Simona Galli si racconta

Raccontaci brevemente quando e come hai iniziato a fare musica

La musica è nata con me e negli ultimi anni mi sono posta il problema della professionalità e della formazione. Ho sempre cantato, fin da piccola, ogni volta che ne ho avuta l’occasione. A scuola con gli insegnanti di musica, con gli amici per divertirmi, in formazione corale, ho fatto di tutto e di più … poi, circa 15 anni fa, ho iniziato a collaborare con alcune band e orchestre alle quali si sono aggiunte serate di piano bar. Diciamo che negli ultimi anni ho iniziato a fare “sul serio” fino a farlo diventare un vero e proprio lavoro. 

Quali sono i temi di “Stonehenge”?

Stonehenge è il mio primo inedito e il suo tema è “Ricominciarsi”. Stonehenge è di chi riparte e si mette in gioco, di chi è alla ricerca di se stesso. Stonehenge descrive la mia attitudine nei confronti della vita, mi rappresenta e mi descrive e il primo brano volevo fosse proprio una sorta di presentazione a tutti gli effetti.

Nelle prossime settimane hai in programma dei live?

Si! Ho già diversi ingaggi e per fortuna si “respira” un po’ di musica,  dai teatri ai locali che hanno ricominciato a fare live. Avere nuovamente la possibilità di esibirsi davanti ad un bel pubblico è una cosa fondamentale!

Simona Galli quali sono i prossimi passi del tuo percorso musicale?

Il futuro mi fa sempre un pò paura… Sicuramente il progetto del mio disco, che è in fase di lavorazione, poi sarà la vita a darmi dei segnali … per ora procedo con cautela, giorno per giorno, accettando situazioni che mi fanno stare bene e anche rifiutando proposte se non mi sento a mio agio. Studio, formazione e collaborazioni sono il mio pane quotidiano e poi, per il resto sono scaramantica, preferisco non spoilerare troppo!