Dopo Venezia e Pompei, la quinta edizione approda nella capitale il 16 ottobre. Tra libri, ambiente e cultura, una giuria di alto profilo accompagna il progetto ideato da Claudio Cutuli.
Si rinnova l’appuntamento con Le Pagine della Terra, il primo premio letterario italiano interamente dedicato alla narrativa green. Giunto alla sua quinta edizione, il premio ideato dal Maestro Claudio Cutuli si svolgerà quest’anno a Roma, il 16 ottobre 2025, nella suggestiva cornice di Villa Torlonia, luogo simbolico dove storia, natura e arte si incontrano.
Nato per valorizzare la cultura della sostenibilità attraverso la letteratura, il premio rappresenta oggi un punto di riferimento per chi scrive, legge e promuove il rispetto per la Terra. Dopo le prime due edizioni al Teatro La Fenice di Venezia e le successive nel Parco Archeologico di Pompei, Le Pagine della Terra conferma la sua vocazione a unire bellezza e consapevolezza, radicandosi in luoghi di grande valore culturale.
Una visione tra parola e natura
Alla base del progetto, c’è un’idea precisa: raccontare il legame profondo tra essere umano e ambiente, riscoprendo la parola come strumento di cambiamento. Un’eredità che Cutuli porta avanti anche in memoria della cofondatrice Vera Slepoj, psicoterapeuta e intellettuale, scomparsa nel 2024. «Oggi più che mai – dichiara Cutuli – abbiamo bisogno di storie che ispirino rispetto per la Terra. Storie vere, capaci di lasciare un’impronta». E aggiunge: «Credo in una cultura che non si limita a denunciare, ma che costruisce. Le Pagine della Terra è questo: un progetto che unisce arte, pensiero e responsabilità».
Il premio non si limita a valorizzare opere letterarie su temi ambientali, ma vuole anche favorire un dialogo culturale ampio: dal design alla moda sostenibile, dall’artigianato etico al consumo consapevole. Il nome stesso del premio è un tributo alla tradizione tintoria della famiglia Cutuli, impegnata da sei generazioni in una produzione artigianale basata su pigmenti vegetali.
Una giuria che rappresenta l’Italia trasversale
La giuria del 2025 si distingue per la sua autorevolezza e pluralità. Ne fanno parte figure provenienti dal mondo della cultura, della politica, del giornalismo e dell’arte, a partire dai due presidenti: Ermete Realacci, ambientalista e presidente della Fondazione Symbola, ed Enrico Vanzina, regista e scrittore. Con loro, Barbara Degani, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente, e padre Enzo Fortunato, direttore della comunicazione della Basilica Papale di San Pietro. Tra i giurati anche Giovanni Grasso, consigliere per la stampa del Presidente della Repubblica, Laura Lega, prefetto e capo del Dipartimento per le libertà civili del Viminale, il generale Antonio Pietro Marzo, già Comandante del CUFAA, il generale Fabrizio Parrulli, attuale comandante delle Unità Forestali dei Carabinieri, Rosalba Giugni Presidente di Marevivo. A completare il gruppo Vincenzo Pepe, presidente di FareAmbiente, Gaetano Cappelli, scrittore, i giornalisti Federica Corsini, Piero Damosso e Marco Frittella.
Un premio italiano con lo sguardo rivolto all’Europa
L’ambizione per il futuro è chiara: rendere il premio un riferimento anche a livello internazionale. Dopo il riconoscimento ottenuto negli anni passati, l’organizzazione guarda ora a sedi simboliche come il Parlamento Europeo per portare il messaggio di una cultura ambientale condivisa oltre i confini nazionali.