Stanti così le cose, il nuovo disco in dialetto bolognese di Andrea Mingardi

Stanti così le cose, il nuovo disco in dialetto bolognese di Andrea Mingardi

Da Venerdì 19 Febbraio 2021 sarà disponibile il CD in tutti i negozi dischi, e da Venerdi 26 in formato digitale su tutte le piattaforme streaming e download. Prodotto e pubblicato su AM Management e distribuito da Halidon SRL. 

Il 2020 ha visto un Mingardi molto attivo ridare nuova luce al suo storico catalogo jazz & blues. Pubblicare singoli bellissimi in dialetto bolognese come Luntan Da Bologna, ballata emozionata per la sua città abbandonata causa covid, e Lezioni di Dialetto, geniale pezzo trap. La riedizione digitale, vent’anni dopo, in Versione Simpson dello storico disco dialettale CIAO RAGÀZ.

Ebbene, anche il 2021 si rende testimone della prolifica vena di Andrea che dal folclore popolare bolognese continua a trarre la migliore ispirazione: STANTI COSÌ LE COSE… composto insieme al maestro Maurizio Tirelli. 

Mingardi non è un rigido filologo ma il suo lavoro è quello di portare avanti il modo di esprimersi di una regione che ha nel suo DNA ironia, filosofie di vita condivisibili, grande voglia di vivere e la capacità di non prendersi troppo sul serio. Ma non solo: Mingardi è maestro di soul, rock e jazz con cui ama fondere il linguaggio dialettale. 

Nel 2000 il brano BENESSUM (tratto dall’album CIAO RAGÀZ) che significa benissimo ha ottenuto un successo storico per un lavoro in vernacolo. Cinque dischi di platino e una penetrazione nel territorio mai avuta prima da canzoni del genere.

Nello stesso anno usciva in contemporanea il libro BENESSUM, espressioni dialettali nel linguaggio comune. 

Le tredici composizioni inedite di STANTI COSÌ LE COSE… raccontano di attori che camminano tuttora sotto i 39 chilometri di portici della città esprimendo ciò a cui il popolo tiene maggiormente: la pancia. Ne è venuto fuori un progetto ricco di humour, ritmo e saggi pensieri da bar e che, al di là della difficoltà per gli… stranieri nel comprendere il linguaggio e le sue sfumature in toto, potrebbe rappresentare tutta la straordinaria periferia italiana. 

EMILIO ROMAGNO, Il duetto con il grande Ivano Marescotti, serve a sciorinare tutte le eccellenze di una regione speciale anche nei suoi tic.

SO’ E ZA’, su e giù, è come la gente comune vede l’alternarsi dei fatti della vita.  XA VUT CA SEVA, cosa vuoi che sappia, ha all’interno del testo la frase sgangherata “stanti così le cose”, che rappresenta bene il momento che stiamo passando. LUNTAN DA BOLOGNA, è una dichiarazione d’amore dell’autore nei confronti della sua città; PIZ PAR TE, peggio per te, è una ironica ballata rivolta a tutti coloro che desiderano disperatamente mettersi in mostra e Mingardi li invita a recarsi da Barbara D’Urso; OUTING, è lo sfogo di un padre che è costretto a rivelare che purtroppo il proprio figlio è… juventino; ME CON TE è una ballad che ricorda i Bee Gees, in cui un tizio sgrammaticato dichiara l’amore per la sua “Sciamanta”; DVINTER VICH, un affresco ironico sulla bellezza di diventare vecchi; AMOUR, AMOUR AMOUR, Mingardi si chiede cosa sia l’amore; A VOI FER L’INFLUENCER, voglio fare l’influencer, naturalmente con un tasso di ironia bestiale; LEZIONI DI DIALETTO, è un trap con autotune in cui, al di là della modernità, l’autore, attraverso una sorta di vocabolario, tesse le lodi di una città famosa nel mondo; GION VAINE, sarebbe il mitico cow boy ma l’interprete dichiara che gli ricorda qualcuno; ABDC, chiude il CD. È il brano più dissacrante e si basa su un’espressione che, tradotta letteralmente, suonerebbe volgare ma che in dialetto consente per esprimere tutto lo scetticismo nei confronti delle vicende del mondo. 

In sostanza, il lavoro di Mingardi e Tirelli ha velleità terapeutiche.

In un momento in cui tutto pare sia diventato estremamente complicato, le canzoni sembrano avvolgere chi le ascolta di buone sensazioni. Come se la semplicità del linguaggio suggerisse che l’ottimismo può arrivare solo dal basso”. ANDREA MINGARDI