A Rieti si svolge la prima edizione del (RI)verART #20: NO P∀NIC!

A Rieti si svolge la prima edizione del (RI)verART #20: NO PNIC! 

(RI)verART #20 : NO PNIC!

Installazioni sul fiume 27 ottobre – 15 novembre 2020

A Rieti si svolge la prima edizione del (RI)verART #20: NO PNIC!, festival lungo le rive del fiume Velino, in programma dal 27 ottobre al 15 novembre 2020. Fiume ed arte, per sconfiggere il panico di questo periodo di emergenza pandemica. Le opere d’arte saranno esposte tra Ponte Romano e Ponte Pietrolucci al centro della città.

La città reatina, nota per le sue bellezze paesaggistiche e il tessuto urbano medievale ben conservato, attrae già numerosi visitatori ma – in questo periodo in cui si vuole rilanciare il settore turistico e valorizzare le potenzialità attrattive – si sono avviate una serie di iniziative culturali per aumentare l’interesse sulla città. L’offerta culturale tende anche a coinvolgere la cittadinanza con la possibilità di fruire dell’habitat in modo diverso e coinvolgente. In quest’ottica appuntamenti di grande caratura, ed anche aree pedonali, luoghi ricreativi, street art ed iniziative multidisciplinari.

Il festival è una vera novità per Rieti, con molteplici iniziative che spaziano dall’arte, alla musica, ricordando lo sport. L’evento è stato ideato dall’artista Alessandro Cavoli, direttore artistico del Teatro Rigodon-Fab Lab Turano del comune di Rocca Sinibalda (RI). Gli eventi sono dedicati ai campionati europei di atletica leggera under 18 che dovevano tenersi a Rieti la scorsa estate e sono stati rinviati al 2021.

Novità in campo internazionale è data dalla presenza di installazioni che utilizzano il fiume come supporto espositivo, con ponti accessibili ai visitatori. L’ideazione è dello stesso Cavoli, che da anni realizza opere in spazi urbani ed extraurbani, in ambienti interni ed esterni, in collaborazione con musei, enti pubblici e privati.

Presenti tre installazioni visuali (la prima ispirata all’opera I corridori di Robert Dealaunay, la seconda al quadro Ritmo di Sonia Terk Delaunay, la terza Il Saltatore con l’Asta di Gerardo Dottori); ed una sonora che trasforma un mulino ad acqua in miniatura in carillon sonoro. Saranno esposte per un mese (sino al 15 novembre) in un vero e proprio museo galleggiante.

Le installazioni sonore e visuali vogliono spingere verso una fruizione del tutto innovativa dell’opera d’arte attraverso l’utilizzo della corrente del fiume. «Il Velino – spiegano gli organizzatori della rassegna – da soggetto passivo, contemplativo, fotografico, diviene soggetto attivo, narrante, ritrovando, seppur variata, la sua funzione primaria di centro vitale della città. Con le installazioni l’osservatore viene proiettato in un’atmosfera sorprendente, generata da una visione mobile di un soggetto pittorico, leggermente alterata dal flusso del fiume, dal dinamismo variabile della corrente dell’acqua». 

INSTALLAZIONI VISUALI

Soggetto dei quadri resi installazioni da Alessandro Cavoli sono tre dipinti dedicati all’atletica leggera di Robert e Sonia Delaunay e di Gerardo Dottori.  Siamo nella prima metà del ‘900. Un linguaggio artistico nuovo deve avere anche un tema innovativo: lo sport, che richiama negli stadi migliaia di persone e che appassiona tifosi di tutto il mondo.

Installazione 1 I CORRIDORI Robert Dealaunay

Gli atleti sono raffigurati con colori sgargianti, tipico di Robert Delaunay, le maglie dei corridori sono tutte dipinte con toni diversi dei tre colori primari, le linee curve della pista e, per contrasto, i blocchi orizzontali delle tribune, imprimono ai dipinti un forte dinamismo. Il senso del movimento è del resto costante nell’arte dei Delaunay. Alle figure degli atleti mancano del tutto i piedi e la definizione del volto. Sembra che Delaunay avesse scattato un’istantanea dei corridori, venuta mossa: essendo i piedi l’elemento del corpo che i corridori muovono di più, il risultato è che non li vediamo bene, così come non riusciamo a distinguere i lineamenti dei volti, proprio per il fatto che cogliendo gli atleti all’istante, e in movimento, non riusciremmo a distinguerli individualmente se non per l’elemento maggiormente distintivo, ovvero il colore delle magliette.

Installazione 2 RITMO Sonia Terk Delaunay

Artista francese di origine Ucraina, Sonia Terk Delaunay ha dipinto opere dominate dalla presenza del colore e delle figure geometriche, realizzando armonie e dissonanze, usando la tela come luogo di una lotta, in cui l’effetto dinamico è espresso, oltre che dalla composizione geometrica, dalle modulazioni del colore e della luce, elementi che, combinati tra loro, conferiscono all’opera un tono lirico.

Come tanti altri artisti nei primi decenni del XX secolo, Sonia Dealaunay subì intensamente il fascino delle novità che andavano modificando l’immagine e lo stile di vita delle metropoli nella prima metà del ‘900: dall’illuminazione elettrica delle strade e dei negozi ai cartelloni pubblicitari, dalla diffusione degli automezzi, all’estensione degli spazi urbani. La produzione di numerosi ritmi colorati si sviluppano in moduli circolari ripetuti all’infinito, che diventano una sorta di correlativo del ritmo inesausto dell’esistenza delle grandi città moderne.

La grafica è curata da Matteo Martellucci.

Installazione 3 IL SALTATORE CON L’ASTA Derardo Dottori

Gerardo Dottori è stata una delle figure cruciali del Futurismo italiano negli anni tra le due guerre mondiali, aderì al futurismo nel 1912 realizzando opere coerenti con la prima stagione futurista seguendo l’orma del movimento fondato da Marinetti.

Dottori è noto per le sue ampie e liriche visioni del paesaggio umbro, visto dall’alto, fornendo i primi e più significativi esempi di aeropittura – la tendenza dominante in ambito futurista durante gli anni ’30 del Novecento che esplorò le prospettive dinamiche del volo.

Nel quadro Il Saltatore con l’asta la tematica dell’azione dell’atleta si fonde con immagini di mezzi meccanici in movimento, il treno e l’aereo; uomo e macchina incorniciati in un unico concetto di azione e dinamismo.

INSTALLAZIONI SONORE

Mulino sonoro

Per l’installazione Mulino sonoro si è scelto di utilizzare il dinamismo generato dalla corrente del fiume Velino per creare uno strumento sonoro. Il mozzo della ruota del mulino in legno viene collegato ad un carrillon che diffonde musica dall’interno, facendolo divenire cassa di risonanza per il suono. Il brano musicale che viene riprodotto è l’Inno alla Gioia di Beethoven, noto anche come Inno Europeo.

Sul fiume Velino erano presenti numerosi mulini per macinare il grano, ne rimangono tracce nel tratto fra Ponte Cavallotti e il Ponte Romano.

L’ideazione dell’installazione è di Alessandro Cavoli (Teatro Rigodon – Turano Fab lab).

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