Fermenti Lattici, lo spettacolo in scena al Brancaccino di Roma

Fermenti Lattici, lo spettacolo in scena al Brancaccino di Roma

Fermenti Lattici, lo spettacolo in scena al Brancaccino di Roma – Nei pressi della Capitale, nel verdeggiante borgo di Selva Romana, si terrà la prima edizione di un’importante rassegna di teatro in gemellaggio con la Germania, grazie a dei fondi europei. L’assessore alla Cultura Achille Prolazio, responsabile del progetto, propone alla regista Lucrezia De Marco, detta Lou, di assumere la direzione del festival e dell’antico teatro a due sale San Genesio, sito nel borgo, e in ristrutturazione.

La De Marco, regista estrosa e di impegno, omosessuale dichiarata, nota per il suo carattere poco diplomatico, dopo essersi prestata per motivi economici alla tv per cui ha girato un paio di fiction che considera una macchia nel suo passato artistico, vede nella proposta l’opportunità di tornare all’amato teatro decidendo programmazioni scevre da ogni compromesso. Unica condizione dell’assessore è che l’opera di apertura della rassegna sia il dramma dell’autrice tedesca Karola Hulmqvist “La nona nota”.

Morta suicida, la Hulmqvuist (prozia della moglie dell’assessore che è l’unica erede dei diritti) ha ricevuto un prestigioso quanto elitario premio postumo proprio per quest’opera, peraltro incompiuta. “La nona nota” vede in scena due donne dell’alta borghesia tedesca dell’800 che si rincontrano dopo essersi follemente amate e perse a causa delle pressioni sociali dell’epoca.

Nella sala piccola del teatro, già ristrutturata ma ancora “nuda” -quella in cui le attrici si ritrovano per provare- poco tempo prima è morto Armando Marelli, impresario teatrale di successo quanto rozzo e insensibile. L’uomo è precipitato da un’alta scala e le indagini in corso stanno cercando di stabilire come mai ci fosse salito e perché sia caduto. Per terra c’è ancora la sagoma del corpo della vittima, morta sul colpo, e tracce di sangue.

Ma la De Marco, spiccia e pragmatica, non se ne lascia impressionare. Piuttosto è inamovibile sulla scelta delle protagoniste, che dovranno essere due attrici di indiscusso talento. La prima, Caterina Martinelli Stevens, è famosa non solo per la pur brillante carriera teatrale, ma anche per una fiction televisiva di grande successo. Lucrezia e Caterina hanno avuto una storia d’amore. A differenza della prima, Caterina ha un’indole più borghese e ha sempre nascosto la loro relazione, cosa che è stata per entrambe motivo di ripicche, malintesi e sofferenza. Dopo la fine della loro storia, ha sposato un famoso coreografo inglese di cui porta ancora il cognome “d’arte”, ma che ha rivelato tendenze sadomaso che l’hanno indotta al divorzio. E’ una donna dal carattere inafferrabile, incoerente e implosivo.

L’altra prescelta è Regina Guerrieri, che dopo avere ottenuto in anticipo il suo sontuoso compenso, viene fermata all’aeroporto di Managua con mezzo chilo di cocaina e reclusa in un carcere locale.

Mentre la De Marco, affranta per la notizia, si danna per cercare di capire come pagare una sostituta, appare come una visione Sara Valente, attrice di grandi capacità e scarse fortune che viene subito ingaggiata. Ma Sara ha un segreto: era da 10 anni l’amante di Marelli e sulla sua morte sa molto più di quanto abbia dichiarato. Data la scarsità di fondi, Lucrezia coinvolge anche la nipote Elettra De Marco, che fa la stunt-women e che la zia e il resto della famiglia cercano di allontanare da un mestiere tanto pericoloso, quanto sottopagato.  Verrà ingaggiata gratis per dire un’unica battuta, quella finale, ma non avendo la ragazza alcun interesse per il progetto né alcuna attitudine attorale, l’impresa si presenterà molto più difficile del previsto.

Incaricata di tradurre e adattare “La nona nota” è Filomena Caracciolo (detta Fillys), intellettuale napoletana di raffinate origini nobiliari, che sta perdendo tutto il suo aplomb da quando (di recente) il marito Gualtiero Pignatelli de Toledo le ha chiesto il divorzio. In realtà tutta Napoli era a conoscenza da tempo della relazione di Pignatelli De Toledo con il suo istruttore di vela Gennaro Cozzolino. Trauma che ha influenzato drammaticamente il lavoro della Caracciolo e di conseguenza anche il contenuto dell’adattamento de “La nona nota”, che si rivela totalmente fuori sintonia con l’opera, avendo Fillys “rivissuto” la sua storia attraverso quella della Hulmqvuist.

Fra difficoltà, incomprensioni, rivelazioni e colpi di scena tragicomici, fra cui la scoperta che il dramma da mettere in scena non riguarda un grande e contrastato amore lesbico, ma la contesa fra due erinni che si scannano per lo stesso uomo, le 5 donne cercano di portare avanti le prove, durante le quali ciascuna di loro finirà per trovare, o ritrovare, una parte di sé stessa e delle risposte che aspettava da tempo.

Spazio del Racconto

rassegna di drammaturgia contemporanea 2018/2019

IV edizione

FERMENTI LATTICI di Giovanna Biraghi, Ester Palma, Monica Pariante con Marina Thovez, Monica Pariante, Laura Magni, Stefania Colangelo, Valentina Ferrari, Paola Giacometti, Maria Sofia Palmieri

regia Monica Pariante produzione: Cad – Compagnia Attori Doppiatori

Dal 17 al 20 gennaio 2019

dal giovedì al sabato ore 20; domenica ore 18.45

BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma – www.teatrobrancaccio.it

Biglietto: 18€ – ridotto 12,50€

card open 5 ingressi: 55 €

Prevendita su Ticketone.it e presso i punti vendita tradizionali

BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO

Via Merulana, 244 | tel 06 80687231 | botteghino@teatrobrancaccio.it

http://www.teatrobrancaccio.it/

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