Secondo concerto della 45° stagione concertistica di musica antica

Secondo concerto della 45° stagione concertistica di musica antica

Secondo concerto della 45° stagione concertistica di musica antica . Il secondo concerto della 45° stagione concertistica di musica antica, proposta come sempre dall’Associazione per i Concerti di Musica Antica di Valvasone, si svolgerà domenica 6 maggio 2018 e vedrà protagonista l’Ensemble Les Nations che ci presenterà composizioni di B. Tromboncino, M. Cara, M. Cavazzoni, A. Gabrieli, M. Pesenti, Don Timoteo, B. Strozzi, C. Filago, D. Ortiz, B. de Salma Salaverde, B. Storace.

I concerti della stagione si svolgeranno a Valvasone, uno dei Borghi più belli d’Italia, in duomo, con inizio alle ore 17,00 e saranno tutti ad ingresso libero.

Come gli scorsi due anni, la stagione prevede due momenti distinti tematicamente: due concerti ricompresi nella tematica di Musica proibita che già da qualche anno l’Associazione propone, e due concerti dedicati esclusivamente all’organo.

In particolare questo secondo concerto della tematica di Musica proibita illustrerà le Musiche profane nei conventi: gioie e dolori per i musici veneziani.

I conventi e i loro abitanti, presenze importanti nella vita del Cinquecento e Seicento, erano spesso fatti oggetto di facezie e scherzi: due frottole qui presentate (Che faralla e Uscirallo) giocano sulla storia di un giovane che decide di farsi frate per dispetto della fidanzata che, nella risposta ad opera di un altro compositore, si dispera e paventa il fatto di dovere ella stessa ritirarsi di conseguenza in convento.

Nonostante le molte proibizioni la musica era una delle attività favorite nei conventi femminili, sia per il servizio divino sia per la ricreazione personale. Monache dalle grandi abilità canore erano motivo di attrazione, e la gente accorreva per ascoltare le loro esibizioni (che avvenivano di norma dietro grate) durante le funzioni. A una di queste monache, la polacca Maria Felice Sbarasca (Swarowski?) è dedicato il libro di mottetti di Carlo Filago, organista di S. Marco a Venezia. Le composizioni presentano tratti di vero virtuosismo, e la dedica ci dice che la monaca eccelleva sia nel canto sia nella pratica strumentale della “cetra”. La pratica di strumenti, a parte l’organo, non era particolarmente incoraggiata, perché fonte di distrazione profana, non foss’altro che per la necessità di far entrare nelle mura del convento insegnanti laici: ci sono numerose cause e lettere di autorità ecclesiastiche che proibiscono, e monache che insistono per avere maestri del loro strumento; è noto inoltre che nei parlatori dei monasteri si tenevano concerti e perfino opere, una pratica alternativamente tollerata e stigmatizzata.

Vincenzo Coronelli nella sua Guida di Venezia e Charles Burney, indicano le eccezionali attività musicali nei conventi di Venezia, mettendo in secondo piano quanto si produceva in S. Marco e negli Ospedali: in questi luoghi una vasta gamma di spettacoli musicali sacri e profani, pubblici e privati , leciti o illeciti avevano allietato le monache.

Vane si sono dimostrate le continue istanze del Patriarca e di altri prelati contro le vanità e gli eccessi mondani: per secoli si è continuato a imbandire la chiesa, a pagare musici di una certa fama, a banchettare, a fare regali ed altro, almeno fino al primo Ottocento.

Qualche monaca, di provenienza patrizia, per mantenere il suo status veniva servita da converse e risiedeva in una cella ben arredata, talvolta con qualche strumento musicale anche se questo era proibito.

Durante l’anno le feste religiose erano ampiamente corredate da musica e da incontri con le famiglie e la cittadinanza, ma ciò che si evidenziava di più era lo sfarzo cerimoniale con esuberanti addobbi della chiesa, dei chiostri e di altri ambienti. Talvolta i parlatori e alcuni salotti accoglievano strumentisti e cantanti per allietare le suore con brani d’opera.

Carlo Filago, musicista di cui vengono presentate due composizioni, era primo organista di S. Marco sotto la direzione di Monteverdi, in una Venezia che era sicuramente stimolante e vivacissima dal punto di vista musicale e artistico, sia in campo sacro sia in campo profano. Al versante profano ascriviamo Barbara Strozzi, cantatrice virtuosa dalla vita avventurosa, che ha lasciato numerose raccolte di composizioni vocali a voce sola nelle quali si riconosce la sua grande inventiva ed espressività.

Gli esecutori

L’Ensemble Les Nations è presente da diversi anni sulla scena musicale italiana; nato con l’intento di riscoprire il repertorio barocco italiano ha in seguito esteso i suoi interessi al repertorio rinascimentale. La curiosità, la profonda adesione agli ideali estetici di ciascun periodo studiato, fondate su di un rigore nell’approccio, sia dal punto di vista della ricerca sia in quello dell’esecuzione, sono la cifra di questo ensemble, che porta avanti con passione ogni progetto e questa passione vuole comunicare ai suoi ascoltatori.

