Senza trovarsi mai è il nuovo disco della band toscana Scuse Inutili

Senza trovarsi mai nasce nel marzo del 2020, l’anno in cui la band ha visto il proprio disco d’esordio strozzato dalla pandemiaEd è proprio dalla delusione e dalla rabbia che prende vita questo secondo album, la cui gestazione è durata ben quattro anni. Il contributo fondamentale è stato dato da Davide “Divi” Autelitano dei Ministri che ne ha curato la produzione artistica. 

Senza trovarsi mai scandaglia tutta quella marea di emozioni vissute con intensità durante il periodo pandemico: la sensazione di chiusura, quella di non vedere una fine al dolore, la rabbia che ne scaturisce e la grinta nel voler affrontare il mondo ma sentirsi costretti in catene. E poi la paura e la curiosità di andare a fondo in se stessi. Il tutto dalla prospettiva di tre ragazzi con la voglia di raccontarsi attraverso i propri strumenti distorti, e che per poter imprimere le emozioni ancora calde decidono di comporre “a distanza” con mezzi di fortuna, aspettando solo di ritrovarsi per sentire come quegli input si traducono dal vivo.

 “Fin dalla prima settimana di lockdown abbiamo pensato di cercare di sfruttare quel tempo indefinito per comporre musica nuovaLa mancanza di prospettiva e la disillusione del disco praticamente ucciso dalla pandemia, ci hanno fatto da motore per andare avanti. L’album è infatti rabbioso e malinconico, ma c’è sempre quel velo di speranza che un po’ ci descrive. In fondo siamo semplicemente tre ragazzi con il bisogno di alzare al massimo gli amplificatori per cercare la felicità.
(Scuse Inutili)

Un percorso di rabbia e speranza
per cercare disperatamente la felicità:
questo è “Senza trovarsi mai”, il disco di
Scuse Inutili fuori il 26 aprile per TSCK Records

Credits

Testi: Luca Panoni
Musica: Davide Boschi, Marco Freschi e Luca Panoni
Produzione artistica: Davide Autelitano

TRACK BY TRACK

DINOSAURI
Dinosauri è il “
grido” che apre l’album: quando il mondo intorno crolla, tutto ciò che possiamo fare è stringerci e urlargli contro. Muri di chitarre e voci strozzate per dare un senso anche alla fine. Il brano esplora la vacuità dell’esistenza e di tutte le sue sfaccettature alle quali si cerca di dare importanza attraverso i legami. A questi, invece, ci si aggrappa quanto sembra di essere arrivati ad un punto di non ritorno. Dinosauri è un inno per chi affronta a testa alta i fallimenti.

ANCHE SE POI FARÀ MALE
Anche se poi farà male racconta la difficoltà e, allo stesso tempo, la necessità di capire quando è il momento di andare avanti, troncando di netto ciò che logora prima di distruggerlo per sempre. La canzone esplora 
la consapevolezza della fine, la rabbia nell’accettazione, la realizzazione che a volte bisogna fermarsi per andare avanti. Anche se poi farà male è un brano aggressivo trainato da una batteria sincopata e da chitarre distorte, che cresce costantemente ed esplode più volte prima della deflagrazione finale nella quale viene buttato fuori tutto per poter poi ripartire da zero.

SUBITO NOTTE
Subito notte espone tutte le domande rimaste nascoste, quesiti che abbiamo sempre evitato di guardare ma che il lockdown ci ha obbligato ad affrontare. La vulnerabilità prende il sopravvento mentre ci lascia deboli al cospetto del futuro che arriva prepotente. Schiacciati da un passato sempre più pesante, “aspettiamo” la notte per poterci riposare, anche solo per un attimo. Il brano evoca un immaginario particolare: attorno al fuoco, raccontiamo ciò che ci spaventa per scoprire, poi, che le paure sono simili per tutti.

