissero una buona combinazione tra melodia e potenza e ciò che abbiamo ottenuto è stato l’ottimo effetto che speravamo di ottenere!

Quali sono le maggiori influenze potremo trovare nel vostro album di debutto? E quali elementi invece rivendicate come propri e originali?

Tutti noi negli anni abbiamo sviluppato proprie preferenze musicali, talvolta anche molto distanti, ma sono queste le situazioni dove la contaminazione musicale può dare i suoi migliori risultati. Suoniamo con batteria, basso e chitarre quindi rientriamo in quell’immenso e magnifico calderone della musica rock a 360 gradi. È in questo immenso mondo che ritroviamo tutte le nostre influenze: dai Beatles ai Foo Fighters, dai Pink Floyd ai Biffy Clyro. Definirsi originali oggi non è facile o forse lo è troppo! C’è sempre il rischio di perdere la sana umiltà. Nel gruppo c’è chi ama Nick Cave chi i Korn: una buona sintesi non era scontata. Forse è proprio questo ciò che rende l’album “originale”: la melodia non preclude la potenza, le atmosfere variano e i testi evitano di scadere in moderni clichè narrativi. Sarà un album adatto a tutti gli stati d’animo. Vuole essere un album per tutti.

La situazione per l’industria della musica dal vivo è tuttora difficile. Come sperate possa essere una reale ripartenza nei prossimi mesi?

Siamo in un periodo difficilissimo per tutto il mondo dello spettacolo e della cultura in generale. La speranza è sempre quella di tornare ad una sana normalità dove chi vive grazie allo spettacolo possa finalmente sentirsi sicuro di fare il proprio lavoro. Per noi musicisti la situazione è critica e ad oggi non possiamo certo dire che la tempesta sia passata. Forse il peggio si, speriamo, ma la normalità è ancora lontana. Suonare dovendo selezionare il pubblico perché non tutti possono assistervi è triste mentre vedere i presenti obbligati a rimanere seduti è quasi grottesco. Capiamo la situazione e tutte le difficoltà ma è ora di ripartire. Lo chiediamo tutti e siamo in molti!

Quali altri gruppi e artisti della vostra zona dovremmo andare ad ascoltare?

La realtà musicale del nostro territorio è in fermento da orami molti anni. Moltissima gente suona e cerca di emergere anche se le difficoltà sono spesso insormontabili. Ovviamente si è aggiunto il fattore covid che ha bloccato tutto facendo andare in stand by numerosi progetti. Difficile ad oggi dare consigli su chi ascoltare; ricominciamo a suonare e vediamo cosa succede!

Cosa sperate possa portarvi l’uscita del nuovo album “It’s Time”?

Successo, soldi e fama! Ovviamente stiamo scherzando! Cosa speriamo Di poterlo suonare ovunque, di divertirci e di conoscere gente che come noi ama fare musica.

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