Inventario Varoli – della copia e dell’ombra, la mostra al Museo Civico Luigi Varoli e Ex Ospedale Testi di Cotignola

Inventario Varoli – della copia e dell’ombra

Cotignola, Museo Civico Luigi Varoli e Ex Ospedale Testi

dal 4 giugno al 12 settembre 2021

Venerdì 4 giugno dalle 15.00 alle 20.00, con apertura estesa anche sabato 5 e domenica 6 giugno, presso il Museo Civico Luigi Varoli (Palazzo Sforza, corso Sforza 21) e l’Ex Ospedale Testi (via Roma 8) di Cotignola (Ravenna), inaugura la mostra “Inventario Varoli – della copia e dell’ombra”, un progetto di Massimiliano Fabbri, una vasta raccolta di oggetti e sculture provenienti dalla casa-studio del Maestro cotignolese del primo Novecento (oltre trecento pezzi, tra cartapeste, sculture, disegni, libri, fotografie, reperti) in dialogo con opere e interventi inediti di 59 artisti contemporanei, tra cui Angelo Bellobono, Mirko Baricchi, Jacopo Casadei, Valentina D’Accardi, Giulia Dall’Olio, Elena Hamerski, Andrea Grotto, Beatrice Meoni, Stefano W. Pasquini, Luca Piovaccari, Chris Rocchegiani, Giulio Saverio Rossi, Alessandro Saturno, Thomas Scalco, Silvia Vendramel e altri. 

Inventario Varoli – della copia e dell’ombra” si articola in tre sezioni distribuite su due spazi espositivi: a Palazzo Sforza la collezione Varoli e le opere degli artisti prodotte dentro al Museo; all’Ex Ospedale Testi, i disegni e i dipinti realizzati negli studi degli artisti guardando alle collezioni del Museo e alle sue memorie da lontano. 

Il progetto è l’esito di un lungo percorso di studio e di confronto tra gli artisti e la collezione del Museo Varoli, che raccoglie la straordinaria collezione di Luigi Varoli, artista, uomo “Giusto”, educatore, conservatore appassionato e collezionista di mirabilia. 

Tra luglio e ottobre 2020, dentro e intorno alla mostra-deposito “Inventario Varoli”, aperta a fine maggio dello stesso anno, il Museo ha organizzato una serie di incontri in cui piccoli gruppi di artisti si sono trovati e confrontati, per alcuni giorni, con i pezzi sparsi, i frammenti, i particolari e i dettagli tratti da questo archivio e foresta di memorie, presenze e fantasmi. 

Un tentativo di orientamento affidato principalmente al disegno e alla pittura, anche dal vero, traduzione imperfetta e restituzione di modi di vedere che ha trasformato gli spazi, le sale e il giardino del museo in una sorta di studio collettivo.

Ciò che è stato prodotto in queste giornate di lavoro ha contribuito a comporre una mostra in divenire, allestita collettivamente ogni volta al termine di ciascuna sessione ed episodio, che rappresenta un vero e proprio doppio, riflesso, espansione ed eco di quanto esposto al piano terra di Palazzo Sforza. 

Da dicembre a gennaio poi, con la chiusura imposta dai nuovi Dpcm, è stato il Museo a entrare negli studi degli artisti, innescando un movimento inverso, un secondo sguardo sulle proprie collezioni e patrimonio, a partire da una campagna e galleria fotografica realizzata appositamente durante il mese di novembre e resa disponibile online sul sito www.museovaroli.it. Un’iniziativa che ha permesso di continuare a invitare altri autori, seppur da remoto, ed espandere e ramificare ulteriormente il progetto. Sono stati coinvolti un totale di cinquantanove artisti, compresi i tre fotografi che hanno mappato le cose, le presenze e gli allestimenti. 

Ora, con l’apertura definitiva di questa mostra che chiude un percorso di lavoro di quasi un anno, anche il corpo di opere prodotte a distanza è finalmente visibile, aggiungendosi a quelle realizzate sul posto e già presenti a Palazzo Sforza insieme all’archivio Varoli. 

Accompagna la mostra un libro a cura di Marilena Benini, catalogo che rappresenta anche, a tutti gli effetti, l’ultima pubblicazione, la quindicesima, del progetto Selvatico.

