Il povero d’oriente, un avvincente romanzo che racconta l’incontro tra Francesco d’Assisi e il sultano d’Oriente

Il povero d’oriente, un avvincente romanzo che racconta l’incontro tra Francesco d’Assisi e il sultano d’Oriente

Il povero d’oriente, un avvincente romanzo che racconta l’incontro tra Francesco d’Assisi e il sultano d’Oriente è in libreria – Primavera 1219: Francesco d’Assisi, assetato di Dio, salpa per la crociata. Sulle orme di Cristo, parte per predicare il pentimento sotto le mura assediate di Damietta, alla foce del Nilo.

Desideroso di calmare i lupi che si contendono la Terra Santa, in Gerusalemme, città ferita ma splendente, intravede il compimento della sua ricerca.

Nel corso del viaggio, lasciato il campo cristiano, il Poverello va incontro al potente sultano d’Egitto, al-Malik al-Kāmil. Questo il contesto storico nel quale si pone il secondo libro in italiano di Alain Absire, scrittore e saggista francese, autore di diversi romanzi e racconti per Fayard, Gallimard, Flammarion e Callman-Lévy. Il Povero d’Oriente, edito da Edizioni Terra Santa e tradotto in italiano da Francesca Cosi e Alessandra Repossi, è un romanzo straordinario in cui si mescolano sapientemente storia e finzione e che sviluppa il tema di una ricerca quanto mai attuale: quella dell’incontro, brusco ma fecondo, tra islam e cristianesimo.

Per quanto riguarda il contesto storico nel quale il libro si pone, Al-Malik al-Kāmil era appena diventato sultano e già aveva dovuto affrontare una congiura di palazzo che lo aveva costretto all’esilio in Yemen: tornato al potere, non cercava lo scontro con i crociati ed era arrivato al punto di offrire loro la ricostruzione delle mura di Gerusalemme e della città santa stessa, ma l’intransigenza del cardinale Pelagio Galvani, legato pontificio alla Quinta crociata, fece fallire ogni accordo. Qui entra in scena Francesco d’Assisi, e avviene il miracoloso incontro con il sultano, ben testimoniato dall’iconografia sacra nei secoli e dalle opere di importanti autori, come l’affresco di Benozzo Gozzoli a Montefalco. Francesco e gli undici compagni ottengono dal legato Pelagio, dopo forti pressioni, il permesso di andare dal sultano che li riceve e li ascolta: la conversione cercata da Francesco non si attua, ma il sultano riconosce la grandezza spirituale del Poverello di Assisi per aver cercato di porre termine a un massacro e lo fa riaccompagnare dai crociati con numerosi doni che Francesco rifiutò per la sua scelta di povertà. La Quinta crociata è segnata: l’intransigenza e l’ostinazione del cardinale legato bloccano ogni negoziato di pace e conducono allo scontro non solo fra cristiani e musulmani ma anche fra gli stessi cristiani, accecati dal desiderio da possibili ritorni commerciali dopo la conquista di Damietta.

Sullo sfondo di una spirale di massacri, mentre si susseguono assedi e battaglie, il Poverello d’Assisi e al-Malik al-Kāmil, personaggi fuori dal comune, instaurano un dialogo del tutto particolare. Senza altra arma che non sia la fede, due visioni del mondo vengono a contatto, si sollecitano a vicenda, arrivano a sfiorarsi… Fragili momenti di grazia dove tutto sembra possibile, in cui il potente re e il santo che ha abbracciato Madonna Povertà, ignorando l’odio dei guerrieri di Dio, intravedono all’improvviso l’unica strada possibile della pace.

Il romanzo ricorda un evento fondamentale per l’Ordine francescano che ha recentemente celebrato gli 800 anni di presenza in Terra Santa: come ha scritto il Custode, fra Patton: «Due anni dopo, nel 1219, era lo stesso Francesco d’Assisi a imbarcarsi per San Giovanni d’Acri per arrivare poi a Damietta in piena Quinta crociata, mosso dal desiderio di attraversare le linee di guerra per incontrare il sultano Malek el-Kamel e potergli parlare di Gesù Cristo. E in quell’occasione finalmente – lui uomo dotato della concretezza del mercante, amante del vedere e del toccare – poteva vedere e toccare i luoghi della nostra redenzione. Lui che aveva sentito la chiamata a “seguire le orme del Signore nostro Gesù Cristo” (san Francesco, Lettera all’Ordine) poteva finalmente camminare sulle strade sulle quali “l’unico Maestro” aveva camminato».

L’Autore

Alain Absire (Rouen 1950), scrittore e saggista francese, è autore di diversi ro- manzi e racconti per Fayard, Gallimard, Flammarion e Callman-Lévy. Nel 1987 è stato insignito del Prix Fémina per il romanzo L’Égal de Dieu. Questo è il suo secondo libro pubblicato in italiano.

Traduzione dal francese di Francesca Cosi e Alessandra Repossi

Il povero d’Oriente

Edizioni Terra Santa, Milano 2018   

Pagine 304

22,00 euro 

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