Streaptease a Piazza del Popolo. Protagonista dello spettacolo una ventiduenne dopo un litigio con il fidanzato

Streaptease a Piazza del Popolo. Protagonista dello spettacolo una ventiduenne dopo un litigio con il fidanzato

Streaptease a Piazza del Popolo. Protagonista dello spettacolo una ventiduenne dopo un litigio con il fidanzato – Piazza del Popolo – Litiga con il fidanzato e si spoglia tra la folla. 22enne denunciata dai carabinieri per atti osceni.

 

Roma – Ieri pomeriggio turisti e visitatori che affollavano le vie del centro storico, hanno assistito ad un streaptease proprio nella centralissima Piazza del Popolo. L’autrice dell’insolito  gesto è stata una 22enne cittadina dell’est che aveva litigato con il suo fidanzato. Erano le cinque e mezzo quando la coppia ha iniziato a bisticciare  per futili motivi. All’improvviso la donna si è strappata la maglietta rimanendo a torso nudo sotto gli occhi attoniti del compagno. Immediatamente sono intervenuti i Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina che hanno invitato la donna a coprirsi con la maglietta ridotta a brandelli e l’hanno accompagnata in caserma dove è stata denunciata a piede libero.

 

Tor Bella Monaca: Arrestato dai carabinieri latitante si san basilio mentre partecipava ad una riunione all’Auditorium

 

Roma – Nella serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Tor Bella Monaca hanno arrestato un 35enne di San Basilio, in affidamento ai servizi sociali, irreperibile da quasi un mese e, già una volta scampato alla cattura, che deve scontare più di tre anni e mezzo di reclusione per furto aggravato, rapina aggravata ed evasione. I militari, impiegati in servizio di ordine pubblico, hanno notato e riconosciuto l’uomo mentre partecipava ad un incontro all’interno dell’auditorium sulla tematica delle periferie romane e lo hanno ammanettato. Vistosi scoperto, l’uomo ha tentato la fuga tra la gente ma è stato subito bloccato dai militari che lo avevano accerchiato. Mentre l’incontro è proseguito per l’uomo si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia.

 

 

Dal 2010, perseguitava e minacciava quotidianamente l’ex convivente, pretendendo da lei i soldi per comprarsi la droga. 44enne romano arrestato dai carabinieri.

 

Cassia – I Carabinieri della Stazione Roma Casalotti, a conclusione di una breve attività d’indagine, hanno arrestato, per estorsione, un 44enne romano colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Roma. L’uomo nel 2010, al termine della relazione sentimentale, iniziò a perseguitare l’ex convivente, una 49enne romana, pretendendo, dietro minacce e violenze, 100 euro al giorno per acquistare la droga di cui faceva uso. La donna era costretta a pagare perché l’uomo la perseguitava contattandola in modo ossessivo per telefono, seguendola per strada ed appostandosi presso il luogo di lavoro e la sua abitazione, arrivando a minacciarla che le avrebbe fatto perdere il lavoro o comunque di crearle problemi in ambito lavorativo. Costretta dal timore di perdere l’impiego, aveva sempre ceduto a tali pressioni fino a quando nel mese di Aprile, esasperata si è rivolta ai Carabinieri. A seguito della denuncia sono immediatamente partite le indagini che hanno portato all’emissione del provvedimento cautelare. L’uomo, dopo l’arresto è stato associato presso la Casa Circondariale di Roma Regina Coeli ed è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

Tentano di imbarcarsi su un aereo diretto a Dubai con i trolley “farciti” con 5 chili e mezzo di metanfetamina cloridrata. Quattro persone in manette, tra questi anche una coppia di coniugi con figlio.

