Terremoto, deformata un’area di 1.100 km quadrati

Terremoto, deformata un’area di 1.100 km quadrati

Terremoto, deformata un’area di 1.100 km quadrati – Adnkronos – La violenza del terremoto del 30 ottobre oltre a radere al suolo interi paesi “ha deformato un’area di circa 1.100 chilometri quadrati”, un’estensione pari a “30 chilometri per 40 chilometri per lato”, e la violenta scossa di magnitudo 6.5 registrata domenica scorsa “ha spostato la città di Norcia di 30 centimetri verso Ovest, ossia gli edifici di Norcia sono stati spostati sotto la forza della scossa di 30 centimetri in direzione Ovest”. A delineare il quadro all’Adnkronos è il direttore dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Irea-Cnr), Riccardo Lanari. Lanari spiega che “i dati sulla deformazione del territorio colpito dal sisma sono arrivate ieri, 1 novembre, dai radar dei satelliti Sentinel-1 del programma europeo Copernicus”. “Ieri finalmente -indica lo studioso- abbiamo avuto le immagini di Sentinel-1 che hanno inquadrato tutta l’area complessiva colpita dal sisma del 30 ottobre”. Il satellite Sentinel-1 è in grado di ‘vedere’ un’area complessiva di “circa 250 per 250 chilometri quadrati” spiega Lanari. Ciò significa, aggiunge, che ora “finalmente, abbiamo acquisizioni ben centrate dell’area del sisma del 30 ottobre, peraltro non lontana dalle aree dei terremoti registrati il 26 ottobre ed il 24 agosto. Ora raffineremo ulteriormente queste informazioni visto che, stanotte, sull’area terremotata passa anche il satellite giapponese Alos2”. Una volta acquisiti anche i dati del satellite nipponico, “tutte queste informazioni verranno trasferite ai modelli geofisici che andranno a studiare le deformazioni in profondità, cioè a 8-10 chilometri nelle viscere della terra, per capire in profondità che cosa è successo a causa di questo terremoto” riferisce il direttore dell’Irea-Cnr. “La zona di Castelluccio -ad esempio- ha subito una forte deformazione verticale, un abbassamento almeno di 70 centimetri, mentre la zona di Norcia si è sollevata di circa 10-15 centimetri, ciò vuol dire -spiega ancora lo studioso dell’Irea-Cnr- che c’è una deformazione molto articolata con spostamenti sia verticali che orizzontali”. In particolare, grazie alle nuove immagini radar acquisite il 1 novembre “da orbite ascendenti e discendenti, dai sensori (operanti in banda C) della costellazione Sentinel-1, le elaborazioni effettuate dal Cnr-Irea, utilizzando la tecnica dell’interferometria radar differenziale, hanno ora rilevato, in tutta la sua estensione, circa 1100 chilometri quadrati, e complessità, il campo di deformazione originato dal terremoto” indica Lanari. Nelle immagine diffuse oggi dall’Irea-Cnr si evidenziano due grossi lobi di deformazione orizzontale, uno con uno spostamento verso est baricentrato all’incirca nell’area di Montegallo (con un massimo di circa 40 cm), l’altro con spostamenti verso ovest centrati nell’area di Norcia (con un massimo spostamento di circa 30 cm). Si evidenziano anche significative deformazioni verticali caratterizzate da una forte subsidenza, di almeno 60 cm nell’area di Castelluccio (già emersa dalle prime analisi dei dati Sentinel-1), e da una deformazione verticale in sollevamento di circa 12 cm nell’area di Norcia. Fra l’altro, riferisce ancora il direttore dell’Irea-Cnr, gli effetti relativi all’area di Norcia erano già in parte emersi dall’analisi effettuata utilizzando congiuntamente i primi dati Sentinel-1 e quelli della costellazione italiana Cosmo-SkyMed (operante in banda X) e sviluppata dall’Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con il Ministero della Difesa. (Figura 1 Risultati delle analisi realizzate con dati Sentinel-1 del Programma Copernicus: in alto sono riportate le due mappe di deformazione co-sismica (nelle linee di vista del radar) ottenute, da orbite ascendenti (pannello A) e discendenti (pannello B), con la tecnica dell’interferometria radar differenziale, a partire dai dati radar Sentinel-1 acquisiti il 26/10/2016 (immagini pre-evento) ed il 01/11/2016 (immagini post-evento); in basso sono mostrate le mappe delle componenti est-ovest (pannello C) e verticale (pannello D) delle deformazioni superficiali, ottenute sfruttando congiuntamente i passaggi ascendenti (Sud-Nord) e discendenti (Nord-Sud). La stella rossa rappresenta l’epicentro del terremoto del 30 ottobre 2016, quelle bianche gli epicentri degli eventi del 24 agosto e del 26 ottobre 2016). L’intera attività è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile e viene svolta da un team di ricercatori dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Irea di Napoli e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati radar satellitari e della sismologia, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana.

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