Aequinoctium Veris. Dai Ludi Megalensi alla Pasqua cristiana

Aequinoctium Veris. Dai Ludi Megalensi alla Pasqua cristiana

Aequinoctium Veris. Dai Ludi Megalensi alla Pasqua cristiana – Nell’antichità i fenomeni astronomici come i Solstizi e gli Equinozi erano momenti importanti che scandivano il tempo dell’uomo ed inevitabilmente anche le manifestazioni della sua religiosità erano fortemente connesse ad essi.

Nell’antica Roma intorno nel sec. III a.C. giunse su consiglio dei Libri Sibillini, dalla lontana città di Pessinunte in Frigia, una dea conosciuta come Grande Madre Idea, detta anche Cibele. Personificazione di una dea generatrice del mondo il cui mito è legato alla creazione. Nella mitologia la sua vicenda è legata alla figura del giovane Attis. Il culto che ruota intorno alle due figure è collegato strettamente al momento in cui la Natura si risveglia. Il rito antico simbolicamente proponeva la rappresentazione della morte e della rinascita, ossia la ciclicità della natura ed il risveglio della terra nel momento dell’Equinozio di primavera

Nel passaggio dal mondo antico pagano a quello cristiano inevitabilmente si assiste ad una sorta di sovrapposizione a livello calendariale che porterà la Pasqua cristiana a ricalcare i giorni dell’Equinozio per rappresentare la sua Resurrezione. Lasciando dietro di sé delle sopravvivenze e retaggi antichi che diverranno familiari nelle tradizioni che sono entrate a far parte delle nostre abitudini occidentali.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte di terzi. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi