Vicodix: un messaggio di incoraggiamento

Non volevo, ma volavo” è il titolo del nuovo brano firmato da Vicodix, tra suggestioni cinematografiche e un po’ di romanticismo. Lo abbiamo intervistato.

Ciao, ci racconti chi è Vicodix?

Vicodix è il nuovo volto musicale di D.D. , un uomo comune che ha fissato tra i buoni propositi di quest’anno quello di riprendere il proprio percorso musicale trascurato ormai da troppo tempo. Ho colto l’occasione di un recente trasloco per creare sia nella nuova casa sia nella mia testa uno spazio creativo permanente . Mi piacerebbe promuovere un messaggio di incoraggiamento soprattutto agli ultraquarantenni “normali” come me, voglio testimoniare che con un po’ di motivazione e organizzazione sia possibile dare di nuovo spazio alle proprie emozioni traducendole attraverso il nostro personale linguaggio artistico  in musica, oppure in poesia ,in pittura , in pasticceria, ecc. e tutto ciò rimanendo impiegati efficienti, maestre preparate, padri e madri di famiglia all’altezza .

“Non volevo, ma volavo” è il tuo nuovo singolo: ci racconti come nasce?

Amo gli oggetti antichi o anche solo vecchi che ci circondano, cerco di animarli, di dare loro voce cercando di immaginare la loro storia e di coloro che li hanno posseduti. “Non Volevo, ma Volavo” è stata ispirata da una Vespa 125 a faro basso originale del 1953 appartenente alla mia famiglia. In quello stesso anno è uscito nelle sale “Vacanze Romane” famoso film in cui i protagonisti hanno usato esattamente lo stesso motociclo per girare la parte della fuga per le vie del centro di Roma, scena iconica della cinematografia degli anni ‘50.

Sto lavorando all’idea di dare vita ad una serie di storie musicali ambientate nelle nostre belle città italiane, con il nuovo singolo “Non Volevo, Ma Volavo” ho voluto raccontare una storia che fugge tra le strade della nostra affascinante capitale. Allo stesso modo Napoli che è la mia città natale e ha ispirato il primo singolo intitolato “El Pibe De oro”, un brano pubblicato alla fine del 2020 ispirato dalla recente scomparsa di Diego Maradona.

Il singolo è quasi una crime story all’italiana. Ci sarà anche un video ad accompagnare il brano?

Mi piacerebbe molto e ho diverse idee, ma non posso anticipare nulla perché non è nei miei programmi a breve termine. Ho cominciato questa nuova avventura puntando tutto su me stesso. Scrivo musica e testi, suono e registro tutti gli strumenti, faccio l’editing audio, seguo la parte grafica e i social. In buona sostanza sto impazzendo…di gioia , quindi prima di pensare di dedicarmi anche alla parte video spero di crescere in fretta e trovare occasioni di collaborazione in modo da affidare a qualche professionista questo incarico.

Hai in progetto un album?

Si, ma più che un album sarà una raccolta delle molte idee inespresse, scritte o abbozzate negli ultimi 15 anni. In questi mesi lavorerò al recupero e all’attualizzazione di brani “impolverati” che aspettano da troppo tempo una rivincita.

Quali pensi che siano le qualità più importante per un emergente nel confuso mondo musicale di oggi?

Trovo che le sfide da affrontare siano molteplici e non basti una sola qualità per emergere. La moderna diffusione digitale della musica rende apparentemente più democratico ed accessibile questo mondo, quindi anche i non professionisti della musica come me sono invogliati a provarci, ma se non hai un entourage forte che ti supporta l’unica alternativa è sapersi mettere in giochi su più fronti, sia quello creativo, sia quello tecnico. Quindi per rispondere alla domanda ritengo importante la capacità di confrontarsi con una sovraesposizione solitaria con forti enfatizzazioni individualiste che almeno nella fase iniziale ti costringono a lavorare in solitudine organizzando al meglio il proprio tempo libero in attesa di estendere i propri contatti e le conseguenti collaborazioni.