Una cittadella dell’accoglienza verde e terapeutica

Una cittadella dell’accoglienza verde e terapeutica

Una cittadella dell’accoglienza verde e terapeutica – Inaugurata oggi a Riva del Garda, la mostra dei progetti presentati al concorso internazionale per la riqualificazione dell’ex Ospedale “Cittadella dell’accoglienza”. A conquistare la giuria l’elaborato proposto da Europroject + e Cino Zucchi Architetti, che punta a trovare la giusta sintesi fra due aspetti: qualità della vita e integrazione sociale dell’anziano con specializzazione ed efficienza della struttura Rsa. Ad aprire la cerimonia gli interventi dell’assessore alla salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi; del sindaco di Riva del Garda, Adalberto Mosaner; del vicepresidente dell’Apsp “Città di Riva”, Lucio Matteotti, con il direttore, Gianfranco Maino. Poi gli interventi tecnici e l’apertura dell’esposizione presso i padiglioni dell’ex Ospedale. Per l’assessore Rossi: “È sempre più fondamentale investire risorse verso le categorie più deboli, perché il grado di civiltà di una comunità si misura anche in questo. Ormai il 19% della popolazione ha più di 65 anni e questa categoria ha superato quella dei giovani fra 0 e 14 anni, pari al 15%. Se nel 1981 vi erano 11.000 cittadini sopra gli ottant’anni, oggi sono 30.000 e le stime ci dicono che nel 2030 saranno 53.000. Abbiamo 11.500 persone non autosufficienti, che percepiscono un’indennità di accompagnamento, 4000 sono nelle nostre Rsa. Ritengo che la sfida più importante che attende il sistema sanitario per il futuro, sarà proprio quella dell’invecchiamento della popolazione”.

“Una sfida difficile – prosegue l’assessore provinciale Ugo Rossi – che ci obbliga a fare scelte chiare e inequivocabili. La prima è sicuramente di ordine politico, che abbiamo fatto nell’impostazione della manovra di bilancio, garantendo, nonostante la contrazione delle risorse, una forte spesa per il sociale, perché l’attenzione verso le categorie deboli è fondamentale. Secondo passaggio riguarda il sostegno forte che dobbiamo dare al sistema della residenzialità, e lo stiamo facendo con una spesa corrente di 130 milioni, ma di fronte a questi numeri dobbiamo anche saper sviluppare politiche innovative, che garantiscano il sostegno alla domiciliarità, come ad esempio l’erogazione di assegni di cura a favore delle famiglie che decidono di gestire l’anziano non autosufficiente, oppure sostenendo le strutture che offrano servizi di supporto a queste famiglie. E proprio qui a Riva del Garda – sono state le conclusioni dell’assessore provinciale alla salute – viene riconfermata questa importante funzione, nella progettazione di un cento diurno per gli anziani e di altri servizi di accompagnamento della domiciliarità”.

 

I principi alla base del concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione della Cittadella dell’accoglienza di Riva del Garda, trovano infatti fondamento nelle direttive di progettazione delle residenza sanitarie assistenziali (Rsa) elaborate dall’Assessorato alla salute e politiche sociali e adottate dalla Giunta provinciale. Il principale obiettivo della Provincia autonoma di Trento è infatti quello di garantire che la progettazione e la costruzione, o ristrutturazione, delle Residenze Sanitarie Assistenziali vengano eseguite in modo che le strutture diventino realmente “residenze”: luoghi di vita, quindi, piacevoli e sereni, in grado di mantenere e rafforzare un tessuto relazionale e di qualità della vita, da integrare con il consueto compito di cura sanitaria per garantire all’ospite il diritto di vivere e di essere curato.

 

Il sindaco, Adalberto Mosaner, ha poi ripercorso la scelta urbanistica compiuta dall’amministrazione comunale rivana: “La volontà di creare un percorso urbano significativo, che dal centro città attraverso l’ottocentesco viale Roma conduca al complesso dell’Inviolata e di seguito al parco della “Cittadella”, è stata interpretata dal piano di recupero redatto dall’architetto Lamberto Rossi, che ha costituito la base per il concorso di progettazione internazionale. Si tratta di un’area importante, prossima al centro storico e adiacente al complesso monumentale della chiesa dell’Inviolata, con il chiostro annesso, per questo andava impostato un intervento edilizio rispettoso della situazione ambientale e paesaggistica e in grado di portare i nostri anziani nel cuore della città. E’ un messaggio culturale legato alla qualità delle relazioni umane”.

 

Infine, il vicepresidente Lucio Matteotti ha commentato il progetto: “Risultato di un confronto serrato con il personale della Rsa, finalizzato alla massima funzionalità della struttura e alla valorizzazione dell’esperienza di chi tutti i giorni opera con gli anziani. L’Apsp “Città di Riva” è una grande realtà con 126 dipendenti e 5 milioni di euro di fatturato e questo progetto ci consentirà di offrire alla città una struttura che efficiente, moderna in grado di coniugare le esigenze di diverse categorie di persone”.

 

Il progetto di riqualificazione del complesso nasce nel 2004, in seguito alla stipulazione di un protocollo d’intesa fra la Provincia autonoma di Trento e l’allora Ipab, Casa di Soggiorno per Anziani di Riva del Garda successivamente trasformatasi in Apsp, che prevedeva la destinazione dell’intera area a funzioni di pubblico servizio nel campo socio – assistenziale. Il protocollo sanciva il passaggio dell’area e degli immobili destinati ad attività ospedaliera al Comune di Riva del Garda e la messa a disposizione di questi alla Casa di Soggiorno per realizzarvi strutture destinate ad ospitare servizi socio assistenziali. Poi, nel 2008, il concorso di progettazione internazionale finanziato dalla Provincia autonoma di Trento con 318.000 euro e, lo scorso anno, la proclamazione del progetto vincitore.

 

Dopo i discorsi ufficiali, quelli dei tecnici, di Fulvio Irace, presidente della commissione giudicatrice del concorso, di Gabriele Neri, curatore della mostra e del catalogo, nonché degli architetti: Patrizia Valla, esperta in healthcare architectures; Cino Zucchi dello Studio Cza, capo progetto e responsabile prestazioni specialistiche del progetto vincitore; Alessandro Gambaretti di Euro Project S.r.l. (progetto vincitore). Al termine degli interventi, l’inaugurazione della mostra nei padiglioni dell’ex ospedale.

 

Progetto vincitore

 

La soluzione progettuale elaborata dal gruppo Europroject + e Cino Zucchi Architetti privilegia un modello di struttura per anziani multi servizi, rifiutando la logica organizzativa di tipo ospedaliero per mettere invece la persona bisognosa di accoglienza ed assistenza al centro di un ambiente “familiare e terapeutico”, grazie anche alla piena integrazione con il territorio. Il progetto della Cittadella dell’accoglienza è organizzato attorno a due edifici: la Rsa esistente e la nuova oggetto del concorso. Obiettivo è quello di realizzare una struttura che integri i due edifici in un organismo funzionale ed efficiente e che offra 120 posti letto, 60 per struttura (la struttura attuale è di 87 posti). Tre le scelte di base: la prima creare una nuova viabilità di accesso sia per i visitatori che per i beni di consumo, un percorso che sia razionale, efficiente e sicuro; la seconda prevede di mantenere le attività di socializzazione e riabilitazione nei singoli edifici, accorpando nella nuova Rsa solamente gli uffici amministrativi, proprio al fine di non movimentare i degenti anziani da un edificio all’altro; l’ultima scelta riguarda la specializzazione dei due edifici, in coerenza con la loro vocazione. Al centro un percorso di ovvero umanizzazione della Rsa, per portare il degente al migliore stato psico fisico, questo attraverso una struttura aperta, accogliente, con finestre ampie e arredi accoglienti, nonché “giardini terapeutici” con luoghi di interesse per stimolare i diversi sensi dell’ospite.

Il nuovo edificio è composto da un piano interrato, un piano terra e un piano primo. L’ingresso principale alla Rsa collocato al piano terra, è unico e vicino alla postazione di controllo e reception; accanto all’ingresso è collocata l’area bar, il soggiorno e l’area degli spazi collettivi del Centro diurno e del Centro servizi. In contiguità all’ingresso sono poste le sale per il ricevimento dei parenti e i servizi amministrativi.

