Suoni e visioni. Metamorphosis, composizioni e pianoforte Matteo Ramon Arevalos

Suoni e visioni. Metamorphosis, composizioni e pianoforte Matteo Ramon Arevalos. Sala Corelli del Teatro Alighieri, lunedì 3 luglio ore 21. È un’idea semplice ma rivoluzionaria: proiettare su uno schermo gli oggetti, o opere d’arte, posizionati tra le corde del pianoforte e seguire in video il trasformarsi delle loro forme durante l’esecuzione musicale. È un’idea semplice, il “pianoforte video-preparato”, ma prima d’ora nessuno ci aveva mai pensato e il pioniere è Matteo Ramon Arevalos, pianista ravennate ma attivo nei più dinamici contesti musicali d’oltreoceano, per esempio New York e Buenos Aires, che sperimenta questa sua tecnica per la prima volta a Ravenna Festival, lunedì 3 luglio alla Sala Corelli del Teatro Alighieri, con il concerto intitolato “Metamorphosis” in cui intreccia le proprie composizioni con le opere di artisti come Roberto Pagnani e Vanni Cuoghi, poi con quelle di Marco Bravura rivisitate dalle elaborazioni video di Giacomo Giannella, e con il live video di Dandy Ruff, al secolo Gerardo Lamattina.

Matteo Ramon Arevalos è ravennate e, com’è naturale che sia, non è la prima volta che si esibisce per Ravenna Festival: suo era il pianoforte che risuonava nei lavori nabokoviani della compagnia Fanny & Alexander (tra 2003 e 2005), e ha suonato anche in occasione dell’omaggio a Giacinto Scelsi, il pianoforte ma anche la celesta: richiami questi che già bastano a intravedere quale sia il repertorio che predilige. Ma per lui, che alla musica si è avvicinato giovanissimo, prima con la batteria poi, appunto con il pianoforte, e che da subito si è sentito attratto dalla composizione, è inevitabile accostare alle pagine del Novecento le proprie composizioni. Pagine difficilmente classificabili, perché pur improntate a una ricerca sperimentale e spesso sconfinanti nell’atto improvvisativo, come spiega lo stesso Arevalos, “non approdano all’astratto tecnicismo dell’accademia, ma si muovono su nuove forme senza rinunciare all’eloquenza di un tema o di una melodia”. In questo caso, pagine in cui si realizza una commistione tra arte visiva e suono con modalità del tutto inedite, perché “gli oggetti che sono posizionati sulle corde dello strumento – spiega il pianista e compositore – in alcuni casi dagli stessi artisti che li hanno creati, sono mossi e modificati dall’esecuzione e il pubblico potrà seguirne tutte le trasformazioni attraverso il posizionamento di due videocamere che riprendono e proiettano ciò che accade nel “cuore” del pianoforte. Così la composizione e la dinamica musicale sono pensate per generare determinati movimenti, e il divenire sonoro corrisponde a quello visivo”.

Il concerto prevede pagine composte tra il 2012 e oggi: si apre con “Loutra Photos”, un’opera dedicata alle sorgenti di luce, sulle corde del pianoforte Roberto Pagnani pone degli elementi polimaterici in forma di spirale, che modificheranno il suono dello strumento e la cui forma sarà a sua volta modificata dall’esecuzione. Si passa poi all’unico brano in cui non è prevista una “video-preparazione” ma soltanto una elaborazione video art Streamcolors di Giacomo Giannella delle opere a mosaico di Marco Bravura, che si intreccia con “Rituel” tre movimenti scritti secondo il Raga Yaman Kalyan per pianoforte e tanpura elettronica, a segnare un altro intreccio tematico con Ravenna festival, un tributo alla musica indiana.  Sarà poi la volta di “La Folia”, in cui il classico tema appunto della Follia viene frammentato ed variato su un pianoforte preparato con le opere di Vanni Cuoghi, figure di carta che altro non sono che Dame e Demoni, che si muoveranno e si scontreranno in una sorta di battaglia tra “il bene e il male” seguendo le dinamiche delle corde dello strumento, e sotto l’occhio della videocamera, quindi del pubblico. Infine, “Via Lactea” in prima assoluta per il Festival: imprevedibili esplosioni sonore e abbagli di luce.

