Mater Matuta. Evento culturale straordinario all’interno della manifestazione Triora Lammas 2019

Mater Matuta. Evento culturale straordinario all’interno della manifestazione Triora Lammas 2019

Sabato 3 agosto 2019

LUOGO: Triora, in piazza Tommaso Reggio (IM)
ORARI: dalle 18,00 alle 19,30
COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito
SITO UFFICIALE: http: https://www.trioradascoprire.it/mater-matuta/

Evento culturale straordinario all’interno della manifestazione Triora Lammas 2019.
«La sovrana degli Animali, che fu disseppellita in statuette numerose in tutta l’Europa, si imponeva per l’immobilità. Le sue vaste natiche, il petto pesante, le gambe unite nascondevano a mala pena che un tempo era stata un albero. Mentre ora poteva soltanto essere conficcata, con i piedi legati, nella cavità di un tronco. Gli animali, tutti gli animali, tutto ciò che nasce; erano i suoi devoti. La dea li osservava immota. Sosteneva le creature come un tronco possente sostiene anche le fronde più remote. Tutto era un cerchio rombante intorno a lei. Tutti erano una sua fronda».

Roberto Calasso, Il cacciatore celeste
Un tributo al Sacro femminino
L’evento costituisce la parte centrale di un progetto che attraverso la riscoperta del Sacro femminino e delle sue molteplici manifestazioni nel corso dei secoli, mira a recuperare le radici più arcaiche della nostra identità regionale ,italiana ed europea, riproponendo in forma divulgativa e artistica tematiche perlopiù circoscritte all’ambito accademico e ai cultori della materia.
L’iniziativa
Il 3 agosto a Triora, in piazza Tommaso Reggio, si tributerà attraverso le foto di Roberta Ancona, le poesie di Lucia Lo Cascio, e la conferenza di Paolo Portone un tributo a Mater Matuta, l’arcaica divinità italica: associata all’aurora, al parto e alla rinascita, spesso rappresentata assisa su un trono con un pargoletto in braccio, e i cui simboli erano una melagrana e una colomba, e a cui di recente il comune di Albenga ha voluto dedicare una statua da installare in Piazza Azzurri d’Italia. Personficazione della Grande Dea del Paleolitico e del Neolitico le cui immaginette sono state ritrovate ovunque nell’Antico continente, anche in Liguria, come testimoniano le stautuine ritrovate nel Finalese, soprattutto nella Caverna delle Arene Candide e nella Grotta Pollera (5000.4200 a.C.),
Programma della serata

  • una mostra fotografica dell’artista Roberta Ancona
  • un reading di poesie di Lucia Lo Cascio.
  • una conferenza di Paolo Portone intitolata “In principio era la Dea. I volti del sacro femminino in Italia dall’antichità agli albori della modernità”

Roberta Maria Michela Pontrandolfo, in arte Roberta Ancona, è scenografa laureata all’accademia delle Belle Arti di Roma, dove conia la “Scenografia del Pensiero”.

Sin da piccola ha sempre avuto, particolarmente, a cuore l’Arte della Comunicazione, coltivando il suo Talento attraverso un percorso, non sempre facile che l’ha portata a mettere da parte la sua vocazione artistica per amore verso gli altri e mai verso quella che poteva essere la sua realizzazione.

Roberta è sempre stata dell’idea che in una scenografia, ciò che va posto in risalto sono tutti quegli input che non solo uno scenografo è chiamato a dare: dalle luci, ai simboli, alla musica che fanno da ponte, immaginifico, tra lo spettatore, il proscenio ma anche la vita quotidiana e gli esseri umani che in essa riversano le proprie proiezioni e ciò che l’autore vuole esprimere attraverso la sua Opera.

In pratica è il contatto sensoriale che l’osservatore deve poter percepire attraverso tutti i sensi, nessuno escluso, invitandolo, in primis, all’ascolto oltre che osservazione in tutte le sue sfumature più profonde che si trasmettono mediante un contatto animico/empatico che l’artista vuol esprimere.

