Tracciare la rotta. Il museo secondo i bambini

Sabato 26 settembre entro al MAC di Lissone con una domanda precisa in testa. Quanto conta la voce di chi guarda un’opera per la prima volta, con lo sguardo libero da formazione specialistica? Il progetto MusEdu offre una risposta concreta a questa domanda, e siedo al tavolo della tavola rotonda “Dialoghi tra arte, educazione e territorio” con la curiosità di chi frequenta i musei da una vita intera.

L’iniziativa porta il titolo “Tracciare la rotta. Bussole per fare cultura dell’infanzia” e propone un esperimento che considero raro nel panorama italiano. Le didascalie scritte dai curatori restano al loro posto, e accanto a loro compaiono le didascalie scritte dai bambini della Scuola dell’Infanzia Maria Bambina. La mostra “Stratigrafie del vivente” di Giulia Mangoni diventa così terreno di un doppio sguardo, quello della storia dell’arte e quello dell’infanzia.

Alle 16.00 la giornata parte con “Quanti punti di s-vista? Osservare, incontrare, dialogare con l’arte”, visita libera aperta a famiglie e cittadinanza. Filtri materici, pellicole, tessuti, reti metalliche, prendono posto nelle sale come mediatori visivi. Ogni filtro trasforma la superficie percepita dell’opera e apre la strada a metafore nuove.

Alle 18.00 prende avvio la tavola rotonda, moderata da Carola Castoldi, coordinatrice pedagogica dei servizi educativi 06 della scuola Maria Bambina. Aprono i lavori i saluti istituzionali dell’Assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Lissone Elisa Belloni, la cui presenza porta il segno di un’amministrazione attenta alla sostanza delle cose. Alla presentazione partecipa anche l’onorevole Paola Frassinetti, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito, un segnale che colloca l’iniziativa in una cornice di attenzione nazionale. Cinzia Cataldi, Silvia Remotti, Gloria Labadia e Melissa Savian presentano il progetto “Didascalie generative” e la cornice di ricerca internazionale del programma MusEdu.

Al tavolo, insieme a me, siedono Manuela Bovolenta per Unicef Italia, la filosofa dell’estetica Alessandra Giovannetti, lo storico dell’arte e museologo Marco Peri, la pedagogista Elisa Rota, Maria Luisa Sironi per il Comitato Provinciale Unicef di Monza e Brianza, Franca Zuccoli, docente di didattica e pedagogia speciale all’Università di Milano-Bicocca. Porto al confronto l’esperienza maturata come direttore editoriale dell’Enciclopedia dell’Arte italiana e come curatore di mostre, con un’attenzione particolare al tema della relazione tra pubblico e opera, tema che considero centrale per il futuro dei musei.

Il patrocinio di UNICEF Italia colloca la giornata in una cornice precisa. L’articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza riconosce ai bambini il diritto di esprimere opinioni e di essere ascoltati nelle questioni che li riguardano. Il museo, in questo caso, offre uno spazio fisico a quel principio.

MusEdu, Early Education in Museums for an Inclusive Future, coinvolge un partenariato europeo guidato dalla University of Lapland, con la partecipazione di Oslo School of Architecture and Design, PACO Design Collaborative, All Grow (Romania), Rovaniemi Art Museum Korundi, Museums in Akershus ed Episcop Dionisie Romano Secondary School.

La scuola Maria Bambina rappresenta l’unica scuola dell’infanzia italiana all’interno del progetto.

Trovo in questa giornata un’occasione preziosa per riflettere sul ruolo educativo del museo, un ruolo che affianca la funzione di custodia delle opere.

Il pensiero dei bambini, in questo caso, entra a pieno titolo nella conversazione sull’arte.