 

Roma – Sono stati controllati dai Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma e dal personale tecnico dello S.V.A.D. (Servizio Vigilanza Antifrode Doganale) durante le procedure d’imbarco su un volo diretto a Dubai. Sui loro trolley i militari hanno eseguito un’accurata ispezione, grazie alla quale sono stati trovati, abilmente nascosti in un doppio fondo creato ad hoc nei bagagli, 5,312 Kg di metanfetamina cloridrato sotto forma di polvere cristallizzata. Si tratta di un tipo di sostanza stupefacente che viene fumata o iniettata, e che la rende più appetibile a chi ne fa uso per l’effetto molto lungo, di gran lunga superiore alla cocaina. A finire in manette sono stati quattro cittadini italiani, un 74enne incensurato, originario della provincia di Benevento ma residente a Leinì (TO), il figlio di quest’ultimo, un 50enne già conosciuto alle forze dell’ordine, nato in Francia ma residente a Bellona (CE), una 42enne nata in Gran Bretagna ma residente a Leinì (TO), moglie del 74enne, anche lei con qualche precedente penale, ed un torinese di 58 anni, incensurato. I quattro, che dovranno rispondere di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, sono stati associati al carcere di Civitavecchia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

Usura e droga – Maxi operazione dei carabinieri di Viterbo. eseguite 40 0rdinanze di custodia cautelare e 112 perquisizioni nel Lazio, in Umbria e in Lombardia. Finanziavano l’acquisto di stupefacenti e sostanze dopanti anche con attività di estorsione,  usura, furti e sfruttamento della prostituzione.

 

 

La Compagnia Carabinieri di Viterbo, con l’ausilio di 400 militari dei Comandi Provinciali di Viterbo, Roma, Terni, Perugia, Cremona e Piacenza, e supportati da due unità cinofile, dalle prime luci dell’alba, hanno dato esecuzione  all’ordinanza dispositiva di misure di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Viterbo a carico di 40 persone, di cui 13 stranieri di etnia romena ed albanese, responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti ed anabolizzanti, nonchè usura, estorsione, furto e sfruttamento della prostituzione.

I soggetti colpiti dalle ordinanze di custodia cautelare, emesse a conclusione di una articolata attività di indagine condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia CC di Viterbo unitamente alla Stazione CC di Soriano nel Cimino (VT) e coordinata dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Viterbo, Dott. Stefano D’Arma,  componevano  un sodalizio criminale operante nella Tuscia e nel ternano, che aveva creato una vasta rete di spaccio, con canali di rifornimento dello stupefacente riconducibili a trafficanti operanti nella capitale e nel nord Italia. 112 le perquisizioni eseguite, oltre che nei confronti delle persone arrestate, anche presso abitazioni di soggetti indagati durante le varie fasi dell’indagine e, con l’ausilio di militari del NAS,  presso 3 palestre site in Viterbo, Soriano e Vallerano (VT), frequentate da alcune delle persone tratte in arresto, nei confronti delle quali sono emerse responsabilità in merito all’illecita commercializzazione di sostanze dopanti, in particolare testosterone. Già  durante lo svolgimento delle attività tecniche di indagine, intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonchè pedinamenti e servizi di osservazione, i Carabinieri della Compagnia di Viterbo avevano arrestato in flagranza di reato 7 persone, denunciandone in stato di libertà  5 per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e dopanti: in tali circostanze furono sequestrati oltre 200 grammi di droga, cocaina e marijuana, e confezioni di fiale di sostanze anabolizzanti. L’indagine, denominata “drago” dai militari dell’Arma di Viterbo, scaturita a seguito di un attentato intimidatorio accaduto la notte del 17 gennaio 2011 nel comune di Soriano nel Cimino nei confronti di una coppia di fratelli la cui autovettura, una BMW di grossa cilindrata, fu attinta da numerosi colpi di pistola, ha consentito, oltre a far luce su quell’episodio, il cui  esecutore è stato identificato in un romeno di nome Dragos (da cui prende nome l’intera indagine) che avrebbe agito per far desistere i due fratelli dal pretendere il saldo di una grossa partita di cocaina da lui non pagata, è proseguita focalizzando l’attenzione proprio sui due fratelli, al centro di un’articolata organizzazione che gestiva lo spaccio di droga nella provincia di Viterbo ed in quella di Terni, rifornendosi di stupefacente da gruppi di stranieri nella capitale ed in alcune città del nord. 35 le persone coinvolte a vario titolo nell’attività di spaccio. La droga veniva acquistata e tagliata, a volte presso lo studio di tatuaggi  gestito da uno dei due fratelli di Soriano, per poi passare di mano in mano dai grandi ai piccoli pusher, per arrivare in numerose e piccole dosi nelle discoteche e nei pub della Tuscia. Le dosi venivano ordinate per telefono e chiamate in vari modi, tra cui tatuaggio, aperitivo, felpa e punta del trapano. Per finanziarsi e poter investire in acquisto di stupefacenti i trafficanti commettevano una miriade di altri reati: estorsioni ed usura, furti in abitazione ed esercizi commerciali, sfruttamento della prostituzione. In particolare 7 soggetti destinatari delle odierne misure di custodia cautelare sono risultati attori principali in una serie di episodi di estorsioni ed usura emersi a Viterbo ed a Narni (TR), nei confronti di gestori di attività alberghiere e di bar. Le vittime costrette a pagare migliaia di euro per evitare di essere pestati. Chi contraeva debiti e non poteva pagare, vedeva il proprio debito aumentare vertiginosamente a causa dei tassi usurai che la banda applicava. I sette, che si prestavano anche ad attività di “recupero cediti”, per intimidire maggiormente le  loro vittime, si fingevano di origine campana e parlavano simulando l’accento napoletano. Uno dei due fratelli di Soriano, unitamente alla compagna, è risultato anche l’autore di decine di furti ai danni di abitazioni e negozi. Sempre con la compagna costringeva una cittadina straniera a prostituirsi a Viterbo ed a Roma, ed in una circostanza, quando la ragazza ha tentato di opporsi agli ordini del suo aguzzino, è stata brutalmente violentata. Nel corso delle perquisizioni odierne infine sono stati  sequestrati complessivi grammi 5 cocaina, grammi 20 hashish, grammi 35 marijuana, nr. 2 piante canapa indica e nr. 14 confezioni di farmaci dopanti e deferito in stato di libertà e denunciate in stato di libertà altri 6 indagati.

