Dominio Pubblico, un percorso teatrale a cura dell’Arci Viterbo e Officina Culturale Distretto Creativo

Dominio Pubblico, un percorso teatrale a cura dell’Arci Viterbo e Officina Culturale Distretto Creativo

Dominio Pubblico 2014-15 a Viterbo

In collaborazione con Arci Viterbo e Officina Culturale Distretto Creativo

 

 

All’interno del programma generale di Dominio Pubblico 2014-2015 – ideato congiuntamente da Teatro Argot, Teatro dell’Orologio e A.T.C.L. – Associazione Teatrale Comuni del Lazio – sono in fase di programmazione una serie di spettacoli e di incontri sulla città di Viterbo.

Giovedì 22 Gennaio nello spazio MAT di Viterbo è in programma il secondo appuntamento con Dominio Pubblico con lo spettacolo NOT HERE NOT NOW Just another fuckin’ theatre entertainment di Andrea Cosentino.

Uno spettacolo che è un incontro/scontro da teatranti con la body art, il lazzo del clown che gioca con il martirio del corpo come testimonianza estrema. Marina Abramovic dice: il teatro, il cinema, l’arte sono limitate, essere spettatori non è un’esperienza. L’esperienza bisogna viverla. “Theatre is very simple: in theatre a knife is fake and the blood is ketchup. In performance art a knife is a knife and ketchup is blood.” Il resoconto di un’esperienza attiva con Marina Abramovic, sotto forma di dramoletto polifonico. Un assolo da stand up comedian per spettatori fatalmente passivi e programmaticamente maltrattati, con pupazzi parrucche martelli di gomma e nasi finti. E ketchup, naturalmente.Andrea Cosentino, una delle figure più interessanti della scena italiana, con ironia e cosciente sfrontatezza porta sul palco una riflessione sull’opera di vere e proprie icone dell’arte contemporanea, da Marina Abramovi? a Marcel Duchamp. “L’arte è vita, il teatro è finzione” è stato uno dei motti dell’artista internazionale e della regina della body art, ed è il punto di partenza per questo lavoro tra video e teatro in cui Cosentino indaga il rapporto tra arte e vita, per interrogarsi sulla creazione di un’opera d’arte e sulle relazioni tra performance, teatro ed esistenza umana.

Dominio pubblico è anche un progetto per la formazione di uno spettatore consapevole e attivo in prima persona. Per questo da novembre 2014 a marzo 2015 è operativo uno specifico progetto di Laboratori di Visione: gli operatori di Arci Viterbo e dell’Officina Culturale Regionale Distretto Creativo in collaborazione con i direttori artistici di Dominio Pubblico, incontreranno prima dei singoli spettacoli un gruppo di spettatori attivi per introdurre loro, con un lavoro di accompagnamento alla visione del teatro contemporaneo, lo spettacolo a cui assisteranno, in programma nella rassegna Dominio Pubblico.

L’obiettivo è quello di creare un dialogo continuo coi partecipanti per costruire un percorso di monitoraggio del cartellone proposto che sia anche un progetto di auto-formazione.

Parte integrante di Dominio Pubblico sarà il lavoro di selezione di spettacoli per il festival teatrale Storie di Lavoro, un progetto dell’Associazione 20Chiavi Teatro diretta da Ferdinando Vaselli, che rappresenterà una vera e propria indagine sul teatro contemporaneo in relazione alle tematiche del lavoro.

 

Gli incontri del Laboratorio di Visione si svolgeranno dalle ore 19,30 alle 20,30 nei giorni degli spettacoli presso lo spazio MAT. A seguire, alle ore 21,00, lo spettacolo sempre presso lo spazio MAT di Viterbo in Via del Ganfione 16/18.

 

 

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Elisa Maurizi 393.9211339

Marco Trulli 393.9097166

culturavt@arci.it

www.dominiopubblicoteatro.it

 

 

PROGRAMMA PROSSIMI SPETTACOLI 

 

Giovedì 22 Gennaio 2015, ore 21 

Andrea Cosentino

NOT HERE NOT NOW  

Just another fuckin’ theatre entertainment 

 

di e con Andrea Cosentino

regia Andrea Virgilio Franceschi

video Tommaso Abatescianni

produzione Pierfrancesco Pisani

in coproduzione con Fondazione Campania dei Festival – E45 Napoli Fringe Festival

con la collaborazione di Litta_Produzioni /associazione Olinda / Infinito srl / Teatro Forsennato 

con il sostegno del progetto Perdutamente del Teatro di Roma 

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 Da un video Marina Abramovic dice: il teatro, il cinema, l’arte sono limitate, essere spettatori non è un’esperienza. L’esperienza bisogna viverla. Dice Marina da un videoregistrato chissà dove chissà quando: “Theatre is very simple: in theatre a knife is fake and the blood is ketchup. In performance art a knife is a knife and ketchup is blood.”

