Grande come una città e il mondo surreale del comico più comico che c’è

Grande come una città e il mondo surreale del comico più comico che c’è

Grande come una città e il mondo surreale del comico più comico che c’è – 4 novembre: al Teatro degli Audaci (via Giuseppe De Sanctis 29, ore 21.15) appuntamento con Lo Sgargabonzi e la sua comicità surreale. Come recita il programma di sala si tratterà di un Incontro, “un Incontro sulla comicità in cui ad un certo punto succede qualcosa”. Lo Sgargabonzi è il nome d’arte di uno scrittore comico e della sua pagina Facebook. Lo Sgargabonzi, insomma, è un virtuoso del post surreale.
La serata sarà condotta da Christian Raimo.

Biografia:

Alessandro Gori nasce ed abita ad Arezzo.

Dal 2005 cura il famigerato blog Lo Sgargabonzi, una pagina dai contenuti provocatori, umorismo nero pece e popolata da personaggi tragicomici. Nel 2013 Lo Sgargabonzi diventa anche una pagina Facebook (https://www.facebook.com/sgargabonzi).Nello stesso anno esordisce in libreria con “Le avventure di Gunther Brodolini”, un romanzo di formazione atipico e psichedelico, una sorta di Gian Burrasca del dopobomba. Nel 2014 è uscito il suo secondo libro, “Bolbo”, scritto insieme all’amico Gianluca Cincinelli, a cui ha fatto seguito “Il problema purtroppo del precariato” l’anno successivo. Ha pubblicato articoli di satira e fumetti su Linus e su Pixarthinking. Definito su Internazionale “il miglior scrittore comico italiano” in un lungo articolo di Claudio Giunta e poi al centro di un’invettiva in un’intervista di Daniele Luttazzi.

A settembre 2018 è uscito il suo nuovo libro per Minimum Fax: “Jocelyn uccide ancora”. Negli ultimi cinque anni ha portato in giro per l’Italia il suo spettacolo “Lo Sgargabonzi Live!”.

Le sue passioni sono i giochi da tavolo, il brit pop e i fumetti bonelliani.

Biografia Romanzata:

Alessandro Gori (14 giugno 1978 – 8 novembre 2019) è stato uno scrittore e blogger italiano. Autore minore, raggiunse una modesta notorietà grazie a un gioco di parole sugli spumanti brut. Rimase celebre una foto che lo ritraeva in strada, in un gazebo per la rinascita del Patto di Mariotto Segni, a vendere i suoi libri (Le avventure di Gunther Brodolini, Bolbo e Il Problema Purtroppo del Precariato), mentre viene fatto oggetto di scherno da alcuni ragazzi disabili. Tristemente noto per aver hackerato la pagina Facebook della Simmenthal, cambiandone il nome in Sgargabonzi e carpendone i follower per poi spacciarli come suoi, venne ben presto smascherato e bannato dal web. In sua difesa si schierarono alcuni celebri intellettuali del panorama culturale italiano, tra cui Claudio Giunta, Jocelyn, Daniele Massaro e molti altri, i quali firmarono e fecero recapitare al presidente Mattarella una lettera aperta in cui si dichiaravano esterrefatti per ciò che venne definito “il più grave attentato alla libertà di espressione da Savonarola in poi”. Alla lettera era accluso, “con immutata simpatia”, il tradizionale lembo di pube. Gli ultimi anni furono di indigenza assoluta. Ormai cieco e monopolmonato, poco prima di andarsene riuscì, grazie all’intervento del suo fraterno amico Cesare Cadeo, ad accedere ai fondi della Legge Bacchelli per comprarsi dei mocassini da yacht. Famose le sue ultime parole: “Con me muore lo Stato di Diritto”. E’ sepolto nel cimitero parigino di Père Lachaise.

Ricordiamo che Grande come una Città è un vero e proprio movimento di persone nato nel Terzo Municipio attorno all’assessorato alla cultura, con il progetto di creare con gli stessi abitanti del quartiere incontri, eventi, arte e cultura animati dal valore della cittadinanza attiva e dalla convinzione che la cultura sia un preziosissimo strumento per costruire cittadini consapevoli.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte di terzi. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi