Il Robin Williams italiano abita in Versilia

Il Robin Williams italiano abita in Versilia

“Un attore eclettico, espressivo, un viso che è una maschera in movimento. Per non parlare del suo gran cuore. Mi ricorda Robin Williams”

Sono in tanti ad averlo definito così, Federico Barsanti è un artista indipendente: scrittore, attore, regista e insegnante di arti sceniche. Ha iniziato e formato tantissime persone in questi campi, alcune delle quali diventate star a livello nazionale ed internazionale. I suoi spettacoli dal vivo sono altamente trasformativi e sono stati considerati “psicoanalisi collettive”; il suo personaggio è Signora Porzia, con il quale ha dato vita a qualcosa di completamente nuovo nel panorama teatrale. Ha pubblicato alcuni libri ed è attore anche in video-clip, produzioni cinematografiche, speaker e voice-over. La sua visione della vita si chiama “Strategia Poetica”.

Quando hai capito che saresti diventato un attore e in che modo è diventato il tuo lavoro?

Non saprei… anche perché non mi reputo attore… anzi proprio non lo sono, almeno nell’accezione comune quando si pensa alla parola “attore”. Sono un poeta in attesa di captare cose e trascriverle. Il fatto che tutto questo sia diventato anche il mio “lavoro” è una vera tragedia ed una commedia al contempo. La nostra società, da qualche millennio è una struttura egoica compatta, fortissima, una fortezza inespugnabile (intendo soprattutto dall’interno). Sembra quasi che nessuno sia interessato a infilarsi fra le crepe delle mura e scoprire che cosa ci sia al di là. Camminare nei boschi, giocare a tennis o camminare, respirare l’aria a pieni polmoni da un buco della serratura, mettersi di fronte al silenzio, non accendere sempre televisioni e schermi, calarsi nei panni degli altri, ridurre i combattimenti con noi stessi, osservare una formica che cammina tra le tavole del palcoscenico… Tutta roba troppo difficile da realizzare, dice l’Ego. Quando nella vita si va in confusione significa che stiamo sradicandoci da una parte di noi fondamentale e se non si pone attenzione ci perdiamo per sempre, ritrovandoci a fare cose che non ci appartengono, talvolta che fanno male non solo a noi stessi. Allora, dai! E’ arrivato il momento di darci una smossa!

Robin Williams italiano
Robin Williams italiano

In molti ti hanno paragonato negli anni al grandissimo Robin Williams, cosa ne pensi?

Effettivamente mi sono da sempre sentito dire questa cosa da tante persone. Lui per me è stato un punto di riferimento, fonte di ispirazione sia sotto il profilo umano – le sue fragilità, la sua poeticità-  che artistico – un vortice, un diluvio di creatività… Quando ho vissuto per un po’ a Los Angeles, sapevo poco di teatro al tempo, mi esibivo nelle discoteche o in qualche club lanciandomi in folli esternazioni-imitazioni di Mick Jagger, il pubblico impazziva letteralmente e alla fine c’era sempre qualcuno che saltava fuori dicendomi che gli ricordavo Robin Williams. Molte persone quando guardano il film “Mrs DoubtFire” mi ricordano questo legame. Mi sento onorato, inutile dirlo e anche un po’ imbarazzato. Lui era e rimane un genio poeta-attore in cui la potenza vulcanica e la delicatezza profonda si uniscono in modo ineguagliabile. Una volta, dopo una esibizione “Jaggeriana” una persona venne fuori di sé a dirmi “tu non fai Mick Jagger, tu sei Mick Jagger”, ah ah ah !! Non lo scorderò mai.

Che rapporto hai col palcoscenico?

Per me il palcoscenico è principalmente uno: quello interiore. Ecco, da lì, cerco partire e di imparare ogni giorno a muovermi, ad avere a che fare con quel personaggio disperato e inconsapevole che è il mio Ego, il “Narratore Emotivo” come lo chiamo nel mio nuovo libro. Il palco del teatro è un gioco, con le sue rigide regole, talvolta tremendamente duro e graffiante, ma pur sempre un gioco.

Nella tua carriera hai creato e interpretato molti personaggi due su tutti Signora Porzia e Arlecchino: cosa hai dato loro e cosa hanno dato a te?

Arlecchino mi ha dato la consapevolezza del lancinante lavoro attoriale, la fatica fisico-mentale di cui gli attori e le attrici si devono far carico ogni volta (c’è pieno di imbecilli in giro che pensano che gli artisti “non lavorano, non fanno un bel niente…”). Signora Porzia mi ha regalato l’occasione di scoprire un nuovo modo di fare teatro, qualcosa di cui andavo in cerca da tanti anni e motivo di dispute e chiacchierate fino all’alba con colleghe e colleghi. Che cosa ho dato io a loro è più complesso da spiegare, ma sarò breve: tutto di me.

 Sei anche un insegnante di teatro cosa ami di questa attività?

Vedere negli occhi dei partecipanti la scoperta di una nuova visione di loro stessi. Mi chiamano tante scuole pubbliche, purtroppo non ho il tempo per fare tutto; mi dicono che sono un po’ stufi di vedere i “soliti spettacolini in cui i bambini vanno in scena come piccole marionette…”. Sono d’accordo, ne vedo e ne ho viste di tutti i colori in giro, cose davvero che mi mettono tristezza. E sono dispiaciuto che il teatro a volte si trasformi in un mezzo per far vedere cose che sono lontane dal teatro.  Infatti nella mia scuola di recitazione posso partire dal fare ciò che i bambini (ma anche gli adolescenti e gli adulti) desiderano nel profondo: esprimersi. E’ un procedimento molto complesso, quello di esprimersi, lo conosco bene e profondamente, giù nelle viscere. Ultimamente lavoro con loro (i bambini) usando i tarocchi marsigliesi, tanto per dirne una: non puoi capire che cosa accade di meraviglioso! Sono un poeta anarchico, io, e me ne frego altamente del fare un lavoro “bello”, miro dritto alla bellezza poetica. Il resto vada a quel paese!

Da poco hai pubblicato il libro “Strategia Poetica” a chi è rivolto?

Chi leggerà questa intervista fino qui? Mah! Facciamo una prova: il mio nuovo libro è giudicato da chi lo sta leggendo qualcosa di illuminante, un libro che sta aiutando i lettori a rivedere tante cose della propria vita e a trasformarle. Bene! Sono felice! Che altro vorrei di più? Se hai letto l’intervista fino qui scrivimi ora a federico.barsanti@live.it e dimmi qualcosa di bello! Prova! La vita è un tentativo, a noi la scelta in quale direzione voler compiere questo tentativo. Scrivimi, aspetto!

 

Trovi i suoi libri su Amazon e sugli Store online (“Signora Porzia “Ricette per la Felicità”; Romanzo “Per non dirlo a Nessuno”; il nuovo libro “Strategia Poetica”; Poesie e>pensieri “Noi sventratori d’organi”), oltre ad alcune antologie di racconti e poesie.

I video-corsi e info sulla scuola di Teatro www.federicobarsanti.com

oppure www.piccoloteatrosperimentale.com

Per incontri individuali di Strategia Poetica o corsi 3277461758 (scrivere solo su Wa)

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