Visite guidate all’area archeologica di Palazzo Tabarelli a Trento

Visite guidate all’area archeologica di Palazzo Tabarelli a Trento

Visite guidate all’area archeologica di Palazzo Tabarelli a Trento – Tra i palazzi rinascimentali del centro storico di Trento si contraddistingue per l’imponente facciata in bugnato rustico in pietra bianca e rosa: è Palazzo Tabarelli, sede della Banca Sella Nord Est – Bovio Calderari, in via Oss Mazzurana sul percorso del Giro al Sas. Sabato 1 ottobre, dalle ore 10 alle 19, in occasione della decima edizione di “Invito a Palazzo”, iniziativa nazionale dell’ABI – Associazione Bancaria Italiana, lo storico edificio apre le porte al pubblico con visite guidate alla scoperta del prezioso e complesso contenuto storico, architettonico e artistico che custodisce: dall’area archeologica nell’interrato con testimonianze e strutture abitative di età romana e altomedievale (I sec. a. C.-XI/XII sec. d.C.), alla loggia rinascimentale interna, alle sale superiori riccamente ornate. Le visite all’area archeologica, a cura dei Servizi Educativi della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento, si terranno alle ore 10, 11.30, 15 e 16. Saranno precedute da una breve panoramica sulla Trento antica e proseguiranno con l’accesso guidato al palazzo. L’ingresso e la partecipazione alle visite guidate sono liberi e gratuiti.

L’indagine archeologica nel sottosuolo di palazzo Tabarelli risale ai primi anni Ottanta (1979-1982) ed è stata favorita dal recupero di uno dei più significativi edifici della città. Si è trattato di un intervento molto particolare che ha segnato la ripresa dell’interesse per la “città scomparsa”, gettando nuova luce sul passaggio dalla Trento romana a quella medievale.

 

L’area del palazzo contiene stratificato nelle sue strutture uno spaccato della storia urbana, riferita ad una delle contrade a più intensa continuità e densità di vita: quella di San Benedetto, oggi via Oss Mazzurana. Dal basso verso l’alto si susseguono le sopravvivenze edilizie rappresentative di un vasto, quanto incompleto nucleo abitativo del periodo romano caratterizzato da diversi ambienti, da tratti di infrastrutture idrauliche, da cortili lastricati sui quali sono venuti a sovrapporsi gli elementi di una più elementare edilizia altomedievale, contrassegnata da riutilizzi e da integrazioni delle strutture con materiali deperibili. E’ questo il segno più diretto di un nuovo e diverso modo di vivere e di abitare in città, nel momento in cui questa, dal V secolo in poi, incontra nuove realtà – Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi – delle quale rimangono segni e informazione nelle fonti scritte e nei ritrovamenti archeologici funerari. A quest’epoca risalgono le tracce di un edificio in muratura e legno, ricavato dal precedente con demolizioni e nuovi inserti domestici. Una casa che nella parte più interna dell’isolato che essa occupa (laddove poi sarà la corte del palazzo) disponeva di uno spazio scoperto d’uso promiscuo, compreso quello funerario. Successivamente l’area serve per lo scarico di macerie e di rifiuti organici, quindi viene riconvertita a orto con anche stabulazione di animali domestici. Tutto ciò come premessa alla definizione di quella che sarà la casa urbana medievale, a modulo stretto allungato dalla strada (via Oss Mazzurana), al tempo stesso abitazione e parte di attività mercantili-artigianali.

 

E’ in uno di questi moduli che la famiglia Tabarelli de Fatis di Terlago si accasa fin dal 1476, procedendo negli anni successivi ad acquisti di lotti contigui fino a disporre dell’intero volume costituente l’attuale palazzo, definitivamente uniformato sul fronte strada con l’approntamento – tra il 1515 e il 1518 – di una magnifica facciata, completata nel quarto superiore sud nel 1791. Un intervento per il quale la famiglia utilizza le migliori maestranze presenti nella Trento del primo Cinquecento avvalendosi soprattutto dell’opera dell’architetto veronese Alessio Longhi, al servizio dal principe vescovo Bernardo da Cles al castello del Buonconsiglio. L’imponenza e le decorazioni che caratterizzano il palazzo sottolineano il prestigio sociale raggiunto e a lungo mantenuto nella compagine cittadina dalla famiglia committente.
 
Informazioni
Provincia autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici
Via Aosta, 1 – 38122 Trento Tel. 0461 492161  
sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it – www.trentinocultura.net/archeologia.asp

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