Non è soltanto uno spettacolo, ma un traguardo. E, forse, anche un nuovo inizio. Dopo settimane di incontri, storie e una partecipazione sempre crescente da parte del pubblico, la rassegna WOMEN si avvicina al suo gran finale con “Equilibrio precario – Fragilità e resilienza”, in scena l’8 e 9 maggio alle ore 19 e il 10 maggio alle 16.30 al Teatrocittà di Roma.
Questo ultimo appuntamento porta al centro uno dei temi più urgenti del presente: il lavoro. Le sue disuguaglianze, le sue instabilità, le forme più sottili e spesso invisibili di discriminazione, in particolare di genere, che ancora oggi attraversano la società. Ma anche la capacità, sorprendente e necessaria, di resistere, reinventarsi, trovare un equilibrio, per quanto fragile, dentro una realtà che stabile non è.
Più che in altri momenti della rassegna, questa volta lo spazio si apre. Il teatro diventa un luogo di confronto, di ascolto, di dialogo. La serata prende forma fin dall’inizio con un talk condotto da Moira Aloisio (CUB Donne), che mette in relazione esperienze diverse, portando al centro storie reali, vissute.
Tra gli interventi, quello dell’avvocata Cinzia Nigioni, attiva anche all’interno della Casa Internazionale delle Donne, e di Silvia Fancello, esperta in studi di genere e comunicazione, insieme a testimonianze dirette che riportano il tema fuori dalla teoria e dentro la vita quotidiana delle persone.
Da qui il racconto si costruisce, per poi espandersi e stratificarsi. La dimensione artistica si sviluppa come un percorso in cui i linguaggi convivono senza gerarchie.
La mostra “Diario Clinico” di Daniela Di Mase, a cura di Dafne Crocella, aggiunge un ulteriore livello di lettura al percorso. Un lavoro che parte dalle cartelle cliniche delle donne internate nei manicomi, in cui aggettivi come “loquace”, “impertinente” o “esibizionista” diventavano strumenti di esclusione sociale.

Ma c’è un elemento che non si coglie subito. Alcune delle opere nascono da parole che appartengono allo spettacolo teatrale. Frasi che riemergono, cambiano forma, si spostano dallo spazio della scena a quello dell’immagine. Chi attraverserà la mostra le incontrerà senza saperlo, per poi ritrovarle sul palco: un rimando silenzioso che trasforma l’esperienza in qualcosa di più stratificato, quasi da scoprire.
Accanto alla mostra, le videoproiezioni ampliano il racconto visivo, mentre la musica dal vivo accompagna il passaggio verso la dimensione scenica.
Il cuore dell’evento resta lo spettacolo teatrale “Equilibrio precario”, diretto da Daniela Aversa, con un cast corale che porta in scena frammenti di vita attraversati da instabilità e resistenza. Storie che non cercano sintesi, ma restituiscono la complessità di chi vive ogni giorno il lavoro come uno spazio incerto, fragile, ma ancora capace di trasformarsi.
In scena, insieme alla stessa Aversa, Claudia Cervelli, Carla Degli Esposti, Silvia Di Girolamo, Silvia Morganti e Maurizio Sparano, in una costruzione che si muove tra realtà e rappresentazione.
Ma questo ultimo appuntamento è anche altro. È un momento di incontro, una restituzione collettiva. Un’occasione per ritrovarsi, per riportare insieme artisti, esperienze e percorsi che hanno attraversato l’intera rassegna.
“Questo finale è per noi un momento di condivisione – racconta Daniela Aversa – non volevamo solo concludere un percorso, ma ritrovarci. “Equilibrio precario” non è solo un tema, ma una condizione che molti vivono ogni giorno e portarla in scena significa provare a riconoscerla, senza semplificare”.
Dopo il grande successo e la partecipazione degli appuntamenti precedenti, WOMEN arriva così al suo gran finale mantenendo la sua identità più profonda: quella di uno spazio in cui il teatro non si limita a raccontare, ma crea connessioni. E forse è proprio questo che resta, alla fine. Non solo gli spettacoli, ma gli incontri.









