Un viaggio tra le emozioni di “Perfetto”, il nuovo singolo di Giulia Muti

Con il suo nuovo singolo, “Perfetto”, Giulia Muti ci regala una ballad pop carica di emozioni e significati profondi. Il brano affronta un tema universale e delicato: la fine di un amore e le turbolenze che questa lascia nella vita di chi lo ha vissuto. La canzone esplora il concetto di una perfezione che non si conforma agli standard tradizionali, ma che risiede nel riconoscere ciò che ci fa stare bene. La frase simbolo, “io ci ho provato, ma eri tu che non c’eri”, sintetizza con forza il percorso di consapevolezza personale che accompagna l’ascoltatore in questo viaggio emotivo. In un’intervista esclusiva, Giulia condividerà i retroscena del brano, raccontandoci le ispirazioni e le emozioni che l’hanno guidata nella sua creazione.

Giulia, “Perfetto” esplora un amore finito e le turbolenze che lascia. Qual è stata l’ispirazione principale per scrivere questo brano?

Il testo di Perfetto nasce da una creazione di Alessio Bernabei, un testo a cui mi ha dato modo di mettere mano per modificare e integrare e renderlo anche mio.

Pur non conoscendoci prima di questa collaborazione ci siamo ritrovati a vivere lo stesso accaduto e condividerlo in questo singolo.

Quando mi ha presentato questo brano per la prima volta, già dal primo ascolto di una sua bozza ho capito che mi rappresentava, che parlava anche di me, di una situazione che avevo vissuto ed è stato più facile anche poterlo interpretare.

Questa esperienza è la dimostrazione di come due anime, distanti, possano provare le stesse emozioni ognuno nel proprio vissuto e, quindi di come, una canzone diventi espressione dei sentimenti di chiunque la ascolti.

Nel brano parli di una perfezione imperfetta. Come hai affrontato questo concetto nella tua vita personale e artistica?

Quando si ama qualcuno a volte si rischia di distorcere la realtà dei fatti, si vive appunto in una perfetta imperfezione perché accecati da ciò che accade veramente, da quello che l’altro è.

Ci si dà delle colpe quando in fondo “Io ci ho provato, me eri tu che non c’eri”.

Sotto il punto di vista artistico posso dire che sono una persona molto autocritica e a volta anche “perfezionista” quindi questo gioco di parole rappresenta a pieno il mio essere e le situazioni che vivo.

Hai descritto questo singolo come un simbolo di rinascita per il tuo progetto musicale. Cosa ti ha portato a questa consapevolezza?

Sono stata ferma due anni dalla pubblicazione di singoli; ho continuato a scrivere e studiare, ma senza pubblicare.

Sono cresciuta molto sotto l’aspetto sia artistico che personale e questo brano ne è la prova. Ho avuto l’onore e piacere di collaborare con un’artista come Alessio Bernabei e ho avuto il coraggio e modo di tirare fuori la mia voce e mostrare come si è evoluta.

Qual è il messaggio principale che vorresti che il pubblico portasse con sé dopo aver ascolta- to “Perfetto”?

Un messaggio di positività che dopo il buio c’è sempre la luce, di continuare a credere nell’amore anche se si è stati delusi o se si è attraversato un periodo buio tutto riprende forma, sempre se prima si ama se stessi.

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