Valvasone, 44° stagione concertistica al Duomo del Ss. Corpo di Cristo

Valvasone, 44° stagione concertistica al Duomo del Ss. Corpo di Cristo

Valvasone, 44° stagione concertistica al Duomo del Ss. Corpo di Cristo – Il mese di maggio 2017 vede a Valvasone, uno dei Borghi più belli d’Italia, la programmazione della 44° stagione concertistica di musica antica proposta come sempre dall’Associazione per i Concerti di Musica Antica di Valvasone.

I concerti si svolgeranno nelle domeniche dal 7 al 28 maggio con inizio alle ore 17,00 e saranno tutti ad ingresso libero.

Come lo scorso anno, la stagione prevede due momenti distinti tematicamente: un concerto introduttivo, il 7 maggio 2017, che propone con il titolo di Musica proibita: Travestimenti spirituali, una serie di composizioni di vari autori della seconda metà del Cinquecento e della prima metà del Seicento eseguite da un ensemble che già abbiamo avuto il piacere di ospitare e quest’anno ritorna con grande gioia degli organizzatori e – ci auguriamo – degli ascoltatori: Odhecaton per la parte vocale e l’organista Luigi Panzeri. Sin dal suo esordio nel 1998, l’ensemble Odhecaton ha ottenuto alcuni fra i più prestigiosi premi discografici e il riconoscimento, da parte della critica, di aver inaugurato nel campo dell’esecuzione polifonica un nuovo atteggiamento interpretativo che fonda sulla declamazione della parola la lettura mobile ed espressiva della polifonia. Un’«entrée fracassante» nel mondo della polifonia rinascimentale, secondo le parole della rivista francese «Diapason».

Il suo repertorio d’elezione è rappresentato dalla produzione musicale di compositori italiani, francesi, fiamminghi e spagnoli attivi tra Quattro e Seicento. Odhecaton, sotto la direzione di Paolo Da Col, riunisce alcune delle migliori voci maschili italiane specializzate nell’esecuzione della musica rinascimentale e preclassica. L’ensemble ha registrato CD dedicati a musiche di Gombert, Isaac, Josquin, Peñalosa, Compère, dei maestri della Picardie e alla riscoperta del repertorio dei compositori spagnoli e portoghesi attivi durante il Seicento nelle isole Canarie. Odhecaton è ospite nelle principali rassegne di tutta Europa e ha ottenuto i maggiori riconoscimenti discografici: Diapason d’or de l’année, 5 Diapason, Choc (Diapason e Le Monde de la Musique), Disco del mese (Amadeus e CD Classics), Cd of the Year (Goldberg).

Luigi Panzeri, organista titolare dell’organo Antegnati della chiesa di San Nicola di Almenno San Salvatore (BG), è ospite regolare delle rassegne valvasonesi essendo il migliore conoscitore dell’organo antico. Come si può capire, un appuntamento assolutamente irrinunciabile!

Il concerto viene presentato sotto il titolo di musica proibita, perché la Contro – Riforma aveva dato delle indicazioni ben precise all’esecuzione della musica nelle chiese, volte ad evitare l’introduzione nella liturgia dell’elemento profano attraverso l’impiego di melodie, testi di madrigali e chansons. In realtà innumerevoli sono le testimonianze di quanto il repertorio sacro abbia attinto a fonti non religiose. Come esempio, si potrebbe prendere in considerazione la Missa, affermatasi come composizione polifonica per eccellenza dal secolo XV secolo, l’adozione di un cantus firmus unico per tutte le parti dell’Ordinarium, desunto da un brano del repertorio gregoriano o da un motivo tradizionale profano (come L’Homme armé, antica melodia francese di origine popolare, o come la dotta Aria di Fiorenza conosciuta anche come Aria del Granduca, esempi che saranno presentati nel concerto del 7 maggio) aveva offerto ai musicisti la possibilità di realizzare composizioni di concezione unitaria, e al popolo un motivo accattivante e un appiglio agevole nel complesso tessuto polifonico.

Addirittura risalente al Medioevo è il cosiddetto travestimento spirituale (contrafacta), ovvero la prassi di sostituire il testo di un brano musicale profano con un altro di carattere sacro.

Nel Rinascimento questa abitudine non solo non era in contrasto con i canoni dell’estetica e con la concezione umanistica del tempo (l’imitazione della natura delle parole), ma rappresentava, per gli ambienti ecclesiastici in pieno clima controriformista, una via di accesso al godimento estetico della poesia: nota, ad esempio, la consuetudine diffusasi presso l’Oratorio romano di san Filippo Neri di trasferire melodie o brani interi, parafrasandone i relativi testi poetici.

 

Il tema principale della stagione cui sono dedicati i restanti tre concerti è: Grandi centri della musica da tasto nell’Europa del Cinque- Seicento, il Sud Europa che segue la prima parte dedicata, lo scorso anno agli autori dell’Europa settentrionale.

In estrema sintesi, la stagione del 2017 intende presentare un itinerario musicale che partendo da Venezia, illustrerà la diffusione della sua scuola alla Germania, poi si incentrerà sui centri di Napoli e Roma, infine esplorerà la diffusione dello stile italiano per arrivare all’omaggio di J.S. Bach con il suo Concerto in stile italiano per clavicembalo.