Resta che la fotografia è una parte della comunicazione visiva in grado di far giungere, in ognuno di noi, quel flusso di energia che, oltre ad espandersi, in ogni direzione, si eterna nella memoria.
È così che Roberta avvia il suo personale ma non personalistico percorso fotografico in grado, a suo avviso, di comunicare non solo il suo Pensiero rispetto a se stessa, in quanto bambina, Donna, madre e corpo ma utilizzandosi affinché lo stesso, divenuto scultura vivente in questi scatti, trasmetta l’essenza femminile in tutta la sua struggente catarsi dove argilla, sale, sabbia, sole e mare fanno da elementi fondanti per la comunicazione di una condizione umana tutta da percepire, sentire, ascoltare in sé. Ecco perché nasce questa mostra.

Lucia Lo Cascio
Lucia è Nata a Taranto, vive e lavora a Roma.
Di lei dice che la scrittura è legata ai primissimi ricordi dell’infanzia come la voglia di cambiare le cose con l’immaginazione.
Ha partecipato a diversi concorsi letterari: nel 1993 il primo riconoscimento con il secondo premio nel 21° Concorso Nazionale di poesia religiosa “L’aborto: il fratellino mai nato” indetto dal Centro di cultura SS. Croce, nel 2016 l’ultimo con il premio della giuria nel concorso “Giuseppe Gioachino Belli” indetto dall’omonima associazione culturale.
Scrive d’arte per riviste on-line e cataloghi.
Nel 2013 ha fondato l’associazione culturale InAsherah Art.

Paolo Portone

Allievo di Rosario Villari, si è laureato in storia moderna con una tesi sulla caccia alle streghe nell’antica diocesi di Como. Saggista, collaboratore di programmi radiotelevisivi è attualmente titolare dell’insegnamento di materie letterarie al Liceo Artistico di via Ripetta (Roma). Come cultore della materia ha partecipato a numerosi convegni, pubblicando i suoi studi su riviste scientifiche, dizionari ed enciclopedie. Le ricerche svolte in questi anni sono state indirizzate all’approfondimento di quella particolare forma di eterodossia religiosa, peculiare dell’Europa moderna, che si suole definire, con termine onnicomprensivo, “stregoneria diabolica”. Al centro delle sue indagini è l’universo culturale e simbolico delle vittime della caccia alle streghe, un mondo analizzato in una prospettiva etnostorica secondo la classica definizione data da Aurelio Rigoli, cioè attraverso un approccio metodologico che, utilizzando ogni possibile informazione (rilevata da materiale cartaceo, dalla tradizione orale, dalla gestualità, dai modelli di comportamento, dalla cultura materiale, iconica e così via) riesce a comporre una equilibrata fisionomia delle istituzioni che conformano le società/culture (ad esempio la religione, la forma matrimoniale, l’amministrazione della giustizia ecc ). Lo studio del fenomeno persecutorio coerentemente con questo taglio, non è stato affrontato perciò solo mediante l’analisi dei documenti storici, in questo caso la documentazione processuale e la trattatistica demonologica ed inquisitoriale, ma tenendo anche in considerazione le testimonianze provenienti dallo studio delle tradizioni popolari e dalla ricerca antropologica. Socio della Società Italiana di Storia delle Religioni (SiSr), nel 1998 ha fondato insieme a G. Lutzenkirchen il Centro di studi storico antropologici Alfonso M. Di Nola – Culti, culture e medicina popolare. Dal 2008 è direttore scientifico del Centro Insubrico di Ricerche Etnostoriche, con sede a Como. Nel 2015 è stato incaricato dal Comune di Triora e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona, della supervisione scientifica del nuovo Museo Etnostorico della Stregoneria di Palazzo Stella (MES).
Elenco pubblicazioni
http://www.paoloportone.it/biografia.htm