Sul Lido un red carpet poco tradizionale e l’arte di Maupal per raccontare il messaggio de La Santa Piccola

8 settembre 2021: approda al Lido di Venezia “La Santa Piccola” di Silvia Brunelli. Alle 16,30, alla Sala Giardino, un inusuale red carpet con proiezione per stampa e pubblico alla presenza del cast. Un evento che vedrà l’incontro fra cinema e arte contemporanea con un’installazione, pensata per l’occasione, a firma del tanto celebre quanto irriverente street artist Maupal, che rappresenterà per l’occasione la sua interpretazione di devozione e della umana, anzi umanissima, richiesta di aiuto che pervade tutte le forme di superstizione legate al pensiero magico/religioso. La sua opera sarà la prima di una serie, che coinvolgerà artisti altrettanto coraggiosi in occasione delle tappe del tour promozionale del film. Serie che culminerà a Napoli in un grande evento in cui tutte le opere verranno esposte, e poi donate a La Sanità, il quartiere all’interno del quale si svolge la vicenda di questo film.

Il film prodotto da Rain Dogs vede l’aiuto sul territorio di Mosaicon Film, Antracine, Nuovo Teatro Sanità e dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. La distribuzione internazionale è stata affidata a Minerva Pictures Group e TVCO mentre quella italiana sarà curata direttamente dai produttori in collaborazione con Emera film.

 

La Santa piccola

Un viaggio tra sacro e profano, alla scoperta del proprio posto nel mondo Approda al Lido di Venezia La Santa piccola di Silvia Brunelli. Realizzato col grant di 150.000€ di Biennale College Cinema; il laboratorio di alta formazione della Biennale di Venezia che sostiene dal 2012 la produzione di opere prime e seconde. Il film racconta la storia della fraterna amicizia di Lino e Mario, che si incrina quando Mario scopre di provare per Lino qualcosa che va oltre la pura amicizia. Una storia di formazione e identità che si intreccia con l’imprevedibilità della vita all’interno del palcoscenico, a tratti surreale, delle credenze e superstizioni popolari di una Napoli colorata e variopinta. Sullo sfondo un’umanità piccola e delicata prigioniera della propria quotidianità, ancora legata a superstizioni e credenze religiose. La Santa piccola è il racconto dell’inizio di un viaggio, di una fuga inconsapevole da una quotidianità priva di prospettive scritta a tinte agrodolci: un film che parla di primavere senza paura di mescolare i toni del dramma con quelli della commedia amara per raccontare un mondo talvolta anche pittoresco, ma così impastato di simbolismo religioso e superstizione da trasformarsi in una prigione dalla quale sembra impossibile fuggire.
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