Il secondo concerto, primo del tema della stagione, è il 14 maggio e vedrà protagonista l’organista e clavicembalista Pieter van Dijk. Il concerto intitolato Da Venezia alla Germania: la magnificenza delle forme è organizzato in collaborazione con l’Accademia Organistica Udinese. Prevede l’esecuzione di musiche di Claudio Merulo, Andrea e Giovanni Gabrieli, H.L. Hassler, Heinrich Scheidemann, Dietrich Buxtehude e altri.

Pieter van Dijk è professore di organo al Conservatorio di Amsterdam e alla Hamburg Hochschule für Musik und Theater. É organista del famoso organo Van Hagerbeer / Schnitger – della St. Laurenskerk ad Alkmaar. Ha studiato organo presso il Conservatorio di Arnhem. Ha continuato i suoi studi con Gustav Leonhardt, Marie-Claire Alain e Jan Raas ed è stato vincitore dei concorsi organistici internazionali di Deventer nel 1979 e nel 1986 a Innsbruck. É direttore artistico del Festival Organistico Olandese che organizza ogni due anni a Alkmaar. Ha effettuato diverse registrazioni su strumenti storici in Germania, Spagna, Paesi Bassi e Italia. Si esibisce in tutta Europa, Giappone e Stati Uniti ed è spesso invitato come membro di giuria in concorsi organistici internazionali.

            Il terzo concerto, domenica 21 maggio, vede il graditissimo ritorno di uno specialista di organi antichi quale Liuwe Tamminga, all’organo e al clavicembalo. Il concerto: Napoli e Roma: il genio del barocco, presenterà una nutrita serie di compositori non solo operanti a Roma e a Napoli, ma che da queste scuole sono stati influenzati, quindi tedeschi, spagnoli, ecc..

Liuwe Tamminga è considerato uno dei massimi esperti del repertorio organistico italiano del Cinque- e Seicento. È titolare degli organi storici della Basilica di S. Petronio a Bologna insieme con Luigi Ferdinando Tagliavini, dove suona i due magnifici strumenti di Lorenzo da Prato (1471-75) e Baldassarre Malamini (1596). Ha inciso numerosi CD tra cui l’opera completa di Marc’Antonio Cavazzoni, le Fantasie di Frescobaldi, “Mozart on Italian Organs” e la registrazione dedicata ad Andrea e Giovanni Gabrieli, realizzata con L. F. Tagliavini, “Gli organi storici dell’Appennino Modenese”, tre CD dedicati a “Fiorenzo Maschera”, agli organi storici delle isole Canarie ed a “Giacomo Puccini”, e diversi altri, la maggior parte premiati con riconoscimenti quali: Diapason d’Or, Premio della Critica Discografica Tedesca, Premio Goldberg 5 stelle, Diapason 5 stelle, Choc de la musique e altri. Ha curato alcuni edizioni di musica organistica, tra cui i ricercari della Musica Nova (1540), opere per tastiera di Giovanni de Macque, Marc’Antonio Cavazzoni e Pierluigi di Palestrina, i ricercari di Jacques Buus e Musiche per due organi di maestri italiani intorno 1600.

            Domenica 28 maggio ci sarà il quarto e ultimo appuntamento che vede ritornare da protagonista uno strumentista che, unico dopo il compianto Scott Ross, ha inciso l’integrale delle 555 sonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti, oltre a numerosissime incisioni come solista o direttore dell’ensemble Musica Amphion: Pieter-Jan Belder. Egli ci presenterà La diffusione dello stile italiano in Europa con composizioni di Tarquinio Merula, Girolamo Frescobaldi, Johann Jacob Froberger, Louis Couperin, Georg Muffat, Dietrich Buxtehude per finire con il Concerto in stile italiano di Johann Sebastian Bach.

Come si può vedere, una stagione veramente interessante ed appetibile che certamente gli appassionati non si lasceranno sfuggire, soprattutto pensando che simili proposte in altri luoghi si pagano, e si pagano anche bene: qui a Valvasone invece l’ingresso sarà libero, ma confidiamo nella generosità degli ascoltatori che comprenderanno facilmente come i costi che l’Associazione deve sostenere non siano contenuti: la prosecuzione anche per gli anni a venire è strettamente legata agli introiti che da parte degli enti pubblici è destinata ad essere drasticamente ridimensionata.

 

Anche quest’anno seguirà una appendice didattica dal 2 al 9 luglio 2017: il XVIII corso internazionale d’interpretazione di musica antica per organo incentrata sulla Musica italiana, spagnola e inglese: 1520-1650. Docente sarà come sempre l’organista inglese Christopher Stembridge. Seguirà il tradizionale concerto finale dei partecipanti al corso, domenica 9 luglio, sempre alle ore 17.

Per informazioni e iscrizioni al corso d’interpretazione organistica rivolgersi agli indirizzi seguenti:

www.christopherstembridge.org; himself@christopherstembridge.org .

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