 

Accoltella due coniugi italiani “colpevoli” di non avergli dato la precedenza in auto. Pregiudicato romano arrestato dai carabinieri.

 

Roma – Era a bordo della sua auto quando un’altro automobilista ha commesso “lo sbaglio” di non dargli la precedenza. E’ stato allora che al guidatore “offeso”, un pregiudicato romano di 38 anni, è salata la mosca al naso e ha deciso di punire quel “collega” impenitente. I fatti sono accaduti la notte scorsa in via delle Idrovore della Magliana: raggiunta l’auto del suo antagonista, con a bordo un 43enne romano accompagnato dalla moglie, il 38enne ha subito ingaggiato un’animata discussione, al culmine della quale ha estratto un coltello avventandosi sulla coppia. Ad avere la peggio è stato il 43enne, che ha riportato alcune lesioni da taglio al torace, alla spalla e al braccio destro giudicate guaribili dai sanitari dell’ospedale “San Camillo” con 15 giorni di prognosi. La moglie ha riportato “solo” la distrazione dei muscoli del collo e una ferita da taglio alla mano sinistra. Ne avrà per 5 giorni. Le vittime, subito dopo l’aggressione, hanno contattato il “112” fornendo ai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur intervenuti sul posto dettagli preziosi per la localizzazione e l’identificazione del loro assalitore. Pochi istanti dopo, il 38enne è stato individuato e bloccato dai militari. Per lui è scattato l’arresto con  le accuse di violenza privata, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi. Non solo: durante la perquisizione dell’auto dell’arrestato, i Carabinieri hanno rinvenuto un involucro contenente 3 grammi di cocaina, motivo per cui il pregiudicato è stato anche denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Trattenuto in caserma, l’uomo è in attesa di essere sottoposto al rito direttissimo.

 

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