INFO 

Titolo
Inventario Varoli – della copia e dell’ombra

Un progetto di
Massimiliano Fabbri
 

Artisti
Marco Andrighetto | Lucia Baldini | Cesare Baracca | Mirko Baricchi | Angelo Bellobono | Elisa Berta-glia | Marco Bettio | Valentina Biasetti | Giovanni Blanco | Francesco Bocchini | Lara Ilaria Braconi | Simone Brandi | Michele Buda | Valeria Carrieri | Jacopo Casadei | Sabrina Casadei | Daniele Casadio | Luca Coser | Rudy Cremonini | Valentina D’Accardi | Giulia Dall’Olio | Vittorio D’Augusta | Barbara De Vivi | Lorenzo Di Lucido | Chiara Enzo | Massimiliano Fabbri | Alice Faloretti | Elisa Filomena | Sabrina Foschini | Barbara Fragogna | Giuliano Guatta | Domenico Grenci | Andrea Grotto | Elena Hamerski | Giovanni Lanzoni | Sarah Ledda | Susana Ljuljanovic | Beatrice Meoni | Enrico Minguzzi | Elisa Muliere | Matteo Nuti | Stefano W. Pasquini | Ettore Pinelli | Luca Piovaccari | Massimo Pulini | Denis Riva | Chris Rocchegiani | Giulio Saverio Rossi | Marco Salvetti | Amandine Samyn | Alessan-dro Saturno | Thomas Scalco | Marta Sesana | Enrico Tealdi | Silvia Vendramel | Rosario Vicidomini | Marco Zanella | Giulio Zanet | Luca Zarattini
 

Sedi
Palazzo Sforza, corso Sforza 21 – Ex Ospedale Testi, via Roma 8, Cotignola (Ravenna)
 

Durata
4 giugno – 12 settembre 2021
 

Apertura mostra
venerdì 4 giugno, 15.00-20.00 / sabato 5 e domenica 6 giugno, 10.00-13.00 e 15.00-19.00
 

Orari
giovedì e venerdì 15.30-18.30 / sabato e domenica 10.00-12.00 e 15.30-18.30
dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 solo su prenotazione
 

Per informazioni
www.museovaroli.it/

Luigi Varoli un Maestro del Novecento

Disegnatore, pittore, scultore (terracotta cartapesta legno ferro), musicista, educatore e maestro per adulti e bambini, conservatore e collezionista, raccoglitore di piccole mirabilia e chincaglierie, uomo “Giusto”, questo e molto altro ancora è Luigi Varoli.

Un fare urgente e quotidiano il suo, imprescindibile dall’artigianalità e dalla pratica di un mestiere inteso come dialogo costante tra sapere tecnico, amore per la materia e sperimentazione; il tutto filtrato da un bizzarro, selvatico e rapito approccio, quasi animista, nei confronti di cose e materiali, poveri e modesti talvolta; ricchezza trattenuta e custodita gelosamente dai due luoghi che ne conservano memoria, visioni e lavoro: Palazzo Sforza e la Casa che si trova esattamente di fronte, entrambe su corso Sforza. 

Il Museo Civico Luigi Varoli

Dai primi anni ’90 il Museo ha sede nel Palazzo Sforza di Cotignola. Le sale al piano terra sono adibite alle mostre temporanee, mentre al primo piano sono allestite la Pinacoteca dedicata a Luigi Varoli, l’artista più importante del primo novecento nella bassa Romagna e la Sezione Archeologica, una raccolta di reperti fra epoca romana e tardo medioevo; al secondo piano si trova la sezione Cotignola paese dei Giusti che ripercorre la vicenda del fronte bellico sul Senio che schiacciò il paese di Cotignola tra due eserciti per 145 giorni, dal novembre 1944 all’aprile 1945; parallelamente, racconta dell’ospitalità concessa a famiglie di ebrei.

La tipologia delle collezioni è ricca ed eterogenea: parte dalla donazione di Anna Cortesi Varoli, un lascito che rappresenta il cuore pulsante delle raccolte e che orienta tutto il percorso museale; percorso che si snoda attraverso più sedi e sezioni, disegnando una mappa espositiva fatta di differenti storie intrecciate, ramificazioni che rispondono allo sguardo curioso, inquieto e mobile che ha sempre caratterizzato vita e opere dell’artista cotignolese Luigi Varoli (1889-1958).

Da questo corpo di oggetti appartenuto e raccolto da Varoli negli anni – sculture, disegni, fotografie, libri, dipinti, strumenti musicali e reperti vari – si dipanano una serie di percorsi che arrivano ad abbracciare la storia di tutta la città.

La Casa-Studio Luigi Varoli (Scuderie o cappella gentilizia degli Attendoli – Sforza) presenta invece una raccolta eterogenea di opere e oggetti appartenuti o realizzati dall’artista: dal libro imbullonato di Depero al bestiario e gipsoteca, dalla collezione di contrabbassi a sculture in cartapesta, ferro e terracotta. È ancora attiva la Scuola Arti e Mestieri di Luigi Varoli, che organizza laboratori e iniziative per bambini, ragazzi e famiglie: qualcosa in più di una sezione didattica del museo.

Completa il percorso la chiesa di San Francesco dove si possono ammirare alcune opere dei fratelli Zaganelli e Marchesi, importanti pittori capaci di creare una scuola cotignolese tra il 1400 e  il 1500.