Occhi: intervista per il nuovo singolo “Piove”

Occhi è un personaggio paradossale e comico, un progetto introspettivo che nasce a Milano. Il personaggio racconta storie caratterizzandosi con un vestito musicale urban: mette insieme la passione per le forme pop e post hip hop senza però essere categorizzato con un unico genere. Esce oggi il nuovo singolo “Piove”, lo abbiamo intervistato per l’occasione.

Intervista Occhi

Ciao Occhi! Come mai la scelta di un personaggio ed il nome d’arte?

Il personaggio ed il nome Occhi vengono dalla considerazione che mi sembra che la musica venga sempre più ascoltata con gli occhi che con le orecchie: dare ascolto al personaggio, dare ascolto al video musicale (al budget), dare ascolto alla comunicazione dei social media. Non lo trovo sbagliato in sé, però penso non dovrebbe essere così istituzionalizzato.

Quando nasce la tua passione per la musica e come hai iniziato a scrivere?

Ho sempre ascoltato musica mentre leggevo manga o giocavo ad Othello su internet (dama giapponese), mentre ho imparato a suonare quando ero con dei miei amici che giocavano a Magic e D&D, io mi distraevo e iniziavo a suonare strumenti in giro. La scrittura degli ultimi brani viene da un periodo difficile quando venni ghostato dal mio gruppo di gioco di Othello, quindi ho voluto parlare di difficoltà in modo diretto. Da Piove in poi invece si parla di rinascità, cercando di tenere comunque un certo realismo.

Parlaci del tuo nuovo singolo “Piove”.

Piove parla di quando in un momento di up in cui ci si sta “ricostruendo” dal gruppo di persone false con cui giocavo ad Othello, momento che non potrà fare a meno di scontrarsi con la vita notturna in questo caso milanese. Quindi usando la sincerità del quinto gin tonic parla di come poca gente sia dalla tua parte e per lo più ci usi a vicenda, ma anche di come ci siano delle persone che ti possano effettivamente incoraggiare per rinascere dalle proprie ceneri. La cornice rock nasce dal fatto che da storti e da dritti ci divertiamo un sacco a mandarci la musica più disparata.

Quali sono le tue influenze musicali, nella scrittura e non?

I Verdena, Joji, tante colonne sonore, Bruno Martino e Franco Califano: non posso non citare il suo libro ispirazionale “Il Kalisutra” che consiglio a tutti.

Musicalmente parlando: qual è il tuo sogno più grande?

La libertà! Musicale e umana. E la possibilità di poter viaggiare e scrivere in luoghi esotici. Ci vuole immaginazione ma senza nuove esperienze non c’è novità.

Un artista con cui sogni di collaborare e perché.

Tanti mi piacciono: di sicuro una collaborazione col chitarrista dei Technoir sarebbe una gran bella situazione, ha un bel modo di produrre. Anche i Mamakass mi hanno stupito, mi piacerebbe molto avere a che fare con loro.

Questo singolo preannuncia un nuovo EP: hai trovato ispirazione durante questi mesi di lockdown?

Non posso dire che l’EP venga del tutto dal lockdown, come dicevo prima senza nuove esperienze non c’è rinnovamento umano. E’ stato un periodo schifoso anche se è stata un’ottima occasione per pensare e mettere ordine alle proprie idee. Questo di sicuro ha portato a sviluppare alcune idee che avevo dentro. Il nuovo EP sarà un sequel a “Trittico1“, l’ep precedente, quindi ne avrà dei richiami ma porterà una serie di novità, musicali ed interculturali.

Grazie!
Grazie a te!

Youtube Occhi