“L’Amore Non Muore… Mai!” di Riccardo Sciuto è un esordio nel genere thriller psicologico che lavora con consapevolezza su più registri simultaneamente: l’indagine investigativa, il dramma sentimentale e un filo soprannaturale che attraversa tutto il romanzo senza mai risolversi completamente.
La costruzione è solida e l’ambientazione scozzese, curata nei dettagli, contribuisce in modo sostanziale al tono del libro. Il punto su cui vale la pena soffermarsi con onestà è la gestione del triangolo emotivo tra Ryan, Susan e Céline.
Le dinamiche relazionali sono scritte con buona sensibilità, ma in certi passaggi il loro peso rallenta il ritmo dell’indagine vera e propria, creando una disomogeneità di tensione tra le sequenze più thriller e quelle più sentimentali.
Chi entra nel libro cercando soprattutto il lato investigativo potrebbe trovare qualche lungaggine nel tratto centrale. Detto questo, Sciuto dimostra una padronanza dell’atmosfera che non è scontata per un esordio: la scena della seduta spiritica da Séraphine Duval, ad esempio, è costruita con un senso del ritmo efficace e una tensione crescente che funziona davvero.
E il finale, che tiene insieme piano razionale e elemento inspiegabile senza forzare nessuno dei due, è la dimostrazione che questo autore sa dove vuole arrivare. Un progetto letterario che merita attenzione, con margini di crescita evidenti.









