Le ultime sette parole di Cristo, lo spettacolo in scena al Teatro San Giustino di Roma

Le ultime sette parole di Cristo, lo spettacolo in scena al Teatro San Giustino di Roma

Le ultime sette parole di Cristo, lo spettacolo in scena al Teatro San Giustino di Roma  – 19 maggio 2012 ore 21.00 – Teatro San Giustino

Le ultime sette parole di Cristo, Minestra di fede per cialtrone e strumenti antichi uno spettacolo di Giovanni Sifoni, cialtrone Giovanni Sifoni, santur, liuto, chitarra, percussioni nichelarpa, viella, ribeca Maurizio Picchiò, nichelarpa, viella, ribeca Stefano Carloncelli Fede purissima, ateismo purissimo, superstizione purissima sono al centro di Le ultime sette parole di Cristo, l’appassionato e brillante monologo in cui un “cialtrone”, Giovanni Scifoni, attraversa con ironia i temi e i personaggi della spiritualità, scanditi dalle sette frasi evangeliche, che per sette volte sospendono il tempo e l’aria. Il cialtrone non si ferma mai, inonda lo spettatore di storie, leggende, baggianate, fregnacce, lo incalza con parole di cui sembra essersi perso il senso: peccato, misericordia, buona morte… Le infuocate prediche del canonico Rinaldo Deggiovanni,

Poi arriva Beda il venerabile, poi i Padri del deserto, pazzi e morti di fame, poi Dismas il buon ladrone, poi Dostoevskij, Bergman. Lo spettacolo riesce a raccontare la grande mistica con leggerezza, in un inarrestabile crescendo che cattura lo spettatore, al di là delle convinzioni personali, innescando la riflessione sulla nostra esistenza e sulla “gloria umana”.

 

 

Anticamente, durante la liturgia del venerdì santo, le vetrate della cattedrale di Cadice venivano oscurate creando il buio, l’eclissi, come narrato nel Vangelo. Il vescovo saliva all’ambone e proclamava una delle ultime frasi pronunciate da Gesù prima di morire, poi si prostrava davanti al crocifisso e i fedeli meditavano con lui, qualcuno suonava uno strumento. E così sette volte. Col tempo la Chiesa ha perso quest’usanza, che torna a vivere in palcoscenico, dove due musicisti, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli, evocano le antiche sonorità della tradizione cristiana e un uomo magro e barbuto, il cialtrone, si agita forsennato per lo spazio, prendendo spunto dalla liturgia quaresimale per investigare l’anima umana e il silenzio di Dio.

 

 

“Mio padre, Pino e Beatrice, Luciano, Fabio, il barbone logorroico di Narni, tante persone ho incontrato che non potevano fare a meno di parlare di Dio, gli scappava: appassionati, ossessionati, innamorati, esausti, nevrotizzati, felici.

Tante ore, notti, ad ascoltare la loro versione delle cose: che faccia ha Dio, come si comporta, che tipo è, Dio.

Dio nessuno l’ha mai visto.

Scrivo questa piece nel maggio scorso su richiesta dell’orchestra Roma-tre, per il concerto di fine stagione al teatro Palladium di Roma. L’orchestra deve eseguire “Le ultime sette parole di Cristo” di F. J.Haydn, in occasione dell’anno commemorativo del compositore austriaco. Io scrivo il mio monologo raccontando storie e personaggi tratti dalla vita, gli incontri casuali, e soprattutto dal materiale che raccolgo da anni nel mio lavoro di ricerca, tra i testi sacri, gli scritti apocrifi, gli antichi sermoni sulle ultime sette parole di Cristo, i detti e fatti dei padri del deserto, la mistica medievale, le tradizioni, gli autori moderni. Dopo l’esperienza concertistica decido dare al lavoro una forma diversa, rinuncio all’orchestra e alla struttura “a concerto” per collaborare con il Mo Maurizio Picchiò e il Mo Stefano Carloncelli. L’evocazione sonora e timbrica del medioevo ha il potere immediato di far apparire quel gran carnevale di santi, di idioti, di cialtroni che ronzano nello spettacolo.”