Info Info e prevendite: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietto (posto unico non numerato): 15 euro (12 ridotto).
I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari 6 euro

Suoni e visioni
Metamorphosis

Matteo Ramon Arevalos composizioni e pianoforte
Dandy Ruff video preparato

Loutra Photos
per pianoforte video preparato con elementi polimaterici dell’artista Roberto Pagnani

Rituel in raga Yaman Kalyan
per pianoforte e tanpura elettronica con elaborazioni video art Streamcolors di Giacomo Giannella delle opere dell’artista Marco Bravura
Alap – Jod  – Drut

La Folia
per pianoforte video preparato con figure di carta dell’artista Vanni Cuoghi
12 variazioni sul tema de La Folia

Via Lactea
per pianoforte video preparato con live video di Dandy Ruff
Lento accelerando
prima esecuzione assoluta

Matteo Ramon Arevalos
Studia pianoforte a Ravenna prima con Natalia Prati e poi con Fiorenza Ferroni, che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione. Nel 1993 prende parte alla composizione della favola in musica Notte di suo fratello Jean-Michel Arevalos. Nel 1994 vince il primo premio al Concorso nazionale pianistico “Agorà” di Roma e nel 1995 si diploma in pianoforte al Conservatorio di Cesena. Si perfeziona con Rudolf Kehrer a Vienna e con Oxana Yablonskaya a New York. Tra il 2000 e il 2006 studia composizione a Roma con Francesco Telli, a Lugano con Paul Glass e a Parigi con Narcis Bonet. Pubblica per College Music Edizioni due delle sue composizioni per pianoforte: Vivo Marcia Fantasia (2002) e Nocturne 1996 (2006) con cd allegato.
Dal 2003 al 2006 collabora con la compagnia teatrale Fanny & Alexander al progetto Ada – Cronaca familiare, partecipando anche all’incisione del dvd Rebus per Ada (2006). Nel 2008 esegue la Rothko Chapel di Morton Feldman con l’Ensemble Giacinto Scelsi diretto da Roberto Gabbiani e, in duo con l’ondista Nadia Ratsimandresy, dà vita a un progetto monografico dal titolo Messiaen et autour de Messiaen, in occasione del centenario della nascita del compositore, realizzando un cd per ReR Megacorp (UK). Nel 2009, con il gruppo I.Feraud, compone le musiche per la performance dinamica Variazioni sull’Angolo Diedro. Nel 2011 crea con Paolo F. Bragaglia il gruppo Synusonde, realizzando il cd Yug per Minus Habens Records. Collabora con la regista Elisabetta Sgarbi per la colonna sonora dei filmRaffaello – La Stanza della Segnatura (2009) e Sono rimasto senza parole (2011). Partecipa alla 54a Biennale Arte di Venezia con Vanni Cuoghi e alla 4a Biennale di Arte Contemporanea di Mosca, alla mostra di mosaico Reliquary nella galleria Musivum Gallery, eseguendoMantra Gita 3, una sua composizione per soprano, pianoforte preparato con tessere di mosaico e tre percussioniNel 2013, in duo con l’ondista Bruno Perrault, pubblica per ReR Megacorp, il cd Sérimpie: da quel momento i loro concerti sono spesso accompagnati da un allestimento dell’artista Roberto Pagnani. Dal 2014 inizia una intensa attività concertistica negli Stati Uniti, Argentina, Russia, Francia. Nel 2015 tiene un concerto con sue composizioni per pianoforte all’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo per un convegno internazionale matematico e scientifico che gli aveva commissionato una composizione ispirata alle equazioni di Beltrami intitolataEque Azioni Beltrami. Recentemente ha collaborato con la compagnia Masque Teatro, con Drammatico Vegetale e con il regista Hanspeter Ammann per la colonna sonora del film Late Penang Afternoon che uscirà a fine 2017.

