Seno nuovo, cicatrici addio con la TUBA

Seno nuovo, cicatrici addio con la TUBA

Seno nuovo, cicatrici addio con la TUBA. Ogni anno, in Italia, sono oltre 20 mila le donne che decidono di sottoporsi alla mastoplastica additiva, intervento chirurgico che aumenta il volume del seno. Da oggi una nuova tecnica di mastoplastica si chiama TUBA ed è una particolare tecnica attuabile con una sola piccola incisione dall’ombelico (transumbilical breast augmentation, appunto TUBA). Nel corso del colloquio preliminare, il chirurgo discute con la paziente per capire quali sono i suoi obiettivi, le sue aspettative, quindi viene illustrata la tecnica.

Chiaramente, nel disegno d’intervento il ruolo maggiore è giocato dai tessuti e dall’anatomia stessa della donna. E se tutto corrisponde alle caratteristiche richieste si può portare avanti il discorso. Dopo queste valutazioni e l’esatta indicazione del tipo di intervento, la paziente viene ricoverata per esami in Day Hospital.

In particolare le vengono effettuati gli esami del sangue, l’elettrocardiogramma, una accurata visita cardiologica ed anestesiologica. Solo a questo punto potrà iniziare l’intervento vero e proprio. Sottolinea il dottor Pasquale Adilardi, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica della Domus Salutis Città di Legnago: si pratica una microincisione nella zona intorno all’ombelico e attraverso lo stesso si infilano le protesi con una speciale sonda collegata a un video. L’operazione dura circa tre ore e la paziente dopo un giorno può tranquillamente tornare a casa e stare a riposo per altre 24 ore, senza levarsi le bende. Alla visita di controllo il risultato è un seno nuovo, senza cicatrici.
Per la buona riuscita di questo intervento è fondamentale la qualità dei tessuti cutanei. TUBA, non associata ad altre tecniche chirurgiche, consente di ottenere soltanto un aumento e un leggero sollevamento dei seni. In altre parole, con questa tecnica non è possibile correggere un difetto importante o ridurre il volume di un seno di grosse dimensioni!
Diversamente il rischio è quello di ritrovarsi con la solita protesi a palloncino, per lo più scivolata verso il basso. In parole povere, per correggere un seno “cadente” per effetto degli anni, di gravidanze o di forti dimagrimenti la strada da percorrere è quella della chirurgia classica. Vale a dire la mastoplastica riduttiva, mastopessi.
 Articolo tratto da MedicaLive

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