Seivox, Poesia: quando l’amore è un gesto di resistenza

Il pop-rock italiano ha spesso il problema di scivolare verso la rassicurazione facile, verso melodie che accarezzano senza lasciare segno. “Poesia” di Seivox gioca su questo confine e, per larghi tratti, riesce a stare dalla parte giusta. Marco Lorenzon, che si cela dietro questo pseudonimo, arriva al singolo con un bagaglio biografico notevole: formazione lirica con il Maestro Giampaolo Badoer, anni di band in cui ha attraversato l’hard rock, il grunge e il pop, e infine l’incontro decisivo con Alex De Rosso, che ha curato anche “Fuit Tempus”, il suo album d’esordio solista. Tutto questo non è irrilevante: si percepisce nella gestione della dinamica vocale, nel modo in cui il ritornello viene costruito per esplodere senza perdere controllo. Il testo costruisce un immaginario di protezione e dedizione amorosa, ma nel finale inserisce un cambio di prospettiva che vale la pena di notare: “voglio una pagina mia, rubare ancora una vita e riscrivere un’altra poesia. Solo.” È il momento più interessante del brano, forse il meno atteso, e dà profondità a un racconto che altrimenti rischierebbe di rimanere troppo compatto su un unico registro emotivo. Il confronto con certa scena indie-pop europea non è irragionevole: c’è una cura nella costruzione melodica che ricorda le scelte di artisti come James Bay nei momenti più accessibili. Un brano che convince, con qualche riserva sulla sezione centrale, che perde un po’ di tensione prima di riprendere quota.