Un abbraccio a Leopoldo Mastelloni, l’amico che non ha mai smesso di essere se stesso

Oggi il cuore di molti, tra cui il nostro — quello di tutta la redazione di Oltre le Colonne, e in particolare del nostro inviato Alfonso Stani, attualmente a Mykonos con l’artista White King — si  stretto alla notizia del malore che ha colpito un nostro carissimo amico, Leopoldo Mastelloni al quale Alfonso è legato da una grande amicizia fraterna e da una grande stima. La notizia è arrivata come un pugno nello stomaco, lasciandoci senza fiato, senza parole.. La notizia è arrivata come un pugno nello stomaco, lasciandoci senza fiato, senza parole.

Leopoldo Mastelloni, il nostro Leopoldo, 80 anni, è stato colpito mercoledì 6 agosto 2025 da un ictus ed è ricoverato al Fatebenefratelli di Roma in prognosi riservata. I nostri pensieri sono tornati indietro nel tempo, alle serate spensierate, ai suoi occhi carichi di fuoco e malinconia, alla sua risata fragorosa e talvolta amara.

Leopoldo è un personaggio unico, coinvolgente, e con il suo carisma, la sua professionalità e la sua bravura ha saputo conquistare il cuore e le simpatie di molti. È un artista vero, uno di quelli che non si piegano. Nato a Napoli nel 1945, da una famiglia di giuristi, ha scelto il teatro come casa e vocazione, debuttando giovanissimo al Teatro Esse, recitando Artaud, Genet, Hofmannsthal.

White King e Leopoldo Mastelloni

Quando recitava, si calava nella parte diventando un tutt’uno con il personaggio: lo viveva, lo assaporava, lo faceva suo. Un uomo coraggioso che, a testa alta, ha dichiarato pubblicamente la sua omosessualità in tempi in cui farlo significava esporsi al linciaggio. Un uomo dalle mille sfaccettature, che ha vissuto mille vite. Ha saputo portare in scena il travestitismo come forma d’arte, ha cantato, ha recitato, ha diretto. Ha lavorato con Falqui, Patroni Griffi, Dario Argento. Ha fatto varietà, cinema, teatro, cabaret. Ha inciso dischi, ha scritto libri.

Dopo i successi, i flash dei fotografi e gli applausi, nel 1984 la sua carriera ha subito un colpo durissimo, a seguito di una controversa diretta televisiva. Ma lui non ha mai smesso di creare, di parlare, di provocare. Ha continuato a raccontarsi, a scrivere, a denunciare l’ipocrisia di un mondo che premia i follower e dimentica il talento.

A settembre dovrebbe uscire il suo libro di memorie, Così fan tutti, che lui stesso ha definito “il racconto di un bullizzato culturale”. Dentro ci saranno aneddoti, fotografie, dialoghi con giganti come Gassman, Monica Vitti, Hanna Schygulla. Sarà il suo modo di lasciare un segno, di dire: “Io c’ero. Io ho amato. Io ho lottato”.

Oggi, mentre lotta in ospedale, noi siamo con lui. Non fisicamente, purtroppo, ma con il cuore e con tutto il nostro affetto. Aspettiamo notizie con il fiato sospeso, e intanto gli mandiamo un abbraccio grande come il suo talento.

Forza Leopoldo, lotta come hai sempre fatto, abbiamo ancora molte avventure da vivere assieme