Il gruppo ha registrato per radio RAI 3, ha partecipato a numerose rassegne e festival musicali in diverse città italiane (Bolzano Festival, il Festival del concorso internazionale Guido d’Arezzo e il doppio appuntamento MITO, 2007 e 2008) ed è stato invitato a festival musicali in Grecia e Francia; ha allestito Euridice di Jacopo Peri, che ha avuto diverse repliche in vari luoghi storici del Veneto nell’estate 1999 con notevole successo di pubblico. La stessa opera è stata commissionata dal prestigioso festival MITO 2008.

Nell’ottobre 1997 l’ensemble ha inciso il primo CD, dedicato alle musiche sacre del compositore mantovano/veronese B. Tromboncino per la casa discografica Tactus. La registrazione è stata modellata sulla pratica vocale e strumentale del primo Rinascimento, in particolare nel Nord Italia e a Venezia. La ricerca sulla musica rinascimentale è proseguita con un nuovo CD dedicato alla musica profana di Tromboncino (2001), nel 2002 è stata pubblicata invece una registrazione di composizioni sacre e profane del polifonista Costanzo Porta. Dal 2005 inizia invece la ricerca sull’oratorio emiliano romagnolo di fine Seicento, un genere tanto importante quanto misconosciuto, serbatoio di splendide pagine vocali e strumentali. Il progetto ha prodotto finora 6 titoli: il primo anno è stato dedicato a Giovanni Paolo Colonna con Il Transito di S. Giuseppe, inedito conservato alla biblioteca Estense di Modena, trascritto per l’occasione. Nel 2008 è uscito un altro oratorio inedito, San Sigismondo re di Borgogna, del compositore bolognese Domenico Gabrielli, con splendide pagine per violoncello solista. Nel 2011 è stata la volta del Mosè di Giacomo Antonio Perti a cui sono seguiti nel 2014 Assalonne sempre di G. P. Colonna, mentre il 2016 è l’anno di Giona di G. B: Bassani. Tutti gli oratori sono stati presentati in vari Festival italiani e incisi per Tactus.

I suoi componenti hanno al proprio attivo ampie esperienze musicali come solisti, docenti in conservatori e corsi di perfezionamento musicale, musicologi. «Con le sue sonorità (Les Nations) ci ha riportato a un epoca più felice…» [K. Papadakis, Rethimnika Nea, Creta]. «L’Ensemble Les Nations è riuscito felicemente a far concordare codici stilistici e codici di ascolto…» [Il Resto del Carlino]. «Il festino del Giovedì grasso eseguito dall’Ensemble Les Nations… un appuntamento imperdibile» [La Nazione]. «An interpretation full of grace… enjoyable playing and singing…» [Early Music America].

La direttrice Maria Luisa Baldassari è diplomata in pianoforte presso l’Istituto Musicale Pareggiato Verdi di Ravenna, in clavicembalo presso il Conservatorio Martini di Bologna e in Paleografia e Filologia musicale presso la Scuola di Paleografia Musicale dell’Università di Pavia. Perfezionatasi con Gordon Murray e Bob van Asperen, è stata inoltre finalista al concorso nazionale di esecuzione cembalistica tenutosi a Bologna nell’ottobre 1987. La sua duplice formazione di esecutrice e studiosa le consente di operare nell’ambito della ricerca nel campo musicologico e in quello della prassi musicale, ha scelto inoltre di dedicarsi all’organizzazione di eventi musicali didattici e culturali. Nel primo ambito si è occupata prevalentemente di musica sacra del XVIII secolo, che ha studiato sia dal punto di vista archivistico-paleografico sia storico, curando edizioni di musiche, partecipando a convegni e scrivendo articoli e recensioni per volumi e riviste specializzate e pubblicazioni di storiografia musicale. L’interesse didattico ed esecutivo per il basso continuo l’ha portata ad occuparsi di questo argomento: ha in particolare tradotto il metodo di Basso Continuo di Jesper B. Christensen per la casa editrice Ut Orpheus per la quale ha anche curato diverse edizioni critiche di composizioni vocali e strumentali (Stabat Mater e Salve Regina di A. Scarlatti, La Dirindina di G. B. Martini). Ha inoltre curato o collaborato a curare la trascrizione di tutte le composizioni registrate con l’Ensemble Les Nations. Con l’ensemble Les Nations ha effettuato incisioni per la RAI e registrato 9 CD di musiche sacre vocali e strumentali. In qualità di solista e con diverse formazioni orchestrali e cameristiche è stata invitata in vari festival italiani, e in Grecia, Francia, Svizzera, Austria, Serbia, Svezia, Portogallo, Brasile, USA, Canada. Ha collaborato con solisti di chiara fama (M. Larrieu, B. Dickey, G. Banditelli, S. Montanari, A. Ciccolini….). Ha inciso per le case discografiche Echo, Tactus, Rivo Alto, EMI e Nuova Era. Dopo aver insegnato storia della musica al Conservatorio di Vicenza è passata alla cattedra di clavicembalo che ha tenuto in vari periodi presso i conservatori di Trieste Cosenza, Rovigo. Attualmente è docente di clavicembalo al conservatorio Rossini di Pesaro.

Già solo dal nome dei compositori e degli esecutori si comprende come l’appuntamento sia irrinunciabile, anche per la semplice considerazione che a Valvasone viene proposto ad ingresso libero!

 Valvasone, 45° stagione concertistica, 29 aprile – 20 maggio 2018,
Duomo del Ss. Corpo di Cristo

Secondo Concerto

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