Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea

Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea. Rimane nascosta a chi percorre le vie del centro storico di Trento, eppure Tridentum la città sotterranea, fondata dai Romani nel primo secolo avanti Cristo, ha molto da svelare sulla sua storia bimillenaria. Per scoprire queste importanti tracce del passato accompagnati da un archeologo è possibile partecipare al ciclo di visite guidate “Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea”, itinerario archeologico nel centro di Trento, dal S.A.S.S. alla Basilica Paleocristiana. Il primo appuntamento è venerdì 8 settembre alle ore 15.30 presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas sotto piazza Cesare Battisti. La quota di partecipazione è di 4 euro incluso l’ingresso ai siti archeologici, previa prenotazione entro le ore 13 del giorno della visita al numero 0461 230171. L’iniziativa, che sarà ripetuta il 22 settembre, il 6 e 20 ottobre, è a cura dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento e del Museo Diocesano Tridentino.

Luogo simbolo di Tridentum, il S.A.S.S. custodisce i resti di un quartiere della città romana in un allestimento affascinante e suggestivo, esito degli scavi archeologici effettuati in occasione del restauro e dell’ampliamento del Teatro Sociale. L’ampia area è costituita da spazi ed edifici pubblici e privati: un lungo tratto del muro della cinta urbica, un esteso segmento di strada pavimentata con grandi lastre di pietra rossa locale, settori di case con pavimenti decorati con mosaici, stanze con sistemi di riscaldamento a pavimento, cortili, un pozzo perfettamente conservato e la bottega di un vetraio. Il sito ospita inoltre la mostra“Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani” nella quale sono esposti reperti che svelano curiosità e dettagli inediti sulle abitudini alimentari e la cucina in età romana sulle sponde dell’Adige.

L’itinerario guidato prosegue con la visita alla Basilica Paleocristiana di S. Vigilio. Eretta all’esterno della cinta urbica, la Basilica deve la sua prima origine alla sepoltura, voluta dal vescovo Vigilio, dei tre missionari Sisinio, Martirio e Alessandro uccisi in Val di Non il 29 maggio del 397. Alla sua morte lo stesso Vigilio – patrono della diocesi di Trento – fu deposto a fianco dei tre santi. Da principio l’edificio rivestì il ruolo di basilica cimiteriale, ovvero di santuario con funzione eminentemente commemorativa. Tra il IX e il X secolo assunse il ruolo di chiesa cattedrale, in concomitanza con lo spostamento nelle immediate adiacenze del Palatium Episcopatus, residenza dei vescovi che, dal 1027, ottennero anche il potere temporale.