Giovanni Scifoni

 

 

 

GIOVANNI SCIFONI

Diplomato presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico nel 1998, compie tournee teatrali con artisti della scena nazionale: Paolo Poli, Roberto Guicciardini, Sebastiano Lo Monaco, Patrik Rossi Gastaldi, Lorenzo Salveti, Pino Manzari, Massimo Foschi, Maddalena Crippa, Marco Maltauro e molti altri. Scrive monologhi narrativi e commedie, da due anni porta in scena in tutta Italia con grande successo il monologo giullaresco “Le ultime sette parole di Cristo (minestra di fede per cialtrone e strumenti antichi)”, ora in scena con il suo nuovo lavoro: “Guai a voi ricchi”. Debutta al cinema in “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana. È protagonista e co-protagonista in numerosi film tv come “Il Commissario Vivaldi” di Luciano Odorisio, con Lando Buzzanca, “Mio figlio”, “Io non dimentico” sempre di Luciano Odorisio, “Un caso di coscienza 3” di Luigi Perelli, e altre produzioni Rai e Mediaset. Ultimamente su Raiuno tra i protagonisti di “Un medico in famiglia 7”. Attualmente sul set di “Pasolini, la verità nascosta” di Federico Bruno.

 

MAURIZIO PICCHIO’

Batterista e Percussionista Umbro, dopo aver frequentato seminari con Ed Uribe, James Cobb, Jack De Johnette,Vincenzo Restuccia, si specializza nell’uso di strumenti come Santur, Darabukka, Liuto, Ghironda e Spinetta. Collabora dal 1986 al 1991 con E. Micrologus e registra i primi lavori discografici di musica antica. Nel 1992 fonda il gruppo Timbrel Umbria Ensemble for Early Music. Collabora nel teatro con: Pino Manzari, Gloria Banditelli, Paolo Baiocco, Riccardo Cucciolla, Massimo Foschi, Umberto Ceriani, Maddalena Crippa ; nella danza con: Loredana Furno , Jean Pierre Martal ; nel cinema con : M. Risi “Ragazzi Fuori”,e G. Salvatores “Mediterraneo” (Premio Oscar 1991) : nella musica Pop con: U. Tozzi, A. Baldi, Mia Cooper, Crystal White. Ha partecipato a concerti e registrazioni televisive per la RAI; Asaki Television; MTV Germany ; Radio France e tournee in Italia e all’estero in particolare Giappone; Austria; Ungheria; Francia; Germania ; Svizzera, suonando Jazz in Big Band e gruppi con: John La Porta; Sal Nistico; Kenny Kirkland; Roy Hargrove ; Scott Henderson; Christian Escoude’; Massimo Urbani; Maurizio Giammarco; Marco Tamburini; Ramberto Giammarughi; Alberto Corsari; Fabio Zeppetella etc. Ha partecipato a festival internazionali di Musica Antica, di Teatro e di Jazz tra cui varie edizioni di “Umbria Jazz”;” Siena Jazz”; “Metronome”.

 

STEFANO CARLONCELLI

Diplomato in violino e in viola presso il Conservatorio di Musica “F. Morlacchi” di Perugia. Perfezionato a Firenze in viola con il M° Virgil Simonis e il M° Augusto Vismara. Ha tenuto concerti in Austria, Ungheria, Cecoslovacchia, Germania, Francia, Russia, Spagna, Messico, Israele, Libano , Malta. Ha collaborato con i flautisti S. Gazzelloni, M. Larrieu, M. Ancillotti, M. Conti, i violinisti S. Monosoff, F .Ayo, P. Carmirelli, M. Trabucco, V. Brodsky, R. Rosand, le cantanti K. Ricciarelli e L. Valentini Terrani, il clavicembalista D. Chorzempa, i violoncellisti S. Palm e R. Filippini, direttori d’orchestra B.Aprea, T.Ungar, A.Siciliani, V.Bonolis, G. Silveri, T. Briccetti, L. Brouwer, F. Caracciolo, P. Bellugi, M. Abbado e Y. Ahronovitch. Ha realizzato incisioni per le case discografiche Dynamic, Quadrivium, Nuova Era, BMG, Edipan, Bongiovanni, Tactus e registrazioni per la RAI. Ha inoltre collaborato con l’ Orch. Sinfonica Giovanile Città di Lanciano, Teatro dell’Opera di Genova, Teatro Lirico di Cagliari, Orch. Sinfonica di Perugia, Orch. Sinfonica dell’Umbria, Orch. Stabile di Bergamo, Orch. Sinfonica Stanislao Falchi di Terni. Dal 1996 collabora con il gruppo Ensemble Timbrel per la musica antica, Medievale e Rinascimentale. Ha collaborato con l’attore e regista Pino Manzari in: Jacopone da Todi, San Francesco d’Assisi, Dante e il primo Giubileo, I Templari.

 

Teatro San Giustino, via Alessandrino 144, Roma

ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

inizio spettacolo ore 21.00

Info 060608

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte di terzi. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi