Toglie la luce alla pista ciclabile e finisce in manette

Toglie la luce alla pista ciclabile e finisce in manette

Toglie la luce alla pista ciclabile e finisce in manette – Ostia Antica: Toglie la luce alla pista ciclabile, arrestato

 

E’ stato arrestato un pregiudicato romeno sorpreso questa notte dai carabinieri di Ostia Antica con 150 chili di cavi elettrici, appena rubati dall’impianto di illuminazione della pista ciclabile in via del Collettore Primario. Erano le ore 02:00 circa, quando l’attenzione di due carabinieri che stavano percorrendo via del Collettore Primario è stata attratta dalla presenza di una Fiat Uno parcheggiata sul margine della carreggiata con il cofano posteriore aperto. Quando i militari, si sono avvicinati per procedere al controllo, hanno sorpreso un uomo che, con rapidità, stava caricando nel veicolo circa 150 chili di cavi elettrici in rame che aveva reciso poco prima dall’impianto di illuminazione dell’adiacente pista ciclabile. I carabinieri hanno accertato, inoltre, che la Fiat Uno utilizzata dal “ladro di cavi” era stata rubata a Ostia lo scorso mese di ottobre. I cavi e l’autovettura, proventi del reato, saranno restituiti ai legittimi proprietari nelle prossime ore. M.F., 40enne di nazionalità romena e residente in via Felice da Montecchio a Roma, già noto alle Forze dell’Ordine per via dei suoi trascorsi con la giustizia è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato e ricettazione.

Questa mattina è stato accompagnato nelle aule del Tribunale di Ostia per essere giudicato con rito direttissimo.

 

 

Operazione “Natale Sicuro” dei carabinieri. Nel mirino dei militari i clonatori di carte di credito e bancomat. 19 persone arrestate negli ultimi mesi, 6 in una settimana, sorpresi a smontare dagli sportelli bancomat le apparecchiature per la clonazione delle carte.

 

Roma – Sei persone arrestate in una sola settimana, sorprese a smontare apparecchiature per la clonazione da tre sportelli bancomat di via del Corso e piazza Venezia, è frutto del piano di controllo straordinario “Natale Sicuro” messo in atto dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma. Nel mirino dei Carabinieri, oltre a borseggiatori, scippatori e rapinatori di attività commerciali, ci sono infatti soprattutto gli autori dei cosiddetti “reati canaglia”: autori di artifici e raggiri che colpiscono i più deboli o ignari cittadini che in questi giorni che precedono il Natale affollano le vie del Centro Storico. In tale contesto, l’attenzione dei militari è rivolta agli sportelli bancomat che, soprattutto nel fine settimana, vengono manomessi da bande di clonatori, principalmente cittadini dell’Est Europa, per rubare i codici delle bande magnetiche e i PIN delle carte di credito e bancomat degli inconsapevoli utilizzatori. In pochi mesi, i Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno arrestato 19 cittadini stranieri, romeni, bulgari, due albanesi e un moldavo che avevano applicato sofisticati apparati elettronici agli sportelli bancomat di numerosi istituti di credito che hanno sede nel centro storico: via delle Muratte, piazza di Spagna, via Veneto, piazza San Pantaleo, via del Tritone, via Nazionale, via Cola di Rienzo, via Marsala, via del Corso, corso Vittorio Emanuele II, piazza Trevi, e piazza Venezia. Come già riferito, tali controlli, nell’ambito dell’operazione “Natale Sicuro”, sono stati intensificati e, nell’ultima settimana, i Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno arrestato 6 persone che avevano applicato le apparecchiature elettroniche per clonare i bancomat nelle centralissime via del Corso e piazza Venezia. Si tratta di tre episodi distinti: nel primo caso a finire in manette sono stati due bulgari di 31 e 33 anni; nel secondo un moldavo e un romeno di 20 e 24 anni, già conosciuti alle forze dell’ordine; nel terzo caso due cittadini bulgari di 27 e 32 anni, incensurati; tutti sorpresi dai militari a disinstallare le apparecchiature elettroniche, da loro precedentemente applicate sui bancomat: lo skimmer, incollato sopra la fessura di inserimento delle carte, che carpisce i codici delle bande magnetiche e una microtelecamera che “spia” e registra la digitazione dei codici PIN delle ignare vittime impegnate nelle operazioni allo sportello. I clonatori di bancomat arrestati dovranno rispondere di accesso abusivo al sistema telematico, intercettazione di comunicazioni telematiche, detenzione abusiva di codici d’accesso e installazione di apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni telematiche

 

 

Furti al Postamat. Carabinieri arrestano l’autore.

 

Aveva applicato una rudimentale placchetta in alluminio sul dispositivo che eroga danaro dell’apparato Postamat e si era nascosto nelle immediate adiacenze dell’Ufficio Postale di Pomezia, in orario di chiusura, aspettando che alcuni utenti facessero delle operazioni per il prelievo di contante. Infatti, alcuni ignari cittadini, effettuate le operazioni allo sportello, non vedendo fuoriuscire le banconote, dopo alcuni minuti, si erano allontanati ed in quel momento il malfattore si era portato repentinamente presso lo sportello postamat e dopo aver temporaneamente rimosso la placchetta in alluminio, si era impossessato delle banconote rimaste incastrate. Ma una pattuglia dei Carabinieri di Pomezia in transito nell’area, ha notato l’uomo davanti allo sportello, mentre applicava la placchetta sul dispositivo che eroga il danaro contante e dopo avergli intimato l’alt, lo ha bloccato, accertando che l’individuo sino a quel momento si era impossessato della somma contante di  500 euro. Scattavano pertanto le manette ai polsi di G. I., 22 enne, romeno, il quale è stato tradotto avanti il Tribunale competente, per essere giudicato con rito direttissimo, dovendo rispondere del reato di “Furto aggravato”. Il danaro sequestrato, è stato restituito agli aventi diritto.

 

 

Anzio – Sorpreso a rubare in un cantiere con finti operai. Finisce in manette

 

 

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Anzio hanno arrestato un trentanovenne di Nettuno, già noto alle forze dell’ordine, resosi responsabile di furto aggravato. L’uomo, avvalendosi della collaborazione di due correi che per non attirare l’attenzione avevano pensato bene di vestirsi da operai, con tanto di tuta e casco protettivo, si è introdotto l’altra sera in un cantiere edile per la costruzione di due palazzine in Via Aldo Moro. Dopo aver caricato diverso materiale sul proprio furgone veniva sorpreso da alcuni “veri” operai della ditta impegnata per i lavori che avvisavano i Carabinieri, prontamente intervenuti sul posto perché impegnati in un servizio di controllo del territorio proprio nelle vicinanze. La refurtiva, consistente in lamiere di zinco, parapiedi per impalcature e materiale vario, veniva recuperata e restituita alla ditta mentre l’uomo veniva bloccato, tratto in arresto e portato presso la Casa Circondariale di Velletri al termine di tutte le incombenze. Il furgone utilizzato per caricare il materiale veniva sottoposto a sequestro mentre gli altri due complici, che si erano invece dileguati nel frattempo, sono ancora attivamente ricercati.

Poco prima, e non molto lontano, i Carabinieri della Stazione di Nettuno hanno arrestato un diciannovenne, di origine rumena, già noto alle forze dell’ordine, resosi responsabile anche lui di furto aggravato. In questo caso il ragazzo veniva sorpreso dai militari, su segnalazione di alcune persone presenti nel punto vendita BricoSì di Nettuno, mentre rubava alcuni utensili di lavoro, ai quali aveva già rimosso le targhette antitaccheggio. La merce asportata, del valore di circa euro 200, veniva recuperata e restituita al legittimo proprietario mentre l’arrestato veniva trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa di essere giudicato con rito direttissimo. Sull’altro versante i Carabinieri della Stazione di Anzio hanno invece arrestato due uomini di Anzio, rispettivamente padre e figlio, entrambi con precedenti penali, colpiti da un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale di Rieti dovendo scontate una pena di 5 mesi di reclusione per un furto aggravato commesso in quella provincia nel dicembre del 2009; i due, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Velletri.

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