Lontano: l’Ep d’esordio di Emanuele Bozzini

Lontano: l’Ep d’esordio di Emanuele Bozzini

Rinuncia, solitudine e passione: il diario emotivo del musicista torinese tra canzone d’autore e indie-folk, un emozionante debutto da solista prodotto con Paolo Rigotto

Lontano: l’Ep d’esordio di Emanuele Bozzini

 LONTANO

EMANUELE BOZZINI

4 tracce | 15′.21”

La lontananza è una dimensione molto articolata. Sono stato lontano da me stesso, dalle emozioni, dagli affetti, ma anche dal confronto e dagli altri. Mi sentivo lontano dalla vita. La vita la spremevo solo “nelle notti di luna nuova”, quando nessuno sguardo era pronto ad assalire la mia azione. Al buio… lontano appunto. Il gioco vuole che io possa pubblicare Lontano solo perché sto riuscendo finalmente a “riavvicinarmi”. Ed è da Lontano che io mi sono portato dietro il diario emotivo del mio Eremita. Ho sempre vissuto alti e bassi emotivi, in cui i bassi si manifestavano attraverso stati depressivi piuttosto violenti e duraturi. È il mio lato più fragile che in quei periodi lottava per sentirsi vivo a scrivere queste canzoni. È per pura coincidenza che questo lavoro venga fuori in un momento in cui, fisicamente, lontano siamo costretti ad esserlo tutti quanti“. Musica che sgorga da un lato oscuro, una dark side che rivela una nuova dimensione artistica: Lontano, l’Ep di debutto da solista di Emanuele Bozzini, è un diario di viaggio, una raccolta di canzoni che, come una terapia, sono il frutto di un percorso di discesa negli abissi e risalita a suon di musica.

Dopo l’uscita dei singoli SpariròIl Salto e L’Eremita, quest’ultimo accompagnato da un videoclip girato nel villaggio di pietra di Ghesc e lanciato in anteprima dalla Stampa, finalmente Emanuele Bozzini arriva al suo Ep. Per il cantautore torinese è un’uscita importante, anche per motivi prettamente musicali, non solo interiori. Con Lontano si rivela infatti il suo cammino da musicista solista, di stacco dall’esperienza di gruppo coi Marichka Connection: “Mi sono allontanato dal folk puro e duro. Il violino non è più il protagonista incontrastato della musica, anzi compare solo in una canzone, in riga, insieme ad un quartetto d’archi. C’è una carica rock più grande e la volontà di spaziare in maniera più libera attraverso nuovi tipi di suoni e diversi tipi di arrangiamento. Anche a livello di voce ho avuto un cambiamento. Emotivamente si tratta di canzoni molto più intime e dolorose. Se coi Marichka, pur con dei testi che rimettevano in questione molte cose, volevo tenere alta la carica positiva dei miei componimenti, qui mi abbandono alla realtà dolorosa e cruda dell’essere”.

L’EremitaLontanoSparirò Il salto sono accomunati dal taglio compositivo e sonoro di Bozzini, una figura anomala di cantautore non solo perchè uomo di gruppo proveniente da una band, ma anche perchè al crocevia tra canzone d’autore, indie-folk e rock internazionale. Non è un caso che l’orizzonte di ascolti e di riferimenti del torinese sia ampio e preciso: “Ho cominciato con Guccini (alle elementari). Ho ascoltato molto Battisti, De Gregori e Bob Dylan. Ho scoperto De Andrè molto tardi (a 25 anni), ovviamente mi folgorò. Ho scoperto ancora più tardi i sommi Giorgio Gaber e Piero Ciampi. Ho divorato con tutto il cuore Vinicio Capossela e soprattutto i suoi live hanno ispirato molte mie canzoni. Afterhours e Marlene Kuntz verranno più fuori nelle mie prossime canzoni, già in studio. Molti cantautori contemporanei mi ispirano, Ettore Giuradei, Iosonouncane e Andrea Laszlo De Simone. In alcune mie canzoni in studio o passate ci sono elementi che prendono ispirazione dai Pink Floyd, gruppo che ho ascoltato moltissimo. Sono dei particolari. Lo stacco nel Salto richiama invece A day in the life dei Beatles“.

Lontano è un lavoro intimista e delicato, ma al tempo stesso carico di passione, nato insieme a una figura eclettica e dissacrante come Paolo Rigotto: “Avevo bisogno di Paolo per sperimentare cose nuove e per allontanarmi dal folk dei Marichka Connection. Paolo è stato centrale in fase di arrangiamento, oltre ad essere l’esecutore di quasi tutti gli strumenti che non suono io. In lui ho trovato un grande mix di ascolto e talento che ci hanno portati a costruire meticolosamente e insieme le canzoni”.

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