“Welcome Apocalypse” è il titolo della mostra di Pamela Diamante alla Galleria Gilda Lavia di Roma

“Welcome Apocalypse” è il titolo della mostra di Pamela Diamante alla Galleria Gilda Lavia di Roma

“Welcome Apocalypse” è il titolo della mostra di Pamela Diamante alla Galleria Gilda Lavia di Roma – Venerdì 1 giugno alle ore 19.00 la nuova Galleria Gilda Lavia inaugura negli spazi del quartiere San Lorenzo con la mostra personale dell’artista Pamela Diamante.

L’esposizione dal titolo “Welcome Apocalypse” racchiude una serie di opere diversificate rispetto ai “medium” utilizzati dall’artista per condurre la sua ricerca, spaziando così dall’intervento site specific al video, affrontando una serie di tematiche relative all’uomo e all’ambiente che egli manipola.

Come scrive il critico Diego Sileo nel testo che accompagna la mostra: “Le creazioni di Pamela Diamante sono il pretesto che l’artista utilizza per riflettere la nostra immagine in uno specchio: rappresentando cinicamente un campionario di disastri umani e/o ambientali, Diamante fa della sua poetica “il rovescio magico” della nostra realtà. L’uomo – nell’arte di Diamante – si trasforma in qualcosa di inquietante: a lui sono ricondotti i mali del mondo in cui egli assassina se stesso, la sua propria esistenza. Comunicazione crudele e violenta, che attinge a una crudeltà e a una violenza storiche ma anche attuali; l’arte annuncia se stessa quando si fa portavoce delle barbarie e dell’agitazione di una cupa verità insoddisfatta. L’ Apocalisse di Diamante trova in questo scenario una compiuta espressione, ripercorrendo e organizzando tutta la costellazione variegata della sua poetica, con i suoi nodi irrisolti, o meglio compresi come irrisolvibili, con le sue decise tonalità, i bruschi stacchi, e i suoi rancori. Non si tratta dunque di una giustapposizione di immagini casuali, di fantasmi interiori qualsiasi, ma del tentativo di ordinare una materia bruta e sfuggente attraverso un’operazione intellettuale di grande rigore, una lucidità analitica, che vuole vedere le parti più oscure dell’uomo, quelle parti che rendono invivibile la vita condannandola all’impotenza. Da questa impotenza bruciante e sofferta nasce il bisogno dell’artista di superare il limite per capire e iniziare a pensare. Il rifiuto della facilità nelle opere di Diamante è sotteso allo sforzo di cauterizzare le ferite, mutare le disarmonie in nuove possibili armonie.

GILDA LAVIA

Via dei Reti 29/C Roma

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