Tra Lebowski e Gatsby: i riferimenti colti nascosti in Stanze Mentali dei Niente da Fare

Tra le canzoni di Stanze Mentali dei Niente da Fare, Bouche de Lemon è quella che gioca più apertamente con il cinema. Il brano costruisce un collage di scene, dal tavolo da poker al casinò, fino alla sala giochi della costa californiana, citando esplicitamente Il Grande Lebowski e il finale di un classico hollywoodiano ambientato a Long Island. Quando il testo chiede ‘cosa c’è di meglio che bere in compagnia’, introduce il meccanismo ricorrente del brano, una serie di fughe immaginarie verso scene di film diverse, una dopo l’altra, fino all’ultima e più amara. Questo gusto per la citazione colta attraversa l’intero disco: il discorso di Martin Luther King riecheggia in 2063, mentre altrove emergono tracce di Nightmare Before Christmas e persino di Achille Lauro, in un mosaico che non sembra mai gratuito o sfoggiato per impressionare. Anche il titolo Yggradrasill, che richiama l’albero cosmico della mitologia norrena, si inserisce in questa stessa attitudine a prendere in prestito simboli e immaginari lontani per raccontare vicende molto più terrene, in questo caso il peso di una colpa che non si lascia dimenticare. La scrittura della band riesce a far convivere ironia e profondità, alternando episodi più leggeri come Bionde, Scure, Rosse a momenti decisamente più gravi come Yggradrasill, senza che il passaggio risulti stridente, complice un arrangiamento che accompagna ogni cambio di tono con la giusta misura. Per chi ama scovare riferimenti nascosti nei testi, Stanze Mentali è un disco che premia gli ascolti ripetuti, regalando ogni volta un dettaglio nuovo da cogliere tra le righe.