One Flower Left, il disco d’esordio di One Flower Left

Un progetto che si muove tra influenze jazz, elettronica e un pop elegante: un vero e proprio mix artistico in cui ritroviamo linguaggi e stili che si mescolano legando tradizione e contemporaneità. Si presenta così One Flower Left, band che venerdì 25 giugno ha pubblicato il disco d’esordio dal titolo omonimo per l’etichetta Filibusta Records. (distr. digitale Believe Music, distr. fisica Goodfellas). La formazione è composta da Alessandra Patrucco alla voce e all’elettronica che ha scritto tutti i brani, mentre gli arrangiamenti sono avvenuti in collaborazione con Angelo Conto che troviamo sia al piano che all’elettronica e derivano da un sodalizio artistico decennale. Completano la line-up due musicisti che si sono aggiunti in seguito, ovvero Luca Curcio al contrabbasso e basso elettrico e Nicholas Remondino alla batteria, oggetti ed elettronica per la maggior parte dei brani. I brani, musica e testi, sono stati composti in un lungo arco di tempo e proprio per questo rappresentano il percorso di vita della cantante: il paesaggio è il fil rouge del disco, inteso non solo come luogo geografico ma soprattutto come occasione di riflessioni, incontri e di emozioni, il luogo in cui esplorare la propria interiorità attraverso la natura. 

Il brano più esplicito in questo senso è Into the blue sky che apre il disco. Le canzoni sono istantanee che descrivono momenti intimi e poetici come All the People, Lonely road Water registrati in duo proprio per mantenere la sonorità scarna e potente messa in risalto dal solido interplay dei due musicisti e dall’elettronica raffinata. Brani come Fields, Speaking of the sun e Rain, ben sostenuti ritmicamente da basso e batteria lasciano spazio a melodie semplici che raccontano della profonda comunione che si può creare tra esseri umani. Winter Morning e Last breath of Summer, sono brani che esprimono momenti energici e liberatori e sono musicalmente resi in maniera molto diversa tra di loro, il primo, più jazz, dà spazio all’improvvisazione mentre il secondo, che chiude l’album, sorprende con un inserto dalle atmosfere dance e una presenza più importante dell’elettronica. Plain air, la focus track, è una canzone nata dall’osservazione delle forme naturali in costante evoluzione, delle trasformazioni inevitabili della natura che ci circonda insieme ai personali cambiamenti di prospettiva. La musica restituisce questa visione attraverso la sperimentazione e la commistione dei linguaggi: basso, batteria ed elettronica sostengono ipnoticamente le linee melodiche della voce e del piano che si sovrappongono e intersecano in un movimento continuo. 

Line up album:

Alessandra Patrucco – voce, composizione ed elettronica, Angelo Conto – piano ed elettronica, Luca Curcio – contrabbasso e basso elettrico, Nicholas Remondino – batteria, oggetti ed elettronica 

BIO: Alessandra Patrucco è cantante, scrive musica e testi ed è attiva sulla scena europea. Come compositrice e interprete ha creato un linguaggio personale in cui confluiscono gli interessi per il jazz, il pop, la musica elettronica, la tradizione popolare e l’improvvisazione. Ha pubblicato tre album: Circus (ICP 045, Tondist 2006), Varda la luna/Sasa’ (Nota 2006), Majin/Dindun (2013). Ha collaborato con diversi artisti: Pierre Favre (Zurigo), ICP orchestra (Amsterdam), Villa Sonora, gruppo vincitore del Jur Naessens Music Award 2007 (Amsterdam), con il musicista londinese Nitin Shawney al Festival Marsatack (Marseille).

Ha tenuto concerti tra gli altri, per il Festival Internazionale del Libro di Torino- Lingua Madre, Europa Cantat XVIII, Festival Premio Nazionale Musica Popolare di Loano con il suo trio Dindun, Festival OperaEstate (Bassano) e Festival Short Theatre (Roma), per la Mostra Sonora i Visual (Barcellona) e Museruole/Women in experimental music (Bolzano) con il suo progetto Ramat de so, per il Festival Lem (Barcellona), Dispositivo Campo Magnetico (Barcellona) e MITO educational Festival Internazionale della Musica (Torino), per il Teatro Stabile di Torino con lo spettacolo Admurese, per il Tremplin Jazz Festival (Avignone), e due edizioni del Torino jazz festival con il suo quartetto.

Spotify

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One Flower Left:

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