Un incontro/scontro da teatranti con la body art, il lazzo del clown che gioca con il martirio del corpo come testimonianza estrema. Marina Abramovic dice: il teatro, il cinema, l’arte sono limitate, essere spettatori non è un’esperienza. L’esperienza bisogna viverla. “Theatre is very simple: in theatre a knife is fake and the blood is ketchup. In performance art a knife is a knife and ketchup is blood.” Il resoconto di un’esperienza attiva con Marina Abramovic, sotto forma di dramoletto polifonico. Un assolo da stand up comedian per spettatori fatalmente passivi e programmaticamente maltrattati, con pupazzi parrucche martelli di gomma e nasi finti. E ketchup, naturalmente.

 

 

Mercoledì 4 Febbraio 2015, ore 21

Leonardo Capuano

ELETTROCARDIODRAMMA

 

assistente alla regia Elena  Piscitilli

luci Corrado Mura

produzione 369gradi  –  Armunia

comunicazione Benedetta Boggio  

 

C’è un uomo balbuziente, con indosso un vestito da donna. Sembrerebbe solo, ma non lo è. Parla con quattro fratelli, nonché con la madre e l’amata. Questi  personaggi vivono con lui, parlano attraverso lui. Elettrocardiodramma sembra  un errore, ma in realtà rivela una piccola verità, una paura, o un punto di vista  comico. Leonardo Capuano, si diploma presso la Scuola di formazione teatrale Laboratorio Nove e si forma tra gli altri con Danio Manfredini e Alfonso Santagata. Da vita alla sua compagnia nel ’97 con Sa vida mia perdia po nudda a cui segue La cura, che debutta al festival di Volterra nel 2000. Con il supporto di 369gradi e Armunia, insieme a Roberto Abbiati, realizza nel 2005 Pasticceri.

 

 

Giovedì 5 Marzo 2015, ore 21

Bartolini/Baronio
PASSI una confessione


vincitore del Premio Dominio Pubblico Officine 2014

di e con Tamara Bartolini

scene, luci e suoni live Michele Baronio

canzone originale Ilaria Graziano

collaborazione artistica Alessandra Cristiani

regia Bartolini/ Baronio

produzione 369gradi

co-produzione/residenza Carrozzerie | n.o.t

co-produzione Sycamore T Company

con il sostegno di

Teatro Argot Studio, Teatro dell’Orologio, Kilowatt Festival, Ar.Té Teatro Stabile d’Innovazione, ATCL Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio

in collaborazione con

Ass. Il Moderno – Agliana / Rialto Santabrogio / Kollatino Underground

Passi Primo Studio è stato finalista al Premio Dante Cappelletti 2011 e semifinalista al Premio Lia Lapini 2011

Si ringraziano per la prima fase del progetto Michele Boreggi, Lucia Calamaro, Antonio Cesari, Fiammetta Bardelli.

 

Passi nasce dal progetto La Caduta in cui si è esplorato il tema dell’incidente e del dolore come possibilità e rinascita. Il progetto guarda alla fotografia di Sarah Moon e all’omonima opera di S.Beckett come un’atmosfera, una mappa nascosta per trovare la strada.

Per nascere una seconda volta bisogna morire.

Dentro lo spazio di una confessione – o di un funerale? – spietata e senza compromessi viene alla luce un piccolo ritratto: un corpo appeso, precario, incerto, deambulante alla ricerca disperata di approvazione. Ti piace? Va bene così? Ti vado bene così?

Si cammina con scarpe ortopediche, con piedi di scimmia, con scarpette emorragiche.

Si sta sul filo, dentro la ferita di una generazione, dentro il nodo delle costrizioni mentali, familiari, sociali, economiche.

Si prova a ricucire la storia: “divento quello che sono”.

E’ l’inizio di una liberazione e allo stesso tempo la nascita di un processo artistico.

Si contano i passi, come quelli indicati da Beckett, ma la mappa rimane segreta.

Solo segni e tracce scritte sul corpo dell’attrice, nel qui e ora del suo lavoro teatrale. Attorno ad un materiale a tratti biografico si costruisce una scrittura spezzata, una drammaturgia fatta di appunti, suoni, paesaggi creati in tempo reale con l’intervento di una lavagna luminosa.

E’ un ritratto fotografico, analogico, che non si sottrae all’esposizione della luce così come non si nasconde allo sguardo dello spettatore.

E’ il ritratto di un corpo appeso, alla ricerca disperata, eppure a tratti gioiosa di un disequilibrio. I piedi, sul filo, guidano e assaporano l’incompiutezza, la sensazione dello stare in bilico, il disagio, il perdersi e il cercare continuamente la strada da percorrere.

I piedi camminano dentro lo scorrere della vita, dentro questa bolla fragile di luci rotte e altalene in cui il corpo cerca in tutte le direzioni il prossimo mondo, il prossimo ricordo, il sogno in cui sprofondare. E’ l’origine e la fine di tutto. E la fine “è solo la curva della strada”, da quel punto di luce che se ne va, si ricomincia.

 

Il biglietto d’ingresso ai singoli spettacoli ha un costo di € 5.

Gli spettacoli si svolgeranno al MAT Musicarteatro Via del Ganfione 16/18

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