Il violino di Enrico Onofri per il primo concerto dedicato alle Follie Corelliane

Il violino di Enrico Onofri per il primo concerto dedicato alle Follie Corelliane – Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, martedì 13 giugno ore 21.30

Follie Corelliane è il titolo dei due concerti che Ravenna Festival dedica all’esecuzione integrale delle Sonate per violino di Arcangelo Corelli, affidati a due diversi interpreti – Enrico Onofri e Stefano Montanari – che si confrontano sull’ultima Sonata la n. 12, quella concepita come una serie di variazioni sul tema della Follia. Il primo appuntamento è previsto martedì 13 giugno alle 21.30 nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, in cui le Sonate da camera (7-12) dell’Opera quinta corelliana sono affidate al violino di Enrico Onofri con l’Imaginarium Ensemble (Alessandro Palmieri violoncello, Simone Vallerotonda arciliuto, Riccardo Doni clavicembalo) che esegue il continuo.

Affidare a due diversi interpreti l’esecuzione delle Sonate per violino di Corelli significa mettere a confronto modalità e stili diversi, ma anche mettere in luce le infinite potenzialità insite in quelle pagine. Nulla è scontato: non lo è il diapason di riferimento, né la scelta del basso continuo (è lo stesso autore a indicare “Sonate a violino e violone o cimbalo”), per non dire dell’ornamentazione. Proprio il lavoro sugli abbellimenti, per consuetudine non scritti ma lasciati alla discrezione del solista, ha dato vita sin dal Settecento a interpretazioni diverse, a cui i violinisti di oggi possono rifarsi per elaborare le proprie ornamentazioni. Su questi aspetti Enrico Onofri e l’Imaginarium Ensemble hanno posizioni ben precise: utilizzano un diapason “francese” più basso del consueto 415 Hz usato nella musica antica e per il continuo possono giovarsi del “violone romano” (un violoncello di grandi dimensioni), suonato da Alessandro Palmieri, costruito nel 1685 da Simone Cimapane, rinomato liutaio e suonatore di “strumenti bassi” nell’orchestra di Arcangelo Corelli.

La raccolta di Sonate a violino e violone o cimbalo dell’Opera quinta di Corelli è costituita da sei Sonate da chiesa e sei Sonate da camera: è su queste ultime, le Sonate dalla 7 alla 12, articolate come suite di danze, definite dallo stesso autore Preludi Allemande Correnti Gighe Sarabande Gavotta e Follia, che si concentra il programma del concerto affidato a Enrico Onofri. L’Opera quinta di Corelli, pubblicata nel 1700, si presenta sin da subito come una novità di assoluta rilevanza che si impone nelle scuole violinistiche dell’epoca: stampata con le più moderne tecniche, cioè l’incisione su lastra di rame invece della stampa a caratteri mobili, è frutto di un lungo lavoro di limatura da parte dell’autore stesso. È lo stesso Charles Burney a confermarlo nel 1789 nella sua General History of Music, dove dichiara di aver saputo da “diverse persone che lo avevano conosciuto come la sua opera quinta, sulla quale si sono da allora basate tutte le buone scuole di violino, gli sia costata tre anni di revisioni e correzioni”. Dopo aver formato generazioni di violinisti e aver ricevuto gli omaggi di Francesco Geminiani, che trascrisse le Sonate in forma di concerto grosso (1726-1727) e di François Couperin che chiuse la sua raccolta Les Goûts-réünis con l’omaggio Le Parnasse ou l’Apothéose de Corelli (1724), la raccolta di Sonate a violino e violone o cimbalo di Corelli continua a mettere alla prova i musicisti, specie quelli dediti allo studio delle prassi esecutive barocche.

Le ‘Follie Corelliane” ritornano martedì 27 giugno, sempre nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, nel concerto di Stefano Montanari che si cimenterà con le Sonate da chiesa dalla n. 1 alla n. 6, prima di offrire la sua interpretazione della n. 12 la Follia appunto.

Info e prevendite: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietto (posto unico non numerato): 20 euro (18 ridotto).
I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffa ridotta

Enrico Onofri, violinista di origine ravennate, viene invitato ancora studente da Jordi Savall come primo violino de La Capella Reial e da allora inizia una prestigiosa carriera che lo ha visto per anni collaborare con i maggiori ensemble di musica antica e ricoprire, dal 1987 al 2010, il ruolo di concertmaster e solista dell’ensemble Il Giardino Armonico. Dal 2002 è attivo anche come direttore. È inoltre un esperto didatta: dal 2000 insegna violino barocco al Conservatorio di Palermo, tiene seminari e masterclass in tutta Europa, Canada e Giappone, nonché negli Stati Uniti, dove nel 2011 è stato invitato dalla Juilliard School a tenere una masterclass a New York.

L’Imaginarium Ensemble è stato fondato dallo stesso Onofri e riunisce musicisti provenienti da ensemble specializzati nell’interpretazione del repertorio pre-romantico. Ha pubblicato, per Zig-Zag Territoires, l’album La voce nel violino, dedicato al repertorio strumentale del primo barocco italiano e, per l’etichetta Passacaille, l’integrale dell’Opera quinta di Corelli in due volumi. I componenti di Imaginarium Ensemble che partecipano all’esecuzione ravennate sono Alessandro Palmieri, formatosi alla scuola violoncellistica palermitana e dedicatosi alla musica antica dopo un percorso intenso nella musica contemporanea, attualmente primo violoncello dei Barocchisti diretti da Diego Fasolis e fondatore dell’ensemble Il Ricercar Continuo, dedito al repertorio barocco per strumenti bassi; Riccardo Doni, allievo di Lorenzo Ghielmi a Parma e di Jean-Claude Zehnder a Basilea, clavicembalista e organista del Giardino Armonico e direttore dell’ensemble vocale Musica Laudantes: Simone Vallerotonda, formatosi inizialmente alla chitarra moderna e poi specializzatosi in liuto con Andrea Damiani a Roma e in tiorba e chitarra barocca con Rolf Lislevand a Trossingen, attivo sia come solista che come continuista in vari ensemble, ha fondato nel 2014 I Bassifondi, con cui propone il repertorio per chitarra, tiorba e liuto del Seicento e Settecento con il basso continuo.