Il Cinque: il grido infervorato della Natura

Arriva dal Monferrato ma ha un’impronta molto internazionale Il Cinque, alias Andrea Benzi, cantautore che ha di recente pubblicato il nuovo album “Life Theater” da cui ha tratto il nuovo singolo e video, “Black Defenseless Ice”. Gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Ciao! Partiamo dal nome: perché Il Cinque?

Il mio pseudonimo “il cinque” deriva dalle scuole superiori dove ero il quinto dell’elenco sul registro ed avevo un prof che mi chiamava per numero dell’elenco anziché per cognome… “può venire per essere interrogato il numero cinque”… eheheheh

Gli amici hanno iniziato a chiamarmi cosi, e per il mio18esimo compleanno un amica mi ha disegnato un biglietto di auguri con la forma del “cinque” che ho adottato come logo. Visibile sui miei strumenti.

Fai un folk di marca internazionale benché tu arrivi dal Monferrato. Hai mai cantato in italiano? E pensi di farlo ancora?

Canto in italiano da 11 anni in un tributo ad un artista emiliano di cui ho la voce un po’ simile, cosa che faccio per puro divertimento, per il resto ho scritto tante cose in lingua italiana ed alcune le ho anche musicate e provate con delle band, ma alla fine non mi hanno mai convinto.

Ci racconti di più rispetto al tuo nuovo video e singolo, “Black Defenseless Ice”?

Black Defenseless Ice è l’unico brano a sfondo sociale dell’album. Parla di un grido infervorato che la Natura, in questo caso rappresentata da un ghiacciaio sporco del nero petrolio degli interessi umani, fa verso l’uomo che la stà uccidendo in favore degli interessi finanziari. Il video è stato girato nella natura incontaminata del Parco del Gran Paradiso in Valle d’aosta, più precisamente in Valgisenche che per me è un posto molto famigliare e speciale.

Il brano fa parte del tuo ultimo disco, “Life Theater”: come lo racconteresti a chi non lo ha ancora ascoltato?

Lo descriverei come una raccolta di atmosfere profonde da cogliere in tanti ascolti fatti in pieno relax, magari con l’ausilio di cuffie professionali seduti comodi sorseggiando una  bevanda ricca di tante contaminazioni come è il disco.

Il 2020 è andato… così. Come ti auguri che sia il nuovo anno?

Mi auguro che sia un anno di rivincita sulla pandemia in atto, spero che una volta riacquistata un po’ di serenità la gente torni ad un buon equilibrio che includa tante nuove abitudini per  migliorare se stessi, e se stessi verso gli altri. E poi mi auguro di ritornare sul palco il prima possibile… ho qualcosa da presentare al pubblico ehehehehe.