Nella zona a nord-est del piano terra è posizionato il nucleo per le demenze di 20 posti letto, con relativo giardino sensoriale. Nella zona a sud-est del piano terra sono collocati i Servizi riabilitativi con attiguo uno spazio per futuri ampliamenti di tale servizio. Infine nella zona nord del piano terra sono collocate le attività del Centro diurno e Centro servizi, oltre al locale per i servizi alla persona. Dal blocco dei collegamenti verticali gemelli si accede al piano primo. Qui sono collocati 2 nuclei di degenza da 20 posti letto ognuno, uno per Rsa ed uno per Casa albergo. I nuclei di degenza sono realizzati attorno a una grande corte aperta, accessibile dagli spazi collettivi di nucleo. Nella corte aperta sono previste aree attrezzate per la socializzazione nella bella stagione e aree per la terapia occupazionale. Il controllo degli accessi alle degenze avviene tramite il locale personale, collocato in prossimità degli ingressi e del soggiorno. Il singolo nucleo di degenza è costituito da 7 camere doppie e 6 camere singole, ognuna delle quali dotate di bagno attrezzato per la disabilita. La posizione baricentrica rispetto alle degenze del pranzo e del locale cucina terapeutica favorisce la razionalità degli spostamenti sul piano.

Il piano interrato è organizzato in due grandi attività: i servizi generali della nuova struttura, con il tunnel di collegamento con la Rsa esistente; il parcheggio interrato, comprensivo di 65 posti auto per la Rsa e 17 posti auto a servizio dell’edificio denominato Sacro monte. L’accesso esterno al piano Interrato avviene tramite una rampa posta sul lato nord dell’edificio, intergrata al nuovo sistema di viabilità. Nell’interrato sono realizzati gli spogliatoi del personale, i magazzini, i servizi mortuari ed i principali locali tecnologici. Il piano interrato è organizzato con due percorsi orizzontali divisi tra sporco e pulito, per lo smistamento dei beni di consumo e dei pasti provenienti dalla cucina. Gli spazi dell’interrato sono collegati funzionalmente e in modo gerarchico con gli altri piani attraverso i blocchi verticali gemelli.

Il Centro diurno per anziani è progettato per 20 utenti. È previsto integrato al nuovo edificio, con l’individuazione degli spazi di soggiorno e pranzo condivisi con il Centro servizi. Sono previsti un locale per il riposo, uno spazio per la attività occupazionali, un bagno assistito, depositi e servizi igienici. Il Centro servizi è progettato in condivisione con il Centro diurno. Il Nucleo di Casa Albergo è posizionato al primo piano. È previsto un accesso esclusivo al piano terra (ma integrato), che dà accesso alla casa albergo e la collega direttamente con gli spazi del Centro Diurno.
La Provincia autonoma di Trento ha già ammesso a finanziamento, per il progetto di riqualificazione della Cittadella dell’accoglienza, 10.076.700 euro. Inoltre, il costo del progetto potrebbe essere rifinanziato per ulteriori 2.300.000 euro.

Progetti in mostra ai padiglioni dell’ex Ospedale

  • Europroject + Cino Zucchi Architetti – progetto vincitore
  • Massimo Carmassi – il progetto prevede un nuovo edificio semicircolare da collocare lungo l’asse chiesa-padiglioni e rivisitazione dei padiglioni sul modello degli edifici di terra delle popolazioni cinesi Hakka;
  • David Chipperfield Architects – il progetto prevede di conservare l’impianto esistente, ovvero una serie di padiglioni immersi in un parco giardino, e di sostituire le verande con una soluzione architettonica simile ma contemporanea;
  • Ipostudio Architetti – il progetto prevede la riorganizzazione dei padiglioni esistenti operandone una sopraelevazione, nonché una maggiore permeabilità dell’area al fine di rendere la nuova cittadella dell’accoglienza un luogo collegato con la città;
  • Krej Engineering / AtenaStudio / 3TI Italia – il progetto prevede un nuovo edificio che diventi parte integrante con quello della Rsa esistente, con attenzione agli aspetti bioclimatici;
  • Mancuso e Serena Architetti Associati – il progetto prevede la realizzazione di un nuovo edificio vetrato e luminoso, che tenga conto dei valori paesaggistici e ambientali del sito, un tempo luogo di villeggiatura climatica;
  • Metrogramma, Andrea Boschetti & Alberto Francini – il progetto prevede la realizzazione di una nuova struttura, in connubio con il paesaggio circostante, dove il verde e la natura diventano essi stessi architettura, una struttura che possa ottenere certificazioni ambientali;
  • Steam – il progetto vuole integrare la vecchia struttura con la nuova edificazione, rafforzando il sistema di piazze, inoltre si conserva l’impianto dei vecchi padiglioni, demolendo solo quello centrale per creare una piazza giardino cuore della Cittadella;
  • Tecnicoop / S.A.X. / Pavani / Interstudio – il progetto prevede una nuova struttura a forma “diamantata”, integrata con l’edificio principale, nonché l’estensione degli spazi aperti, la riduzione del sedime dell’edificio e l’inserimento di un tetto verde;

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