Inanna si racconta

Raccontaci brevemente quando e come hai iniziato a fare musica.

Ho iniziato da molto piccola, la musica è sempre stata presente in famiglia e tra amici. Penso di aver composto le prime canzoni originali all’età di circa 6 o 7 anni. Mia madre suonava la chitarra ed a casa abbiamo sempre avuto chitarre, tastiere ed altri strumenti vari. Ho sempre cantanto, da quando mi ricordo. Con mia nonna mi divertivo ad inventare canzoni sul momento e registrare spettacoli dove cantavo, ballavo e recitavo. Ma l’interesse serio verso la musica è arrivato con l’adolescenza: a 17 anni cantavo e suonavo la chitarra in una punk band di tre ragazze, ed ho successivamente cantato in diverse formazioni fino ad avviare la mia carriera da solista intorno al 2012, quando già vivevo in Spagna. Ho sempre adorato essere parte di una band, ma lavorare da sola mi ha permesso molta più agilità ed efficienza. Il culmine dell’indipendenza come cantante e compositrice è arrivato circa 2-3 anni fa, quando ho cominciato a produrre i miei pezzi da sola. Ciò mi ha portato ad avere una grande libertà creativa ed espressiva. Finalmente sento che la mia musica mi rappresenta davvero, nel suo genere, nell’immagine, nelle influenze e nel messaggio.

Quali sono i temi di “Change”?

Change” parla di necessità di cambiamento, di rabbia, speranza e di capacità di attuare e modificare, assieme, ciò che non va. “Change” presta voce alla gioventù che difende il proprio pianeta, parla attraverso la voce di Greta Thunberg e tutti quei giovani che lottano per un futuro sostenibile. È un pezzo poderoso e coinvolgente, quasi una canzone-protesta contro l’inazione ed un incitamento al necessario cambiamento. Ho voluto fare della mia musica un simbolo, o una forma di attivismo di per sé, e Change fino ad ora ne è l’esponente principale. È un grido disperato, ma da cui traspare la Speranza e l’energia di tutti quelli che si stanno alleando per difendere natura, animali ed il futuro del pianeta Terra.

Come nasce il tuo amore per il Medio-Oriente?

Il mio primo contatto con suoni, ritmi e danza mediorientali è stato a Venezia, probabilmente intorno al 2004/2005: frequentavo un paio di lezioni di danza araba e mi ricordo di essermene innamorata a prima vista. Per qualche ragione c’è sempre stata una sensazione di familiarità con la musica mediorientale, ho sempre sentito questi ritmi e strumenti come “suoni di casa”, anche se nessuno nella mia famiglia aveva mai ascoltato o nominato questo tipo di musica (e la mia famiglia non ha nessuna connessione con il mondo arabo). Dal 2006, quando a Barcellona ho cominciato a studiare danze orientali seriamente, non mi sono più fermata. Sono diventata istruttrice, ho viaggiato al Cairo per studiare con i grandi della danza egiziana ed ho partecipato a molti spettacoli come ballerina o organizzatrice. Ma nonostante questa grande passione, non avevo mai saputo connettere il “sapore” mediorentale con la mia altra grande passione: il canto e la musica alternativa. Avevo sempre percepito le due cose come separate ed incompatibili. Fino alla nascita del progetto Inanna, circa 2 anni fa. Quando ho cominciato a sperimentare e produrre pezzi in solitario, ho osato comporre usando la mia conoscenza di ritmi mediorientali tradizionali e la mia naturale inclinazione verso atmosfere dark, misteriose e più futuristiche.

Non avrei mai pensato che avrebbe funzionato, ma il vedere la nascita di questo genere fusion un po’ diverso dal solito è stato un processo molto soddisfacente.

Quali sono i prossimi passi del tuo percorso musicale?

Change” è appena uscita ufficialmente in Italia anche in radio e canali televisivi e ne sono molto felice. Dopo tanti anni fuori dall’Italia è bello presentare il proprio lavoro anche nel Paese d’origine. Il mio prossimo singolo, che uscirà a fine Luglio, è una collaborazione con Digital 21 e Stefan Olsdal dei Placebo: un pezzo atmosferico, orchestrale e con qualche tocco oscuro ed elettronico. È stato un grande onore lavorare con due artisti di tale calibro e non vedo l’ora di condividere questo pezzo con il mondo. Dopodiché, ho altri singoli pronti per essere lanciati, tutti sempre a tematica ambientalista: sto pensando di lanciare per l’Autunno una collezione di tutti i miei singoli già usciti ma rimasterizzati, più uno o due inediti. E riprendere i concerti live è naturalmente il passo successivo, mi manca molto il rapporto diretto con il pubblico e sto pianificando degli shows molto elaborati dove vorrei regalare un’esperienza immersiva e sensoriale a tutti i livelli. Spero di poter portare uno show del genere anche in Italia al più presto!