Il “perimetro infinito” di Giusy Lauriola, tra passione, poesia e silenzi

Il “perimetro infinito” di Giusy Lauriola, tra passione, poesia e silenziA SpazioCima in mostra da mercoledì 30 settembre sino a venerdì 30 ottobre la nuova personale dell’artista

Una inedita speranza illumina i nuovi lavori di Giusy Lauriola, che trasudano un sentimento riappropriato, tradotto in atmosfere che ci parlano di convivialità, amicizia e passione. Vediamo qui affiorare volti vicini di un uomo e di una donna, oppure profili femminili immortalati in un’aurea di metafisica sintonia. La vicinanza delle anime sensibili si impone come antidoto al veleno della deriva individualista del mondo di oggi.

Le opere, sospese tra reale e etereo, di Giusy Lauriola saranno le protagoniste della mostra di riapertura post lockdown di Galleria SpazioCima, sita in via Ombrone 9, Roma. La personale inaugurerà mercoledì 30 settembre (vernissage ore 17:00) e proseguirà sino a venerdì 30 ottobre. La mostra, curata e organizzata da Roberta Cima, è a ingresso libero, visitabile da lunedì a giovedì, dalle 15:30 alle 19:00. Testo critico di Carlo Ercoli. Circa venti le opere in esposizione, acrilici e resina su tela di vari formati.

LE OPERE IN MOSTRA – Tra pennellate morbide e tratti decisi, Giusy racconta frammenti di sentimenti e di passioni, che non hanno un inizio né una fine. Che accennano, ma che non confermano. Flash di vita e di feeling su cui l’osservatore cuce il proprio vissuto, le proprie speranze e paure, creando un trait d’union con la visione appositamente frammentata di Lauriola. Scene d’amore consumato o ancora inespresso, all’interno di un bar o di un incontro casalingo, innaffiato da vino, sgabelli e quanto di rosso l’artista ha voluto rappresentare. Cromie che si ripetono, quelle gialle e blu, linee che si alternano, tra curve di corpi e confini quasi temporali. A fare da sfondo tele vissute, stratificate, quasi come un muro consumato dal tempo.

IL PERCORSO DELL’ARTISTA – “Il gineceo prevalente che alberga la produzione di Lauriola – spiega Carlo Ercoli – è il frutto di una discesa nelle zone più nascoste del proprio subconscio per affrancarsi da condizionamenti, tensioni o paure. Un cammino lungo di autoanalisi giunto a un nuovo capitolo visibile nelle opere della mostra “Perimetro infinito”. In queste ultime si percepisce un ulteriore passo in avanti in cui la nostra raggiunge una maturità artistica portatrice di serenità creativa. L’individualità ormai ha raggiunto una sicurezza stabile; è pronta a mollare gli ormeggi del porto in cui era adagiata per solcare i mari dell’alterità. Il prossimo non è più un ostacolo all’autodeterminazione del proprio Io. Il quadro quindi si configura come perimetro dell’anima senziente nella quale è germogliata la comprensione di una realtà vista sotto uno sguardo nuovo. Una luce immateriale, una speranza viva ammanta gli ultimi lavori”.

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA – Giusy Lauriola vive e lavora a Roma, esattamente nel quartiere Testaccio. Ha esposto in gallerie in Italia e all’estero, è arrivata finalista al Premio Celeste (2007), al Premio Lupa (2020) e vincitrice del concorso Museo Pier Maria Rossi (2015). I suoi lavori si trovano in collezioni private in Europa, Stati Uniti, Canada, Taiwan, Singapore, Siria e Sud Africa. Fa parte dell’edizione 2020 dell’Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini, la collezione più completa di artisti italiani dal 1950 ad oggi.

E’ stata invitata a esporre come ospite d’onore all’International Photo Festival a Lodz in Polonia, con una personale a Damasco, a un Simposio Internazionale a Idlib in Siria e a una residenza artistica a Caramanico Terme. Ultimamente ha esposto a Castel dell’Ovo a Napoli, al Macro – Museo d’Arte Contemporanea di Roma -, a Palazzo Merulana all’interno della rassegna Apolidi/identità non disperse e alle Fiere di Arte Contemporanea di Padova e Genova. Hanno curato le sue mostre Sergio Rispoli, Agnieszka Zakrzewicz, Gianluca Marziani, Maurizio Calvesi, Micol di Veroli, Giorgia Calò, Cristina del Ferraro, Manuela De Leonardis, Manuela Pacelli, Barbara Drudi, Carlo Ercoli, Antonietta Campilongo, Roberta Cima, Ada Egido e Glenda Lorenzani.