Marco Bravura
Dopo il diploma dell’Istituto statale d’arte per il mosaico di Ravenna, studia all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Torna a Ravenna dopo un lungo periodo di viaggi, portando avanti, in chiave contemporanea, la tradizione musiva, genius loci della città bizantina. Ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero, incluse la Biennale di Venezia (2011) e la 4a Biennale d’Arte Contemporanea di Mosca. Suoi lavori sono stati acquisiti da musei, istituzioni, banche e collezioni private in Europa, Russia e Stati Uniti. Dal 1994 realizza numerose opere pubbliche, tra cui Ardea Purpurea per Beirut e Ardea Purpurea per Ravenna, ispirate al progetto Le Vie dell’Amicizia di Ravenna Festival. Vive e lavora tra Mosca e Ravenna.

Giacomo Giannella
Artista digitale e videogame art director, è fondatore dello studio Streamcolors. La sua poetica si focalizza sul linguaggio polisemico dei colori per creare una nuova percezione generativa, astratta e interattiva della realtà. Ha sviluppato un nuovo metodo di decodifica della realtà in real time, mostrandola all’interno di strutture tridimensionali esplorabili in 3d (Giganti) e di oniriche ambientazioni. Alcuni dei suoi lavori sono stati esposti in importanti contesti internazionali: Toronto Digifest, Teatro Scriabin a Mosca, Fuori Biennale di Venezia, Triennale Design Museo a Milano e Festival della Scienza di Genova.

Vanni Cuoghi
Diplomato in scenografia all’Accademia di Brera, ha partecipato a numerose biennali in Italia e all’estero, a San Pietroburgo (2008), Praga (2009), Venezia Padiglione Italia (2011), Venezia Collateral Italia Docet (2015), Biennale Italia-Cina (2012). Ha preso parte a mostre pubbliche al Palazzo Reale di Milano (2007), Haidian Exhibition Center di Pechino in occasione dei xxxix Giochi Olimpici (2008), Liu Haisu Museum di Shangai (2008), Museo d’Arte Contemporanea di Permm in Russia (2010), Castello Sforzesco di Milano (2012), Fabbrica del Vapore  di Milano (2015). Sue opere sono state esposte in diverse fiere italiane e internazionali. Nel 2012, su commissione di Costa Crociere, realizza otto grandi dipinti per la nave Costa Fascinosa e nel 2014 sei per Costa Diadema. Dal 2015 è titolare della cattedra di pittura all’ Accademia “Aldo Galli” di Como. Tra le mostre personali pubbliche, nel 2011 Novus Malleus Maleficarum, a San Pietro in Atrio e Pinacoteca di Palazzo Volpi a Como, nel 2013 Aion nei musei civici a Crema e nel 2016 Da cielo a terra al MEB di Bologna.

Roberto Pagnani
Nato a Bologna, vive a Ravenna, città in cui svolge la sua attività di artista. Si forma in un contesto familiare dedito al mondo dell’arte da più generazioni e a contatto diretto con opere dei maggiori protagonisti dell’ambiente culturale informale europeo. Espone in numerose manifestazioni e mostre fra cui New York – I.10 (New York), 2007; Dievas_Dio (Nida, in Lituania), 2008; Casadicose, Nobodaddy, Teatro Rasi di Ravenna, 2008-2009; Parole&Onde (Cesena), 2010; Rotte, (Ravenna) e Café Promenade (Katelios, in Grecia), 2011; Flotte (Copenhagen) e Astrazioni (Ravenna), 2012; Fino alle Colonne d’Ercole e ritorno (Lugo), Direzione al-Iskandariyya, (Ravenna) e Altrove (Ferrara), 2013; Asylum (Sofia in Bulgaria), 2014; Blooming (Ravenna), La Natura è un Tempio (Gubbio), Meteore(Russi), Landscape stories (Budrio) e Friends-Free Ends (Venezia), 2015; Nuove Navi (Ravenna) e Lemures (Forlì), 2016.

Dandy Ruff
È l’eteronimo che utilizza Gerardo Lamattina per le sue scorribande nel mondo della visual art. Mondo affascinante effimero e poliedrico, che gli permette di sperimentare con assoluta libertà nuove soluzioni e incastonature visive, in questo caso nate e indissolubilmente legate alla musica di Matteo Ramon Arevalos.