Sentinelli e il suo mondo raccontato nel pentagramma

Voglio uscire la notte” è l’ultimo singolo di Sentinelli, il grido di dolore di un ragazzo che vuole tornare a vivere la vita che conosceva, con quella voglia di uscire, di fare e di illuminare la notte. Con la voglia di poter restare a parlare sotto casa di notte. Un ragazzo che come tanti si chiede se oggi ha un senso quel mondo che vediamo fuori dalla finestra, un mondo che ha amplificato le distanze.

Ne abbiamo parlato con l’autore:

Qual è il pubblico che secondo te può apprezzare maggiormente la tua musica?

Non c’è un target specifico, tutti possono ritrovarsi in un mio brano e nel suo messaggio, canto le mie emozioni non quelle di una fascia d’età specifica.

Se dovessi convincerci ad ascoltare “Voglio uscire la notte” con una sola frase, cosa diresti?

Ma non manca anche a te?

Ogni artista ha un diverso metodo di lavoro. Qual è il tuo? (improvvisi o studi a tavolino, nasce prima la melodia o i testi…?)

Non ho un brevetto ufficiale, ogni tanto posso scrivere prima la musica, altre volte prima il testo, spesso però le due cose vanno di pari passo, mi metto davanti al pianoforte e provo ad unire delle frasi che penso, alla musica che suono.

C’è un’artista, italiano o straniero, con cui vorresti incidere un pezzo?

Il mio sogno sarebbe collaborare con Gazzelle, conosco tutti i suoi brani e lo apprezzo molto.

Qual è la prima cosa che farai quando il Covid sarà solo un brutto ricordo?

Ad oggi purtroppo non riesco ad immaginarlo, perché non riesco a vedere quel giorno. Guardandomi intorno molte cose ormai sono cambiate, anche noi siamo cambiati. Mi piacerebbe andare ad Amsterdam.