Fare la figura del cioccolataio a Torino

Fare la figura del cioccolataio a Torino – In pochi sanno che in Italia la vera capitale del cioccolato è Torino e non Perugia.
Il forte legame tra il capoluogo sabaudo e il prodotto derivato dalla lavorazione del cacao trova la sua origine nel XVI secolo, quando Emanuele Filberto sposta la capitale del Ducato da Chambéry a Torino. I cultori della storia torinese raccontano che il duca di Savoia portava con se delle bacche di cacao.
Il cacao lavorato veniva servito inizialmente a corte come merenda reale, ma nel giro di pochi anni iniziò a diffondersi anche nelle caffetterie cittadine diventando uno dei prodotti della tradizione torinese. Lo stesso Alexandre Dumas, in viaggio a Torino nel 1852, ha dichiarato di aver bevuto un’eccellente bevanda al cioccolato in una caffetteria del centro. Molto probabilmente si tratta di “Caffè Fiorio”, in via Po, ma la presenza dell’autore de “I Tre Moschettieri” non è ancora stata accertata.
A Torino però non bisogna mai utilizzare il termine “cioccolataio” nei confronti di colui che lavora il cacao, ma occorre utilizzare la parola “cioccolatiere” o “Mastro Cioccolatiere”, in quanto cioccolataio viene interpretato in malo modo, soprattutto se si dovesse sentire l’espressione: “ Mi hai fatto fare una figura da cioccolataio” che in italiano significa “pessima figura”.
Ora vi spiegheremo l’origine di questa tipica espressione sabauda, la cui origine risale in un periodo compreso tra il Settecento e l’Ottocento, secondo quanto riportato da Alberto Virgilio, uno scrittore del XX secolo, che nel 1917 ha pubblicato, in una libreria del centro, l’opera “Voci e cose del vecchio Piemonte”.
Nella Torino sabauda di fine Settecento, un cioccolatiere andava in giro con una carrozza trainata da quattro cavalli. In quel periodo i borghesi della città si spostavano con carrozze trainate da due quadrupedi. Il re era Vittorio Amedeo III, padre dei futuri re Vittorio Emanuele I e Carlo Felice, che, in molti, soprattutto in Sardegna, ricordano come Carlo Feroce.
Quando il duca Carlo Felice vide il cioccolatiere a bordo della “lussuosa carrozza” si risentì e convocò a corte l’artigiano chiedendogli di non ostentare abitudini reali in quanto il re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme non si poteva permettere di fare una “figura da ciuculate”.
DI conseguenza il duca chiese una carrozza ben più lussuosa e regale di quella del ricco cioccolatiere affermando la tipica frase: “quando esco in carrozza non voglio fare la figura del cioccolataio”.
Da questa prima versione trova origine questa tipica frase che i torinesi dicono nei momenti in cui commettono o riprendono qualcuno per degli errori commessi.
<< Hai fatto la figura del cioccolataio o mi avete fatto fare la figura del cioccolataio, o, meglio ancora, ma mi hai preso per un cioccolataio?>>. Queste frasi sono nell’uso comune dei torinesi, perciò state ben attenti a non pronunciare questa parola.

Articolo di Fabrizio Tosi