“Caterinetta e la stecca di cioccolata” tra il Covid e la Guerra

Quelle sirene che rimbombano nelle orecchie della protagonista e riportano alla memoria i momenti terribili della Guerra. Le ambulanze che percorrono le strade deserte con a bordo i malati di Covid, il virus che, ora, attanaglia il mondo intero, e quel suono che, durante la seconda Guerra Mondiale, annunciava l’imminente pericolo a causa dei bombardamenti. E’ “Caterinetta e la stecca di cioccolata”, il libro di Domenica Milena Arcuri Rossi, a riportare alla mente la stessa sofferenza, la stessa paura, la necessità di scappare – da una parte – e di stare in casa – dall’altra. La stessa conta dei morti. Lo stesso batticuore e gli stessi sospiri di sollievo. «Potrebbe essere anche una metafora della guerra al Covid per i lettori – dichiara l’autrice – che, leggendo, si immergono in un’altra realtà, ma inevitabile è che debbano tenere in mano, ben stretto il filo della speranza. Ogni epoca ha la sua guerra e bisogna lottare per, almeno, provare a vincere».

L’autrice, originaria di Cirò Marina (Crotone) e residente a Lestizza (Udine), è docente di Spagnolo e Francesce, e autrice di 26 libri di diverso genere, dalla grammatica ai romanzi. Una vita in cui la scrittura è sempre stato un impulso e mai qualcosa di studiato a tavolino. «Mi recavo su un albero di nespole, da bambina – racconta Domenica Milena Arcuri Rossi – per scrivere poesie che erano veri raccontini. Certo che è un’esigenza dell’anima, mi sveglio nel cuore della notte per scrivere versi; interrompo i pasti, a volte, per scrivere e riverso, sui fogli bianchi, fiumi di emozioni e sentimenti, sentiti, improvvisi, propri e senza filtri».

Si tratta di una storia vera, raccontata con dovizia di particolari dove, nonostante tutto, si cerca la normalità, si vive una storia d’amore e si esalta la bellezza dei luoghi naturali. Proprio da qui, infatti, l’esigenza di dar voce ai racconti ascoltati da bambina e «agli aneddoti che hanno caratterizzato – afferma l’autrice –  la vita di mia madre, per renderle omaggio e immortalare con le parole la sua esistenza inquadrata in un periodo storico reale, ma durante il quale i migliori sentimenti non sono venuti a mancare. La mia fantasia ha, poi, provveduto a rendere vivi personaggi, storie, luoghi e avvenimenti».

Il romanzo – pubblicato nella collana “I Diamanti – Narrativa” della Aletti editore -nonostante i ricordi di dolore e quelle sirene nelle orecchie, è un inno alla vita. «La protagonista, in ogni caso, insegna a tenere accesa la fiammella dell’amore, quelle della solidarietà e della speranza. Il solo ricordo di aver ricevuto in dono la cioccolata dagli americani le riempiva e le riempie il cuore di dolcezza e di gratitudine».

Federica Grisolia