Walter Davanzo e le radici dell’infanzia in mostra a Venezia

C’è un filo sottile che unisce la memoria personale a quella collettiva e Walter Davanzo lo segue con la sua pittura. Dal 18 settembre al 15 ottobre 2025, a Spazio Thetis  presso l’Arsenale di Venezia, presenta la sua personale Sulle tracce dell’infanzia, curata da Saverio Simi De Burgis.

Al centro del progetto c’è il ritorno alle immagini dell’infanzia e dell’adolescenza, non come rifugio nostalgico ma come radice viva, capace di alimentare la creazione artistica e di aprire uno spazio di condivisione con lo spettatore. I dipinti, spesso nati da vecchie fotografie scolastiche, alternano realismo e lirismo, con atmosfere sospese tra ironia e malinconia.Per il curatore, ogni opera è una “traccia” che riporta a un mondo lontano ma mai davvero perduto: un territorio in cui ciascuno può riconoscere qualcosa di sé. Così, le immagini private diventano un album collettivo, in cui la memoria individuale si trasforma in esperienza universale.

Walter Davanzo, vicentino di nascita ma artista cosmopolita per formazione e viaggi, porta nella sua pittura echi di Bacon, Richter, Marlene Dumas e del suo maestro Carmelo Zotti. Dall’Africa al Sud America, passando per una lunga stagione berlinese, ha raccolto suggestioni diverse che confluiscono in una visione pittorica intensa e comunicativa.

Sulle tracce dell’infanzia non è un’antologica, ma una tappa importante del suo percorso, che conferma la pittura come linguaggio esistenziale: strumento per dare forma ai ricordi, per esplorare la memoria e per tener vivo il legame con le proprie origini.

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