Vivian Maier: ad Arezzo in mostra degli scatti unici

Vivian Maier: ad Arezzo in mostra degli scatti unici

Vivian Maier: ad Arezzo in mostra degli scatti unici. “Vivian Maier-Dans le miroir”L’America, le Champsaur e il riflesso nello specchio. Ad Arezzo gli scatti sviluppati dalla tata di Chicago durante il suo viaggio in Francia.

Dall’8 dicembre al 7 gennaio 2018 con “Vivian Maier – Dans le miroir” le sale della Galleria Spazio Imago ospiteranno gli scatti della tata che ha fatto della fotografia la sua ossessione e il suo più impenetrabile mistero.
L’esposizione si inscrive nell’ambito della sesta edizione di “Arezzo&Fotografia”.

Sebbene la produzione di Vivian Maier, come testimoniano le migliaia di rullini fotografici ritrovati, sia imponente, sono pochissimi gli scatti che invece sono stati sviluppati su carta dalla stessa artista.
Poche decine contro la mole spropositata di scatti, diapositive e negativi rinvenuti e poi portati alla luce da John Maloof che si è occupato dell’editing di alcune fotografie diventate ormai celeberrime.

La rassegna in calendario ad Arezzo sarà incentrata su una parte più intima dell’anima della fotografaIn esposizione ci saranno scatti originali degli anni ’60 sviluppati dalla fotografa stessa e che per la prima volta saranno esposti in Italia.

>> Settanta immagini. Sguardi, luoghi, persone. Una moltitudine di sconosciuti che ha messo a nudo la propria anima attraverso quell’occhio spietato e sincero. È questo il fil rouge che conduce alla scoperta dell’esposizione dedicata alla fotografa franco-americana scoperta per caso da John Maloof.

Vivian Maier nacque e visse per la maggior parte della vita negli Stati Uniti. Tra il 1932 e il 1938 insieme alla madre si trasferì in Francia prima a Saint-Julien e poi a Saint-Bonnet- en-Champsaur dove vissero per alcuni anni.

Soltanto alla fine degli anni ’50 e inizio ’60 Vivian Maier lascia di nuovo l’America per concedersi un viaggio intorno al mondo. Tra le tappe che tocca c’è anche la Francia. Gli Champsaur.

È proprio nella patria natale della madre, quella dove da piccola aveva vissuto, che sono stati recuperati alcuni scatti sviluppati su pellicola che ritraggono panorami di campagna e persone del posto.

>> Una delle poche testimonianze che raccontano, senza alcun filtro, il lavoro di Vivian. Dallo scatto fino allo sviluppo sulla carta patinata.

«Con la sua Rolleiflex 6×6 Vivian Maier ha raccontato oltre 20 anni di storia americana fotografata per le strade di Chicago rigorosamente in bianco e nero – spiega Fanny Raspini, curatrice della mostra – Un racconto crudo, violento e allo stesso tempo estremamente delicato dove ogni volto, ogni dettaglio, ogni luogo vengono ritratti con la stessa forza di un pungo allo stomaco. Una voce femminile rude e forte con un’enorme curiosità verso l’altro e verso sé stessa. Non dimentichiamo infatti che in molti suoi scatti compare direttamente lei. Riflessa su una vetrina, allo specchio oppure con la sua ombral’immagine di Vivian Maier è parte predominante della sua produzione. Ed è allora proprio per questa ragione che abbiamo scelto il nome “Dans le miroir” per l’esposizione. Perché davanti allo specchio, lo stesso usato da Vivian, così come davanti alla macchina fotografica siamo vulnerabili e nudi nella nostra imperfezione».

Finalità espressa dalle parole di Gaston Gay, presidente di Vivian Maier et le Champasaur: «Il nostro scopo è quello di dare risalto non soltanto alla fotografa diventata famosa nel mondo ma alla donna. Semplice, umana e con una passione infinita verso gli altri e verso la fotografia. Vogliamo riscattare l’immagine che le è stata attribuita dal lavoro americano che ha dato un’immagine di Vivian Maier artificiale, oscura, misteriosa e sotto certi aspetti autistica. Per questo le foto del fondo francese non sono quelle di una “street-fotografa” ma bensì ritratti di contadini, paesaggi e vedute dello Champsaur. Con la sua macchina fotografica e con la sua bicicletta ha percorso le colline di queste terre ed ha guardo l’umanità con occhio professionale e benevolo. Vivian ha raccontato e valorizzato questa popolazione dandole una voce e un’identità unica».

Oltre agli scatti all’interno dello spazio espositivo verranno messi in mostra anche alcuni oggetti ed indumenti appartenuti alla protagonista dell’esposizione.

Per il programma completo delle iniziative consultare il sito ufficiale di Arezzo&Fotografia

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