NON AVERE FRETTA
Non avere fretta parla di rapporti conflittuali, di scontri che portano a staccarsi e riavvicinarsi, del timore di cedere alla paura stessa e al contempo 
la serenità nell’abbandonarsi all’insicurezza. Sono speranza e disillusione che si inseguono e si superano continuamente. Il brano nasce come canzone pop/elettronica a cui è stata poi data una svolta rock per enfatizzare anche dinamicamente l’altalena di emozioni contrastanti che viene espressa. Non avere fretta è figlia del lockdown, periodo in cui sono stati messi a dura prova rapporti umani, gli stessi che il brano analizza ed estremizza.

CIÒ CHE RIMANE
Con 
Ciò che rimane realizziamo che per quanto si possa cercare di allontanarsi, quello che resta è ciò che conta. Ed è una realizzazione piena d’entusiasmo. La canzone ha un ritmo incalzante e un mood positivo che sospende nei ritornelli per enfatizzare il concetto fondamentale: non si può cancellare ciò che arriva veramente a fondo. Rimane la celebrazione dei rapporti che, pur vivendo di alti e bassi, hanno fondamenta inossidabili resistenti alle intemperie.

OCCHIAIE
Occhiaie è la storia di una relazione che non si spegne, che persiste nei ricordi e nelle minuzie, e nella quale la perizia di dettagli sia visivi che emotivi sottolinea l’intensità e trasporta nell’immaginario raccontato. Il brano è una ballad acustica che cresce esponenzialmente fino ad esplodere in un finale rock graffiante e disperato. Occhiaie cerca di raccontare emozioni comuni ma allo stesso tempo estremamente vivide.

BRANCHIE
Branchie racconta la sensazione di inadeguatezza, il desiderio di continuare a scoprirsi, la voglia di non accontentarsi mai. Rappresenta coloro che sono stanchi di tutto e di tutti, coloro che non si sentono capiti, che si sentono soffocare dal contesto. L’obiettivo non è realizzarsi, trovare una propria dimensione, bensì continuare a scavare e scoprire che, uscendo dalle proprie sovrastrutture, è possibile godere della continua ricerca di se stessi.

Biografia

Scuse Inutili sono una band alternative rock della provincia di Arezzo composta da Luca Panoni (chitarra e voce), Marco Freschi (basso e cori), Davide Boschi (batteria e cori). Il gruppo nasce dal bisogno di produrre un repertorio di brani in lingua italiana ma che possano spaziare da sonorità incalzanti tipiche dell’hard rock ad altre più delicate e melodiche. 

Tra le maggiori influenze della band troviamo artisti internazionali quali Biffy Clyro, Red Hot Chili Peppers e Foo Fighters, e gruppi italiani come I Ministri, I Verdena e I Fast Animals and Slow Kids. Nel corso degli ultimi anni Scuse Inutili hanno portato su vari palchi d’Italia il disco d’esordio “Come pensi di scappare” che ha collezionato più di quarantamila di stream su Spotify.

In occasione di festival come l’Off Topic di Torino, il Mengo Music Fest di Arezzo e il Memorabilia Festival di Recanati la band toscana ha condiviso la scena con i FASK, Diodato, Joan Thiele, Paolo Benvegnù, Management, Andrea Laszlo De Simone, Atlante solo per citarne solo alcuni.

Il prossimo anno il gruppo ha in programma l’uscita di un nuovo disco prodotto da Davide “Divi” Autelitano della celebre band dei I Ministri, registrato, mixato e masterizzato al Glotoneria Studio di Montichiari (BS). 

Il 17 novembre è uscito il singolo “Non avere fretta” per l’etichetta indipendente TSCK Records, seguito da “Occhiaie” disponibile dal 12 gennaio. La band toscana pubblica, alle porte della primavera, il brano “Anche se poi farà male” disponibile dal 15 marzo 2024. Il 26 aprile esce il nuovo lavoro di Scuse Inutili, l’album “Senza trovarsi mai”.

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