Vita agli arresti a Rimini per la rassegna I Wonder Stories

Vita agli arresti a Rimini per la rassegna I Wonder Stories

Vita agli arresti a Rimini per la rassegna I Wonder Stories. Vita agli arresti sarà al I Wonder Stories a Rimini  l’11 e il 12 dicembre prossimo presso il Multiplex Le Befane, con un doppio spettacolo alle ore 18,30 e alle ore 21,00. Ricordiamo che la rassegna è ideata da I Wonder Pictures, nel cinema di Rimini del Gruppo Giometti, si sviluppa in collaborazione con il Corriere Romagna. Il film scritto e diretto da Marco Martinelli, protagonista Ermanna Montanari, che ripercorre, attraverso il racconto surreale ed immaginifico di sei bambine, la storia del premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, attivista per i diritti umani e leader del movimento non-violento di opposizione alla rigida dittatura militare in Birmania. Fra gli interpreti anche Elio De Capitani e con  l’amichevole partecipazione di Sonia Bergamasco, Roberto Magnani, Vincenzo Nemolato e Christian Giroso nella parte dei “Moustache Brothers”. Per la prima volta sullo schermo le giovani attrici Ippolita Ginevra Santandrea, Sara Briccolani, Alessandra Brusi, Catalina Burioli, Olimpia Isola e Benedetta Velotti. Il film è riconosciuto di interesse culturale dal Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione generale Cinema.

Trasposizione dell’omonimo spettacolo teatrale del Teatro delle Albe – Ravenna Teatro, Centro di produzione, scritto e diretto da Marco Martinelli, quattro volte premio Ubu per la drammaturgia e la regia, interpretato da Ermanna Montanari, premio Eleonora Duse 2013, il film “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi”, non si limita a tradurre in film la scrittura teatrale ma ne ridisegna i confini, in un originale e contemporaneo immaginario visivo che caratterizza questo lungometraggio come un film d’arte che sa arrivare al vasto pubblico parlando di giustizia e bellezza.

Con la sua vita dedicata alla lotta per la liberazione della Birmania dalla dittatura militare, Aung San Suu Kyi è diventata un simbolo della resistenza nonviolenta, fino alla vittoria del Premio Nobel per la pace nel 1991, ed è stata oggetto di attacchi fisici – come l’assalto al suo corteo nel 1996 – e politici – soprattutto dopo la liberazione e, nel 2012, l’ingresso in Parlamento. Questo film si distacca dal clamore della cronaca per tracciare il ritratto di una leader che ha segnato il nostro tempo, tra immagini di repertorio e originali ricostruzioni delle tappe più importanti della biografia di Aung San Suu Kyi, alternate all’intensa interpretazione di Ermanna Montanari che la impersona nei lunghi anni degli arresti domiciliari. Un film che rifiuta l’epica per abbracciare la storia, le sue vittime, il suo doloroso farsi.

Marco Martinelli autore, drammaturgo e regista, è fondatore del Teatro delle Albe (1983). Ha firmato oltre cinquanta regie e i suoi testi sono stati tradotti, pubblicati e messi in scena in Francia, Belgio, Germania, Romania, Stati Uniti, Cile e Brasile. Uno dei suoi ultimi lavori Rumore di acque oltre all’importante patrocinio di Amnesty International. Nel novembre 2014 Marco Martinelli ha lavorato a Bremen (Germania) per una versione tedesca di Rumore di acque prodotta dalla Bremer Shakespeare Company, e nel luglio 2015 a Mons (Belgio) ha diretto un nuovo allestimento dello spettacolo prodotto dal Centro teatrale Le Manége per Mons 2015 Capitale Europea della Cultura dove è stato artista associato. Rumore di acque è stato pubblicato in italiano da Editoria&Spettacolo, in inglese dalla rivista universitaria online “California Italian Studies” e in volume da Bordighera Press di New York, in francese da LamsmanEditeur, in Rumeno dalla Fondazione Camil Petrescu. Anche il testo teatrale di Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi di Martinelli è stato tradotto in inglese e francese ed è pubblicato in Italia da Luca Sossella Editore. Martinelli è fondatore della non-scuola, pratica teatral – pedagogica con gli adolescenti diventata punto di riferimento in Italia e in diverse parti del mondo (“circa cento ragazzi di Scampia recitano attraverso la regia di Marco Martinelli, classici del teatro. È quanto di meglio il teatro italiano abbia prodotto negli ultimi anni”, Roberto Saviano, La Repubblica, 2 aprile 2007)

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